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Carbognano il paese di Giulia Farnese aspetta il ritorno del calcio

Piccolo borgo fatto di arte e tradizione, c'è lo stadio, c'è il teatro, c'è il cuore della gente, manca solo che si possa tifare la squadra di football. 

Le vie di Carbognano in festa

I Conti Carosi Martinozzi a Carbognano avevano un palazzo e diverse proprietà. L'ultimo rappresentante della famiglia che frequentava il paese negli anni Cinquanta veniva chiamato "il signorino". Un Carosi Martinozzi, Francesco, è ricordato da una lapide nella chiesa parrocchiale di Carbognano come tributo all'aiuto fornito alla sua costruzione durante il suo governo del paese. Un altro Carosi Martinozzi, Giovanni, è stato Beneficiato coadiutore (dal 1820) e poi Beneficiato (dall'anno successivo) della Basilica di San Pietro in Vaticano e in questo ruolo è rimasto sino alla morte avvenuta a Carbognano. È stato Camerlengo minore nel 1848 e poi negli anni 1856-1860. Negli stessi anni Vincenzo Carosi Martinozzi (probabile fratello di Giovanni) fu prima Chierico coadiutore e poi Chierico (dal 5 gennaio 1826), nella stessa Basilica, fino alla sua morte, sempre a Carbognano. Figlio di Vincenzo, invece, era Nestore Carosi Martinozzi, nato a Carbognano, membro del Consiglio di amministrazione del Regio Istituto e autore del memoriale "La funzione del credito agrario nella mezzadria dell'Italia centrale" conservato nella preziosa biblioteca dell'Accademia dei Georgofili e presentato all'Assemblea generale della Confederation internationale du credit agricole tenuta ad Instanbul e Ankara nel 1954. Al Conte Carosi Martinozzi è intitolato lo stadio di calcio di Carbognano.

Carbognano a metà strada tra Roma e Viterbo: storia e cultura

Carbognano è un piccolo ma grazioso e affascinante comune del viterbese. Quando si raggiunge in auto a "salutare" all'arrivo c'è un cartello "Benvenuti nel paese di Giulia Farnese". Giulia "la bella", "la signora di Carbognano" ha vissuto in questo borgo, in un castello che illumina la piazza principale del paese. Chiese, piazze, casette che si susseguono, persone semplici e oneste che si incontrano per strada, che salutano, che sorridono con la serenità di chi vive in un piccolo angolo di pace. Produzione di nocciole, di castagne, da queste parti si mangia una porchetta succulenta e, se si riesce, si trova il migliore olio della zona. L'orgoglio territoriale non manca. Manifestazioni, rievocazioni storiche, una bella, sana, "Sagra della gavinella", la pasta fatta in casa dalle nonne. La ricetta? "Acqua, farina e un uovo ogni tanto". Un entusiasmante gruppo di persone che si riuniscono nella "Pro Loco Carbognano" guidata da Michele Cristofari, cuore e passione per non perdere le tradizioni, tramandare la memoria alle nuove generazioni e mantenere viva quella genuina voglia di stare insieme. Un grande baluardo di cultura, il "Teatro Bianconi" in via Fontanavecchia con un cartellone di spettacoli di tutto rispetto, ma anche iniziative per le scuole e tante belle giornate per i più piccoli. La biblioteca di Carbognano, del Comune ben guidato dal sindaco Agostino Gasbarri, non solo "scrigno di libri ma anche custode di storie, volti, opere d'arte, finestra sul mondo per chiunque voglia essere protagonista attivo del bagaglio culturale del nostro paese". Una "sana realtà di provincia", come si suol dire, quindi, alla quale, però, occorre aggiungere una perla oggi mancante per completare una bella collana.

Il borgo di Carbognano, nella Tuscia viterbese

 Una realtà sana ma quest'anno è mancata la squadra di calcio

Il logo del Carbognano Calcio

Manca il calcio. Non c'è più il Carbognano calcio. L'Asd Carbognano la scorsa stagione ha sfiorato il salto dalla Prima categoria alla Promozione, poi, un clamoroso ritiro e la mancata iscrizione a questo campionato. Dodici mesi, dunque, sono già trascorsi senza la rappresentativa locale, senza le bandiere gialloverdi a sventolare allo Stadio Conte Carosi Martinozzi. Carbognano, borgo italiano della provincia di Viterbo, nel Lazio, alle pendici dei Monti Cimini vicino al lago di Vico. Dimora di Giulia Farnese e del suo maestoso Castello Farnese, territorio che fa parte dell'associazione "Città della Nocciola", centro storico ricco di arte, chiese e tradizioni, come la "Rievocazione della Passione di Cristo", ma manca il calcio. Manca ai tifosi, ai simpatizzanti, a coloro i quali andavano allo stadio a tifare per il Carbognano. Manca per rendere ancor più splendido un genuino borgo a metà strada tra Roma e Viterbo. Manca per completare le altre realtà sportive che, invece, con grande impegno da parte di tecnici e dirigenti continuano a esistere a Carbognano. Manca, perché, il calcio non può mancare. Men che meno a Carbognano, la patria di "Giulia la bella"…

Possiamo sognare il ritorno del Carbognano calcio?

Speriamo che la pausa estiva porti qualcuno a interessarsi della rinascita, del ritorno del Carbognano calcio e che la prossima stagione calcistica veda militare nei campionati calcistici regionali la società che metteva insieme i colori giallo e verde del gonfalone, dello stemma ufficiale di Carbognano, antiche origini di epoca etrusca e romana, territorio considerato fin dal IV secolo a.C., un presidio strategico. Lo meritano i carbognanesi, lo merita Carbognano, lo merita lo Stadio Conte Carosi Martinozzi, lo merita uno straordinario luogo del cuore. Sognare non costa nulla, speriamo che il sogno diventa realtà… 

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