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A che punto è la carriera di Marcelo Estigarribia ?

Profilo basso, tanta corsa, tanto impegno : cominciava così la carriera tra Juventus, Atalanta e Sampdoria, quindi il ritorno in Sud America. Ma di lui in Europa si sono perse le tracce da tempo

"Sono un giocatore aggressivo, cerco sempre di muovermi in avanti, lotto su ogni pallone cercando di approfittare di ogni occasione. Non mi mancano mai forza e voglia. Voglio dire ai tifosi che darò tutto me stesso non soltanto parole"

Si presentava così, sguardo "indio" ma sereno alla società bianconera appena concluse le visite mediche di routine al suo arrivo a Torino. Look minimale, capelli a caschetto, fisico più magrolino - gracile quasi si sarebbe detto - rispetto alla media dei nuovi compagni del classe '87 potevano non ispirare chissà quale fiducia. Così anche il nome recava con sé un tanto d'esotico, ma di non immediata pronuncia, che rendeva bene l'atmosfera attorno al ragazzo a metà tra l'incuriosito e il sorpreso di chi ne faceva la conoscenza. Eppure l'accoglienza fu delle migliori se è vero che lo stesso Antonio Conte, allora neo-tecnico della Juventus, imparò ad apprezzarne certe qualità, la spinta in avanti, la dedizione, l'umiltà. Estate 2011. Lui è Marcelo Alejandro Estigarribia Balmori, non esattamente un diminutivo, ma l'anagrafe di un profilo caro ancora ai tifosi bianconeri - e non solo - e più completo tecnicamente di quanto si pensasse : esterno alto di mestiere, ma buono a ricoprire più ruoli lungo la fascia, fino alla difesa. Quell'anno la convocazione in nazionale di calcio paraguayana lo aveva portato a sfiorare la Copa America in finale contro l'Uruguay, anche se vinta dai compagni di Martin Caceres, suo futuro collega alla Juve l'anno dopo, per 3 a 0.

Il Sud America e l'approdo alla Juventus

Si trattava forse dell'esperienza più pregiata che l'allora giovane 24enne, anche noto in patria come "Chelo", poteva vantare sul proprio curriculum calcistico, impreziosito dal secondo posto nella competizione, ma in realtà giungeva dopo una trafila che lo vede tra i professionisti sin dalla tenera età di 17 anni.

Profilo basso, tanta corsa, tanto impegno, ovvero quel che basta spesso a compensare una tecnica non esaltante : l'approdo in Europa, nei francesi del Le Mans, nel 2008, arriva dopo una gavetta durata tre stagioni, iniziata tra le fila di club di cui davvero poco si sente parlare nel vecchio continente. Dopo gli anni del settore giovanile trascorsi all'Unìon Pacìfico, milita nel 2005 tra i professionisti dello Sport Colombia, club di Division Intermedia paraguayana, per poi passare l'anno successivo al Cerro Porteno, dove esordisce con i professionisti e trascorre altri due anni conclusi con 47 presenze complessive e 6 gol all'attivo. Nell'estate del 2008 è la volta della Ligue 1, ma il paraguayano non convince davvero come ci si aspettava. Dopo una stagione e mezza la dirigenza dei giallo-rossi lo cede in prestito in Argentina al Newell's Old Boys. Epperò il ritorno in Sud America sembra giovargli : con il club di Rosario trova molto più spazio e ha modo di conquistare la convocazione in nazionale in vista della Copa America. La pervicacia e la duttilità in mezzo al campo non fanno certo di lui un fuoriclasse degli assi esterni, ma bastano ad attirare le attenzioni di Beppe Marotta, allora dirigente di una Juventus in piena ricostruzione dopo due stagioni disastrose. Il d.s. strappa un accordo di prestito con diritto di riscatto fissato a 5 milioni con il Deportivo Maldonado, dove si era appena trasferito dopo l'esperienza in Argentina e per il ragazzo comincia la sua prima vera avventura in una "big". Tempo dopo il suo approdo in bianconero, riportava TuttomercatoWeb.com, l'agente Giuseppe Addamiano confermerà le prime impressioni del ragazzo : " È molto contento dell'ambiante Juve, di come lo hanno accolto, del percorso di crescita, di come si è ambientato nel gruppo. È felice della scelta ed è cresciuto tanto nella fase difensiva, inoltre sta facendo vedere cose importanti in fase d'attacco. Lui di solito gioca nel centrocampo a cinque, da fluidificante o più avanti con una difesa a quattro.(...) È contentissimo e chiaramente rifarebbe la stessa scelta visto che la Juve è davvero un grande ambiente dove giocare". Le prestazioni non deludono, tanto che Antonio Conte, nonostante un impiego più blando rispetto ai titolarissimi, lo preferisce ad altri uomini in rosa come Elia e Krasic di solito schierati - con il contagocce - nello stesso ruolo. Al termine della stagione 2011-2012, Estigarribia conquista lo scudetto con i bianconeri, l'unico trofeo vinto in carriera. I tifosi ricordano un gol - il solo - segnato contro il Napoli, in un Napoli-Juventus del 29 novembre 2011, che vale il 3 a 3 finale. 

Altre squadre di Serie A e ritorno in Sud America

Non vale però il riscatto dal Maldonado. La Juventus è una delle esperienze più proficue da qui in avanti. Dopo la Signora infatti ecco la Sampdoria nella stagione 2012/2013 dove totalizza 34 presenze in campionato e 2 reti, senza, anche stavolta, essere riscattato e tornare in Paraguay. Quindi di nuovo in A prima al Chievo - con i clivensi solo 16 presenze e nessun gol in sei mesi di ingaggio- poi all'Atalanta dove si trasferisce a titolo definitivo nel 2014, trascorrendo l'anno e mezzo successivo costellato da 27 gare disputate e segnando due reti. Nel 2016, dopo un grave infortunio al legamento crociato, rescinde il contratto con i bergamaschi. Da allora della sua carriera si sono più o meno perse le tracce in Italia e Europa. Il rientro in Paraguay per la stagione seguente coincide con l'inizio di una lunga spola tra lo stesso Deportivo Maldonado e una quantità di club non sempre facile da ricostruire. Prima al Cerro Porteno in patria, quindi in Messico, tra le fila del Chiapas, club della capitale di Tuxtla Gutierrez, nello Stato omonimo, prima di sistemarsi per tre stagioni al Colòn, in Argentina, dal 2017 al 2020. Nel 2020 infine il ritorno al Maldonado per due stagione intervallate dall'esperienza nell'Olimpia di Asunción. Dopo voci di un suo possibile addio al calcio, all'inizio del 2022 arriva l'ufficialità di un accordo sempre ad Asunción, con il Club Sol de America, squadra di massima di visione paraguayana, in cui milita attualmente.


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