Tra Milano Cortina 2026 e servizio militare: l'inchiesta che mette in discussione il rispetto della Carta olimpica.
La delegazione israeliana impegnata alle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026 è composta da dieci atleti. C'è Mariia Seniuk per il pattinaggio di figura, Noa e Barnabas Szollos per lo sci alpino, Attila Mihaly Kertesz per lo sci di fondo. Poi ci sono gli atleti di bob e skeleton. Tra loro anche due sportivi chiamati a prestare servizio militare durante l'offensiva a Gaza.
A rivelarlo è un'inchiesta di Lavialibera, che ha raccolto post e storie social della squadra di bob, come quello dell'ottobre 2023 in cui si leggeva: «Dobbiamo ricordarci che ciò che definisce Israele non è la tragedia, ma la nostra forza. E uno dei più cazzuti che stanno prestando servizio in prima linea in questo momento è Ward Fawarsy. Mandategli un messaggio di sostegno!»
Il capitano della squadra è invece Adam "AJ" Edelman, "sionista fino al midollo" per sua stessa definizione, ebreo ultraortodosso, che definisce la guerra a Gaza come «la più moralmente giusta nella storia». L'atleta è protagonista anche di due video, risalenti a febbraio 2025, in cui insieme a Jared Firestone, impegnato nelle gare di skeleton, prende in giro la scritta "Free Palestine", incontrata durante il loro soggiorno a Lillehammer, in Norvegia, in occasione della Coppa del Mondo.
Ma non si ferma qui. In uno dei post Edelman scrive: «Gaza è l'unico posto sulla Terra dove puoi nascondere ostaggi e 'identificarti come giornalista' o sparare razzi da un ospedale e 'identificarti come un dottore'».
Intanto, però, la squadra israeliana, fischiata durante la cerimonia di apertura, scende in pista, ottiene visibilità, gareggia. Eppure il Comitato Olimpico Internazionale aveva stabilito che «gli atleti che sostengono attivamente la guerra non potranno competere». Lo stesso CIO che ha dichiarato che Israele rispetta la Carta olimpica, una carta tra i cui principi fondamentali figurano la promozione della pace e la salvaguardia della dignità umana.
Ma lo show delle Olimpiadi, il business di Milano Cortina 2026, deve andare avanti. Tra indifferenza generale, silenzio e atleti che hanno partecipato a un genocidio.



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