Le quattro grandi favorite si giocano l'accesso alla finale: dalla rivalità eterna tra Argentina e Inghilterra, tra Maradona e le Falkland/Malvinas, fino alla sfida tattica tra Francia e Spagna. L'analisi delle semifinali e dei protagonisti che possono decidere il torneo.
Siamo arrivati alle semifinali e non poteva esserci programma migliore per le due sfide. Da un lato Francia e Spagna, forse le squadre più belle del torneo, dall'altro Argentina e Inghilterra in una partita che non sarà solo il penultimo importantissimo atto di questo Mondiale. Quella tra Albiceleste e i sudditi di Re Carlo III è una sfida nella sfida, tra due squadre e popoli che non si ameranno mai. È soprattutto la rivincita dei quarti di finale del Mondiale messicano del 1986. La partita della "Mano de Dios" che gli inglesi ancora maledicono e rivendicano come irregolare e soprattutto del gol del secolo, quando Maradona dribblò mezza Inghilterra prima di segnare. Ma è anche una rivalità politica derivante dalla guerra della Falkland/Malvines, avvenute quattro anni prima nel 1982. Un conflitto che rappresenta una ferita ancora aperta nella cultura di massa Argentina. Per questo sarà un match all'ultimo sangue anche se è sconsigliabile per gli inglesi giocarsela così perché sarebbe il giardino prediletto per i sudamericani. Gli uomini di Tuchel arrivano meglio alla semifinale dopo aver battuto ai supplementari una bella e sfortunata Norvegia (il primo gol inglese era da annullare e gli scandinavi hanno colpito una traversa e sprecato molte occasioni nel secondo tempo). L'uomo partita è stata Bellingham, apparso a livelli stellari. Mentre se un rimprovero si può fare a Solbakken, l'allenatore norvegese, è quello di aver cercato poco Haaland.
L'Argentina, invece, ha vinto ancora tra mille difficoltà e patimenti. Pur avendo avuto un percorso facile dai sedicesimi (Capo Verde, Egitto e Svizzera) ha sempre sofferto terribilmente, godendo, non si può negare, di qualche aiutino. Gli uomini di Scaloni ne sono usciti con la rabbia, la forza del gruppo e la classe. Il gol di Alvarez contro gli elvetici è un capolavoro. Gli argentini poi sembrano come i componenti di una setta che giocano tutti uniti per il loro santone (Messi). Complimenti alla Svizzera vera sorpresa del torneo e al suo allenatore Murat Yakin, sempre troppo dimenticato dalla critica, quando invece ha portato i rossocrociati a livelli mai visti in precedenza.
Nell'altra semifinale la Francia dovrà indossare nel migliore dei modi l'abito che tutti le hanno cucito addosso: quello di favorita del torneo. Non sarà facile perché i centrocampisti della Spagna faranno di tutto per sgualcirglielo e Fabian Ruiz conosce molto bene i meccanismi dell'attacco francese. Gli uomini di Deschamps arrivano in semifinale dopo aver battuto senza troppa fatica il Marocco, forse un po' stanco dopo un bellissimo mondiale. La Spagna ha superato, con qualche difficoltà e prendendo gol per la prima volta, il Belgio grazie a una papera del povero Lammens, subentrato poco prima all'infortunato Courtois. In realtà, il portierone del Real Madrid sarebbe rimasto volentieri in campo ma Garcia ha preferito alternarlo per avere un giocatore al 100%. Crediamo che il selezionatore dei belgi ripenserà a questa scellerata scelta per molti anni. Autore del gol della vittoria all'ottantesimo il solito Merino, un vero talismano per la Spagna. L'allenatore spagnolo de la Fuente, che abbiamo già elogiato per la bravura nei cambi sempre azzeccatissimi, usa il giocatore dell'Arsenal come un vero talismano da tirar fuori nei momenti difficili.
Come sempre capita i Mondiali si vincono con i campioni. Sono rimasti in gioco i migliori: Mbappé, Dembelé, Olise, Rodri, Lamine Yamal, Bellingham, Kane, Alvarez, Lautaro e Messi. C'è in ballo la storia. Mbabbé a soli 27 anni potrebbe già arrivare al secondo titolo mondiale. Anche Messi che potrebbe dire, soprattutto a sé stesso, di aver superato Maradona. Mentre Kane potrebbe finalmente scrollarsi di dosso l'ingiusta etichetta di perdente e riportare dopo 60 anni la coppa in Inghilterra. O, infine, il più giovane di tutti, il diciottenne Yamal. La stella del Barcellona finora è rimasto un po' nell'ombra, che stia aspettando il gran finale?
Vogliamo chiudere, però, riallacciandoci alla guerra delle Falkland/Malvinas, ricordando il grande scrittore argentino Osvaldo Soriano che al conflitto dedicò un libro satirico "La resa del leone" e il racconto "Autunno del '53" contenuto nella raccolta "Racconti degli anni felici". Sono bellissime letture per l'estate sotto l'ombrellone ma anche per tutte le stagioni. In tema musicale, invece, sono due le canzoni legate alla guerra del 1982: "Brothers in arms" dei Dire Straits e "Get Your Filthy Hands Off My Desert" dei Pink Floyd. Due capolavori contro la guerra che sono, purtroppo, attualissimi anche oggi.
Arrivederci alla prossima puntata….



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