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3 cose da Cremonese Roma

Le reazioni di Svilar e Gasperini, la condizione atletica, la duttilità di Cristante. 3 cose da Cremonese Roma 

C'era un solo risultato utile per la Roma oggi pomeriggio a Cremona. Uno soltanto. E la Roma di Gasperini lo ha preso, se l'è tenuto stretto e se l'è portato via con tre gol e una nuova manciata di certezze. Ma ridurre tutto a questo sarebbe sbagliato: significherebbe non cogliere il momento di forma, la trasformazione profonda che questa squadra sta vivendo sotto la guida di un allenatore che non ha solo restituito fiducia, ma ha riscritto il DNA di un gruppo e, in parte, di una città.

Sulla carta, era la partita "più semplice": Fiorentina-Juventus, Inter–Milan, Napoli–Atalanta. Tre incroci pesanti, tre partite che potevano togliere punti alle rivali. La Roma, invece, aveva una missione semplice e complicatissima allo stesso tempo: vincere. E ha vinto. Tre gol, uno subito nel recupero, ma soprattutto un'altra vittoria che aggiunge un tassello al mosaico della nuova Roma.

Come sempre, proviamo a raccontarla con tre spunti. Tre cose da Cremonese–Roma.

L'esultanza della Roma, vittoriosa sul campo della Cremonese. Fonte foto: As Roma Images su X

 Le reazioni di Svilar e Gasperini

Qui su Il Catenaccio il calcio non è mai solo tattica o numeri. È volto, cuore, pancia. Sono le facce oltre al piede, i sorrisi e le parole oltre le gambe. E allora partiamo proprio da due volti, da due reazioni.

La prima è quella di Gian Piero Gasperini, appena espulso da Ayroldi. Il tecnico è in tribuna, ha da poco messo dentro El Aynaoui e Ferguson: dai loro piedi nasce il 2–0, primo gol in giallorosso dell'irlandese, un gol da attaccante vero. Pochi minuti e un altro cambio – El Shaarawy – porta all'invenzione di Wesley, fortemente voluto in estate e reinventato a sinistra.

Le telecamere cercano Gasperini. Lo trovano in piedi, le braccia al cielo, la bocca aperta in un urlo che sa di liberazione, di gioia. Di vittoria. Per un istante sembra un tifoso qualsiasi, travolto dall'esultanza di un intero popolo.

La seconda reazione è di Mile Svilar e di mezzo reparto difensivo. Il gol di Folino nel recupero non sposta nulla, non pesa sui tre punti, eppure la rabbia del portiere e dei compagni è violentissima. Mani nei capelli, urla, recriminazioni. Perché questa Roma non vuole subire. Non vuole mollare. Ha un'ossessione per il dettaglio e una fame che è la faccia più evidente del suo allenatore.

 Cristante

È difficile dare un volto unico alla Roma di Gasperini. Nelle settimane scorse abbiamo parlato di Çelik, di Pellegrini, di Mancini. Oggi, invece, ha la faccia di Bryan Cristante.

Un giocatore che ogni estate viene dato in partenza, che ciclicamente qualcuno vorrebbe vedere in panchina. E puntualmente torna titolare: nella Roma, nella nazionale, nella vita.

Su di lui si è già detto tutto, ma oggi c'è un dettaglio da sottolineare: la duttilità. Cristante inizia da mediano, finisce da braccetto, negli ultimi incontri ha fatto anche il trequartista. È l'essenza perfetta della Roma di Gasperini: giocatori che credono in quello che fanno, si fidano del tecnico, si mettono al servizio della squadra, ovunque serva.

Il primo gol di Ferguson con la maglia della Roma. Fonte foto: As Roma Images su X

 La condizione

L'avevamo scritto in apertura: ogni partita aggiunge qualcosa. Ogni vittoria è un +1 di fiducia, corsa, convinzione.

La condizione atletica della Roma è un segnale enorme. I giallorossi stanno sempre meglio: corrono, pressano, raddoppiano, attaccano gli spazi. Sul 3–0 c'è ancora gente che si sovrappone, che va a caccia di un altro gol, che pressa il primo possesso avversario come se fosse il primo minuto.

I frutti della preparazione gasperiniana iniziano a vedersi in maniera nitida. Non sappiamo se durerà fino alla fine – è impossibile prevederlo – ma oggi la Roma è una squadra affamata. E soprattutto una squadra che corre con un senso.

Bonus track: Svilar. Lo abbiamo detto, lo ripeteremo ogni volta che servirà: la Roma ha il miglior portiere d'Europa. Mile Svilar lo ha ricordato anche oggi. E la squadra lo sa. E se serve c'è anche la statistica: nel 2025 ha subito 115 tiri nello specchio, 17 sono entrati e secondo il modello degli xG, avrebbe dovuto subirne almeno 5 in più (per la precisone 5.6). 

Le assenze. Giusto per ricordarlo, la Roma oggi ha giocato con Baldanzi prima punta, era senza Dovbyk e Dybala, senza Bailey e senza Hermoso, anche senza Angelino se dobbiamo essere precisi. Ma è una Roma più forte anche delle sue assenza. E dell'arbitraggio, ma questo è un altro discorso. 

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