Il Catenaccio - Web Magazine Sportivo
Menu
Post Image

Al Cesena Alino Diamanti e la sua "Sana Follia"

La compagine romagnola che ha visto sulla panchina i primi passi di Arrigo Sacchi e Marcello Lippi affidata ad uno straordinario fantasista del calcio. 

"Elogio della Follia" di Erasmo da Rotterdam, "Solo i folli cambieranno il mondo" di Maffei Lamberto, "Sana Follia" di Diamanti Alessandro detto Alino. Fuoriclasse assoluto, uno degli ultimi, trequartisti veri, "numero 10" insomma, di quelli fuori dagli schemi. I maestri della radiocronaca, li chiamavano anche i rifinitori, o ancor meglio i fantasisti, e radiocronaca è una parola da citare con orgoglio, perché tutto semplice con la tv, tra highlights, tecnologie che ti fanno vedere e rivedere un gol duecentocinquanta volte, microfoni in campo, in tribuna, dentro la panchina, negli spogliatoi, che racconto è? E, invece, c'erano loro i radiocronisti, e a partire dal sottoscritto, ci si avvicinava al giornalismo sportivo, affascinati essenzialmente da due cose, o perché un giorno desideravi poter arrivare a scrivere un articolo di una partita di calcio, meglio se con commenti e pagellone, o perché un giorno sognavi di emulare Enrico Ameri e Sandro Ciotti, e ti vedevi già con le cuffione sulle orecchie e il microfono a fare la radiocronaca del match clou di giornata. E alla radio, sì, alla radio, quella che la tv doveva rottamare, poi doveva rottamarla internet, poi youtube e i programmi on demand, e, invece, gli ascolti radiofonici nel 2026 ancora crescono, un fantasista raccontato con emozione è stato Alino Diamanti. Capelli alla Niccolò Fabi, ha giocato in Italia, ma anche in Inghilterra, Cina e Australia, giramondo vero, Diamanti ha incantato, colpi fuori dal normale, giocate da fantasista assoluto, nell'accezione più calzante del termine. Estro tanto. Indisciplina pure. Palmarès, ad onor del vero, scarno, a parte vicecampione d'Europa con l'Italia di Cesare Prandelli nel 2012. Ma conta poco o nulla se si era capaci come Alino di metterla in rete direttamente da calcio d'angolo, di "vincere il titolo" di calciatore che ha subito più falli in assoluto tra i principali campionati europei, segno inequivocabile che sei bravo a dribblare, salti l'uomo con la palla incollata al piede e i mastini delle difese non sanno come fermarti. E allora, sì, anche senza coppe e scudetti nella bacheca personale, Alessandro Diamanti è stato un fuoriclasse, un trequartista di livello assoluto. Uno che quando ha giocato nel Livorno incantava tifosi e spettatori, sul campo e via tv, e del quale il suo presidente Aldo Spinelli pare che disse che "era un grande campione nonostante le notti in discoteca, figuriamoci se la notte fosse andato a dormire" …

La "Sana Follia" del nuovo allenatore del Cesena

E" Sana Follia" è stato il titolo della sua "tesi", la relazione finale con la quale Diamanti Alessandro detto Alino ha conseguito il patentino di allenatore. Pochi giorni dopo, ma veramente pochi, e lo hanno chiamato ad allenare il Cesena nella prossima serie B edizione 2026/2027. Per qualcuno "sana follia" è un ossimoro, per altri, come spiega Lamberto Maffei nel libro "Solo i folli cambieranno il mondo" per le edizioni "Il Mulino" è in qualche modo, invece, la formula necessaria, ovvero la follia è sana e sana è la follia. Su tutti Erasmo da Rotterdam che della follia ne ha fatto un "elogio" che da secoli viene letto e tradotto in tutto il mondo. E solo uno che da calciatore è partito da Prato ed è arrivato in Australia, passando per Premier League e Cina, può rappresentare compiutamente cosa sono l'estro e la fantasia, il coraggio di mettersi e rimettersi in gioco. "Comunque andare, anche solo per capire, o per non capirci niente" inno alla vita in movimento battezzato dieci anni orsono da Alessandra Amoroso. E Alino è sempre andato, "per non restare a fare niente aspettando la fine" sempre dal brano canoro di cui sopra. Un percorso in cinque continenti che non si è fermato nemmeno ora da tecnico. Moglie e figli in Australia dove si era trasferito da anni e dove aveva anche iniziato la carriera da coach, ma anche in Italia, da pendolare per studiare da allenatore e ora il ritorno nella terra natìa per lavorare da tecnico di prima squadra. Fuori dagli schemi, oggi come ieri, il fantasista si è ritrova sulla panchina del Cesena. Squadra non a caso di una città non a caso. Terra di Romagna, terra tutta fantasia e allegria, serenità e viva la vita. E poi Cesena ha vissuto anche i suoi memorabili anni di calcio fuori dagli schemi. Mezzo secolo fa, per esempio, con lo storico accesso alla Coppa Uefa. Anni nei quali incantava, tanto che il Maestro Italo Cucci lo definiva "piccolo Brasile" e i mantovani che erano i tifosi di quello che era stato consacrato come il "Brasile italiano" la presero come un affronto. Ma il Cesena di quegli anni era "tanta roba" come si ama dire oggi, anche se in realtà è un'espressione piuttosto irriguardosa rispetto alla bellezza ed alla poesia della nostra lingua italiana.

Alino Diamanti con la maglia del Bologna

Iscriviti alla Newsletter de Il Catenaccio

La newsletter de Il Catenaccio arriva una volta a settimana, in genere il venerdì ma non ci sentiamo di garantirlo. Dentro ci troverete quello che ci interroga, ci emoziona, ci fa arrabbiare, ci stupisce. E vi capiterà di trovare storie di calcio e di sport che si intrecciano con la politica, i diritti, la storia, la cultura, l'inclusione.

 Il Cesena di Rizzitelli e "Condor" Agostini ma anche di Albertino Bigon

Tornando al Cesena, stiamo parlando di una squadra che ha avuto in panchina gente come Gigi Radice, Pippo Marchioro, ma anche Giovan Battista Fabbri, Osvaldo Bagnoli, e più tardi anche Marcello Lippi mentre su quella del Cesena Primavera ha mosso le sue prime…tattiche Arrigo Sacchi da Fusignano. E non va dimenticato che allenatore del Cesena in serie A alla fine degli anni Ottanta è stato anche Albertino Bigon che proprio grazie al lavoro ben fatto in Romagna venne chiamato al Napoli di Diego Armando Maradona già vincitore di uno scudetto che poi con Bigon raddoppiarono. La casacca bianconera del Cesena è stata indossata in campo tra gli altri da Walter Schachner, austriaco, uno dei primi stranieri ad essere giunto in Italia quando vennero riaperte le frontiere del football ma anche da Dario Sanguin, Roberto Cravero, Massimo Storgato, e poi da due attaccanti di razza, Ruggiero Rizzitelli e Massimo Agostini. "Rizzi-gol" e "Il Condor", va detto, sono stati due dei maggiori talenti sfornati direttamente dal vivaio del Cesena, prima di spiccare il volo nelle big del calcio, Roma e Torino il primo, Milan e Napoli il secondo.

I presidenti del Cesena…nei grandi film con tema il calcio

E poi il Cesena vanta anche una straordinaria "dinastia" di presidenti, anche loro estro e fantasia, e un po' di "sana follia". Si dice, infatti, che Edmeo Lugaresi, numero uno del Cesena dal 1980 al 2002, è stato il vero ispiratore del personaggio del presidente Borlotti, il patron della Longobarda calcio allenata da Oronzo Canà ne "L'allenatore nel pallone", quello che per intenderci rivolto a Lino Banfi dice "Canà, indovini chi le ho preso. Ma…Mara…Maradona". Ma si dice anche che Dino Manuzzi, figura mitologica per i tifosi del Cesena, al quale è dedicato lo stadio e che di Lugaresi è stato lo zio, e lo ha preceduto alla guida della società romagnola nel ventennio precedente, è sotto segrete spoglie il profilo più vicino a Benito Fornaciari, alias "Il presidente del Borgorosso Football Club interpretato magistralmente da Alberto Sordi, che inneggiava con i tifosi ai "bianconeri del Borgorosso, rosso rosso, rosso".

"Comunque andare": a Cesena con entusiasmo, energia, semplicità

A convocare sulla panchina del Cesena Football Club edizione 2026/2027 Diamanti fresco di laurea di allenatore è stato il direttore sportivo del cavalluccio bianconero Andrea Mancini, non uno qualsiasi ma il figlio di mister Roberto, ma soprattutto di quello che da calciatore fu uno straordinario fantasista alla Sampd'Oro prima e alla Lazio poi. E a mettere la firma sotto al contratto che legherà Diamanti Alessandro detto Alino sarà Michael Melby uno che nella sua vita ha sempre amato le sfide, campione di arti marziali e medaglia d'argento nel jiu-jitsu brasiliano. "Comunque andare non saperti risparmiare ma giocartela fino alla fine" vai mister Diamanti. Forza Cesena con "Sana Follia" e come nella sua lavagna tattica immortalata nei social proprio per celebrare il conseguimento del patentino di allenatore: "entusiasmo, energia, semplicità". E se il motto di Alino Diamanti è "Se vuoi puoi", il Cesena Football Club edizione 2026/2027 è tutto da seguire… 

Lampi mondiali #6 | Messi o Ronaldo, pasta lunga o...
Svizzera-Bosnia: alla scoperta di Johan Manzambi
 

Commenti (0)

  • Non ci sono commenti. Inserisci un commento per primo.

Lascia un commento

Immagine Captcha

Accettando accederai a un servizio fornito da una terza parte esterna a https://il-catenaccio.it/

Like what you see?

Hit the buttons below to follow us, you won't regret it...