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I primi bilanci della Roma di Mourinho

Questi mesi appena trascorsi hanno inaugurato il nuovo corso targato Special One. Un cammino appena iniziato tra enormi speranze, ambizioni risvegliate dopo un lungo letargo, tante novità, qualche certezza e anche passi falsi fisiologici frutto di un percorso che deve essere ancora lastricato di tempo e di pazienza. Valutiamo ora le 5 componenti chiave che rendono un club protagonista del proprio destino: la squadra, il mister, la proprietà, la direzione tecnica nell'area sportiva, la tifoseria.

La squadra Voto 6,5

Intendiamoci. La sesta posizione in classifica non è da Roma, il numero di sconfitte in campionato è eccessivo ed la situazione appare troppo simile alle ultime 3 stagioni. Ma l'apparenza inganna: in questi mesi i giallorossi, a differenza degli ultimi anni, hanno giocato quasi sempre un ottimo calcio anche di fronte ad avversari più forti, mostrando una buona personalità nei momenti difficili, ma fallendo troppe occasioni davanti alla porta avversaria. La spregiudicatezza offensiva, lo sbilanciarsi per cercare di recuperare certi svantaggi dettati dall'instabilità difensiva e la mancanza di qualità a centrocampo hanno fatto perdere qualche punto di troppo. Tuttavia la squadra ha ritrovato una sua anima, una tenuta psicologica da tempo dimenticata e la grinta giusta per affrontare le gare complicate. La sufficienza abbondante è dettata da tutto ciò e anche dal fatto che l'obiettivo quarto posto non è troppo lontano. Da non trascurare poi la qualificazione diretta agli ottavi di Conference. Il 6 a 1 col Bodo invece è meglio dimenticarlo.

La proprietà Voto 7,5

Un voto è determinato da una scelta forte: vuoi ricostruire? Vuoi tentare davvero di vincere? Prendi uno dei migliori allenatori al mondo e il problema della guida tecnica è risolto senza il solito avvicendarsi annuale di allenatori la cui attitudine al successo sportivo è quantomeno discutibile. Dopo il costretto immobilismo della scorsa stagione sotto il profilo della conduzione sportiva a causa dell'impossibilità di intervenire subito nello scardinare gli assetti preesistenti (fu perfezionato l'acquisto del club giallorosso solo a fine agosto 2020), i Friedkin hanno iniziato finalmente a ricostruire la Roma dalle sue fondamenta a livello economico e organizzativo. Silenziosi con i media, presenti con la squadra, col mister e con i propri dirigenti, Dan e Ryan rappresentano ormai una certezza per i tifosi che si stanno abituando a una inedita stabilità rispetto alla schizofrenia gestionale degli ultimi anni. Il risanamento dei conti procede inesorabile e ben presto la Roma potrà al meglio dire la sua sul mercato per riportare il club ai vertici del calcio italiano. Dove merita di stare.

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I proprietari della Roma, Dan e Ryan Friedkin

Il mister Voto 7

È José Mourinho il vero protagonista di questa squadra. Il suo arrivo in estate ha fatto impazzire i tifosi giallorossi e ha fatto concentrare gli occhi del mondo intero sulla Capitale. Lui. Il quinto allenatore più vincente della storia del calcio ha scelto proprio il rostro giallorosso sul quale salire per poter arringare, incitare e guidare un intero popolo pieno di ambizioni e sogni verso nuove imprese. I primi mesi della stagione sono serviti per creare uno spirito giusto in grado di compattare in un solo fronte giocatori, dirigenti, proprietà, tifosi. Inoltre Mou ha saputo sperimentare prima e poi consolidare delle soluzioni tattiche di gran rilievo come la scelta dell'attacco a 2 punte, il posizionare Zaniolo nel duo offensivo, lo schierare una difesa a 3 impostata sulla qualità tecnica di Smalling per non parlare poi di Mkhitaryan posizionato spesso in fase di interdizione in modo tale da liberare il talento di Veretout da certi compiti gravosi. La Roma gioca un buon calcio, ha potenziale, in Europa gli obiettivi minimi di questa prima parte di stagione sono stati centrati, in campionato si poteva fare meglio, ma il sogno Champions rimane vivo e per ora è meglio accontentarsi dell'aver battuto una squadra tra le top 5 in classifica dopo ben 19 mesi. Per il resto sarà decisivo il mercato di gennaio.

La stella cometa della Roma, Josè Mourinho

Il General Manager Voto 6,5

Per giustificare il voto basti pensare già al fatto che, all'inizio della scorsa sessione estiva di mercato, i giocatori della Roma a contratto erano più di 60: ne sono stati piazzati addirittura la metà al termine della medesima finestra negoziale. Un risultato incredibile per Tiago Pinto. Il quale ha avuto modo anche di rinforzare alcuni reparti chiave, sistemando ad esempio in modo definitivo la questione porta con l'acquisto del titolarissimo Rui Patricio: è diventato inoltre realtà il rinnovamento del parco attaccanti con le acquisizioni non proprio a prezzo di saldo di Abraham e Shomurodov in sostituzione del partente Dzeko. Da notare anche l'utilità del nuovo arrivato Vina in grado di prendere il posto di Spinazzola in modo più che dignitoso. Ma la nuova rosa giallorossa è ben lungi dall'essere completa. Mancano con urgenza almeno un paio di rinforzi a centrocampo e un vice Karsdorp: proprio ora che siamo a gennaio Tiago Pinto deve proseguire il suo operato per aiutare il mister a puntellare il suo 3-5-2 nuovo di zecca, frutto di un equilibrio tattico appena trovato e a lungo ricercato.

Il General Manager della Roma, Thiago Pinto

Tifoseria Voto 9

La prima parte della stagione romanista non è stata all'altezza delle aspettative rivoluzionarie emerse in estate con l'incredibile ingaggio di José Mourinho. Eppure il condottiero portoghese ha invitato tutto l'ambiente a concedere il tempo giusto per riportare il club sulla strada del successo. La risposta? Balbettante e contraddittoria quella dei media locali. Sul fronte della tifoseria è al contrario emerso lo spirito giusto dello stadio tutto esaurito o quasi a ogni gara e striscioni del tipo "con Mourinho fino all'inferno": tutto ciò fa trapelare un leggero attaccamento al nuovo mister e al progetto che egli incarna. Figuriamoci poi: i tifosi giallorossi sono stati ben più pazienti in passato quando probabilmente la speranza aveva abbandonato davvero queste terre. 

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