Il Catenaccio - Web Magazine Sportivo
Menu
Post Image

Il purismo condanna alla rinuncia alla nuova Italia di Andrea Pirlo

Improvviso bagno nell'acqua della purezza, ora il calcio si è ripulito completamente (mah…) 

"A fare a gara a fare i puri, troverai sempre uno più puro... che ti epura". Pietro Nenni nato a Faenza, il 9 febbraio del 1891 e scomparso a Roma nel Capodanno del 1980 è stato leader del Partito Socialista Italiano, e considerato, a ragione, uno dei principali protagonisti della politica italiana del Novecento. Pietro Nenni che nel suo "curriculum" ebbe sia la Seconda Guerra Mondiale durante la quale aderì alla Resistenza, membro delle Brigate Garibaldi, che un "confino" a Ponza nel 1943 le aveva veramente viste di tutti i colori. La sua saggezza, dunque, veniva anche dall'esperienza di chi aveva vissuto nel vero senso della parola. "A fare a gara a fare i puri, troverai sempre uno più puro... che ti epura", dunque, è molto più di una sua frase celebre, è la sintesi efficace di un modo di stare al mondo, di saperne molto di più di chi fa teoria, di chi si inebria la bocca di perbenismo, e vuole per forza dire ciò che non è, che non può essere, anche se non lo ammetterà mai. Lungo e polemico preambolo per poter affrontare con interesse e disinteresse, con coinvolgimento e distacco, prendendo le difese e anche no, il Pirlo sì, forse no, anzi no, vade retro Pirlo che abbiamo vissuto in ore a dir poco folli, con il presidente della Federcalcio Giovanni Malagò in versione Donald Trump che ogni tanto fa qualche dichiarazione, poi ne fa un altro e smentisce di fatto quella precedente e così via, altro giro, altra giostra, venghino signori venghino. 

Oggi l'Iran torna all'età della pietra, anzi no faremo affari insieme, ho firmato l'accordo, ma quando mai li rado al suolo e così via, con i dazi, con la Russia e l'Ucraina e chi più ne ha più ne metta, abbiamo imparato che quello che dice Trump oggi non vale già stasera, perché domani è un altro giorno ed è già distante nel tempo nell'epoca degli annunci via social. E via social Andrea Pirlo ha spiegato le sue ragioni. Ha detto chiaro e tondo che nulla aveva a che vedere con questioni politiche o comunque di qualsiasi argomentazione che deviasse dalla sua sfera sportiva e professionale. Un intervento via social, of course, ormai è questa la "piazza del mondo" quando ormai la puzza di bruciato si avvertiva forte e nitida nelle narici e che il sogno di allenare la Nazionale Italiana era ormai svanito per Andrea Pirlo, il "Maestro". Reo di tutti i peccati del mondo, protagonista di tutti i conflitti attualmente in corso nei cinque continenti, autore e fautore dei peggiori crimini dell'umanità, uno da flagellare subito e mettere in croce, magari anche a testa in giù. E ora Giovanni Donald Malagò ha fatto giustizia, il mondo è un posto migliore. Non vi è "l'onta" di uno dei migliori calciatori e allenatore sì a inizio carriera ma con idee innovative e pronto a immolarsi per la sua amata patria sulla panchina dell'Italia. Per quella occorrono personalità immacolate. 

Magari commissari tecnici sfiorati da qualche equivoco (assolutamente chiarito e innocenti) nel cosiddetto calcio scommesse, o che hanno incassato fior di soldoni in terre che sulla democrazia e i diritti umani non sono proprio esempio che fa scuola, o altri ancora che qualche inciampo sicuramente lo possono aver fatto. Ma perché, poi, improvvisamente il calcio moderno sia diventato in odore di santità non si capisce…mah. Nel football si incassano cifre in un mese che un onesto operaio non mette insieme nemmeno in duecento vite consecutive, si acquistano calciatori con somme di denaro che bastano per rilevare tutte le proprietà immobiliari di città intere, però vivaddio il calcio è pulizia assoluta, integerrimi ad ogni costo. L'Italia è un paese serio signore e signori. Un paese che oscura i siti di scommesse "chiacchierati" dopo averli scoperti dai chiacchiericci intorno ad Andrea Pirlo, mica perché ci sono normative da applicare e lavoro ordinario da fare. Ma perché mai. L'Italia fa da sempre leggi e norme perché avviene questo o quello, perché c'è la famosa "indignazione personale", mica perché ci sono iter procedurali da seguire, confronti in assemblea parlamentare, la Sacra Costituzione da applicare. No. In Italia si prendono decisioni al bar o con lo smartphone in mano. Il popolo parla, e il legislatore promulga leggi. E così la morale la si fa alla fermata del bus o mentre si acquista in salumeria "un etto di Bologna" come cantava un Maestro assoluto come Fabio Concato. 

Ora è fatta. Siamo felici e orgogliosi. Abbiamo fatto l'Italia e anche gli italiani. Abbiamo messo alla gogna Andrea Pirlo e sulla panchina della Nazionale ci sarà chi non ha nulla di opinabile o di discutibile nella sua carriera, il calcio italiano non avrà nulla di opaco, ma sarà tutto perfetto, tutto chiaro, trasparente. Viva l'Italia! Occhio, però, cara Italia, che Nenni lo diceva: "a fare a gara a fare i puri, troverai sempre uno più puro... che ti epura"…

Maldini come Mario Draghi? No, grazie
Piano A e piano B
 

Commenti (0)

  • Non ci sono commenti. Inserisci un commento per primo.

Lascia un commento

Immagine Captcha

Accettando accederai a un servizio fornito da una terza parte esterna a https://il-catenaccio.it/

Like what you see?

Hit the buttons below to follow us, you won't regret it...