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NBA, Minneapolis e l'omicidio di Alex Pretti

La NBA rinvia Timberwolves–Warriors dopo l'uccisione di Alex Pretti a Minneapolis. Proteste contro ICE, città in piazza, lo sport rompe il silenzio. 

"Dare priorità alla sicurezza e alla protezione della comunità di Minneapolis". 

Il comunicato ufficiale con il quale la NBA ha deciso di rinviare la partita di ieri sera tra Minnesota Timberwolves e Golden State Warriors recitava così. Non si poteva giocare nello stesso giorno in cui un'altra vita veniva spezzata.

Alex Jeffrey Pretti, infermiere di 37 anni, è stato ucciso da un agente federale a Minneapolis, la città dove l'ICE arresta i bambini e uccide i manifestanti. Poche settimane fa, il 7 gennaio, era stata uccisa Renee Nicole Good, coetanea della vittima di ieri.

Quasi un mese di occupazione, oltre 3.000 agenti anti-immigrazione, altrettante le persone arrestate in una città da 425 mila abitanti. Che venerdì si erano riversate in piazza, sfidando il gelo e la paura. Tra loro l'allenatrice delle Minnesota Lynx Cheryl Reeve e l'allenatrice in seconda ed ex stella Rebekkah Brunson.

Un fiume di persone ha marciato verso il Target Center per protestare contro i controlli, le violenze, gli abusi di potere della forza speciale di Donald Trump. Con loro centinaia di attività commerciali — ristoranti, birrerie — hanno abbassato le saracinesche. E con loro le scuole, fuori dalle quali gli agenti si appostano per arrestare gli alunni e usarli come esca.
«L'ICE ha già portato via maestri sotto gli occhi dei bambini, oppure aspetta l'uscita per prendere i loro genitori», raccontano alcuni testimoni.

Un giorno di sciopero. La vigilia dell'ennesima tragedia.

Sabato pomeriggio, poche ore dopo l'uccisione di Alex Pretti, il gelo è calato anche all'interno del centro di allenamento dei Timberwolves, che si trova di fronte al Target Center di Minneapolis. Silenzio, attonito, rabbioso. Nessuna delle due squadre ha rilasciato un commento ufficiale.

Jaylen Clark, guardia dei Timberwolves, non è rimasto zitto. Ha pubblicato nelle sue storie Instagram un video della sparatoria, con la scritta: «Mondo malato, amico». Anche Tyrese Haliburton, degli Indiana Pacers, ha parlato usando le parole giuste, le uniche parole possibili: «Alex Pretti è stato assassinato».

Perché oggi è difficile anche questo: chiamare le cose con il loro nome. Parlare di genocidio, in Palestina. Parlare di deportazioni e di omicidi negli Stati Uniti. E per fortuna che, ogni tanto, ci pensa lo sport a ricordarcelo.

I Minnesota Timberwolves scenderanno in campo contro i Golden State Warriors alle 23.30 italiane. Osserveranno un minuto di silenzio, come già fatto dopo l'omicidio Good. Solo un minuto.
Perché dentro e fuori il Target Center di Minneapolis c'è una città — e un pezzo di mondo — che in silenzio proprio non ci vuole stare.

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