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L'attesa di Elena Linari

La calciatrice della Roma Femminile ha firmato la vittoria contro l'Empoli ed è a caccia di nuovi trofei.

Il pallone da calcio pesa, da regolamento, tra i 410 e i 450 grammi. Per una strana legge della fisica, però, il peso cambia in funzione del risultato, del minuto, del momento. Quando Elena Linari prende in mano la sfera, al Tre Fontane, il cronometro segna il minuto 98. Mancano una manciata di secondi alla fine, la Roma Femminile gioca contro l'Empoli Ladies. E' la prima di ritorno di campionato, non è una finale ma poco importa. Il risultato è fermo sull'1 a 1. La numero 32 prende il pallone, aspetta il direttore di gara, lo posiziona. E poi aspetta.

Aspetta tanto, più del normale. Immobile, guarda l'avversaria, in porta. Aspetta ancora. Per tutta la partita ha fatto a sportellate con Chanté Domping, gigante attaccante olandese classe 2001. Per tutta la partita ha dettato il tempo, prendendo il pallone e giostrandolo per il campo, con passaggi accurati e lanci lunghi. Regista aggiunta. Personalità e tecnica, sono queste le doti che hanno fatto di Elena Linari una calciatrice unica nel suo genere.

 L'esplosione di Elena Linari, tra Firenze e Madrid

Fiesolana, classe 1994, quelle sue doti erano chiare sin dai primi calci, quelli all'Atletica Castello, dove gioca con i maschi. Poi il passaggio alla Scuola Calcio Claudio Desolati e, a soli 14 anni, l'approdo all'ACF Firenze, dove compie tutta la trafila dagli Esordienti alla Prima Squadra. Sono le prime stagioni vere, che culminano con la promozione in Serie A nel 2010 e la vittoria del campionato Primavera nel 2013. Elena Linari è il pilastro della squadra e la sue prestazioni non passano inosservate: la vogliono al Brescia, dove sarà protagonista di tre stagioni a grande livello. Il suo palmarès si gonfia: due Campionati, due Coppe Italia, due Supercoppe Italiane e poi, soprattutto, l'esordio nella UEFA Women's Champions League.
Sono anni di successo, di crescita. Sono anni in cui veste costantemente la maglia azzurra: dagli Under-17 fino alle convocazioni di Antonio Cabrini, che la vuole per le qualificazioni al Mondiale 2015. Un appuntamento mancato per la nostra nazionale, che si riferà nel 2019 in Francia, con Milena Bartolini, che decide di puntare ancora su Linari.

Intanto la classe 1994 dopo i successi di Brescia torna a Firenze, stavolta alla Fiorentina Women's e continua a vincere. Prima del grande salto: l'approdo in Spagna. "Il 20 giugno 2018 l'Atletico Madrid ufficializza il mio acquisto ed inizia un nuovo sogno... - scrive Elena Linari sul suo sito internet - Finalmente sono un calciatrice professionista, per di più in uno dei club più importanti e conosciuti d'Europa. Che annata fantastica... prima stagione e siamo subito campionesse di Spagna!". E a Madrid la calciatrice esplode, si consacra definitivamente. Sicura in campo e fuori, quando in un'intervista a Dribbling racconta, con la stessa grinta e gli stessi occhi di quando è in campo: "Per attirare l'attenzione sul calcio femminile bisogna parlare della sua omosessualità? E' un paradosso secondo me. Bisogna dire che una ragazza sta con un'altra ragazza per attirare gente, sponsor? Allora abbiamo sbagliato tutto. Io della mia vita privata faccio quello che voglio, ci sono tanti giocatori che si coprono con un'altra relazione, per evitare i pregiudizi. In Italia ancora non siamo pronti per fare questo passo e si sente".

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Elena Linari con la maglia dell'Atletico Madrid. Fonte: Sito elenalinari.it

 L'approdo di Elena Linari alla Roma Femminile

Ma Elena Linari non si copre, parla della sua omosessualità a viso aperto, senza nascondere le difficoltà che affronta tutti i giorni: "In Spagna si vive meglio, parlo tranquillamente con le persone di tutto. In Italia sono io la prima ad aver paura ad affrontare il discorso, non so come potrebbe reagire la gente, ho paura del giudizio delle altre persone. Allora cosa devo dire? Che sto con un ragazzo? Cosa cambia? E' sempre amore".
Tra la Spagna e l'Italia, anche geograficamente, c'è la Francia e così la Linari passa al Bordeaux, l'unica squadra con cui non vince. L'esperienza transalpina infatti dura poco, solo mezza stagione, prima di tornare in Italia, stavolta a Roma. "Ho scelto questi colori perché la Roma è la Roma. È una società che parla da sola, con un grandissimo passato, un grande presente e un grandissimo futuro. Ho voglia di aiutare la squadra a migliorare e anche di crescere io stessa. Spero di apportare alla Roma le esperienze che ho maturato all'estero". La prima, mezza, stagione nella capitale si conclude al quinto posto in campionato e con una vittoria, l'ennesima per lei, in Coppa Italia.


Per iniziare a conoscerla basta vedere una sua partita, per il modo in cui vive la partita, in cui contrasta, in cui imposta, in cui amministra la difesa. Per innamorarsi basta un video, questo qui sotto, in cui incita le sue compagne dopo una vittoria. "Noi siamo la Roma". Fuori di testa, pazza, assatanata. Elena Linari è questa. La stessa che sa prendere in mano un pallone che pesa un quintale, a tempo praticamente scaduto, e metterlo sul dischetto del rigore. La stessa che sa aspettare. E aspettare. E aspettare. Prima di gonfiare la rete e gonfiare la gola.

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