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3 cose da Roma Cagliari

I gol di Malen, la crescita di Pisilli, una squadra più forte delle assenze. 3 cose da Roma Cagliari. 

La Roma doveva vincere.

Doveva farlo per sfruttare il 2-2 tra Juventus e Lazio, per riagganciare il quarto posto, per vendicare la sconfitta dell'andata in Sardegna. Doveva vincere anche per continuare ad alimentare quel sogno chiamato Champions League, che – come ha ricordato Gian Piero Gasperini – sarà difficilissimo da raggiungere.

La Roma ha vinto. E se può continuare a crederci, il merito è della squadra, certo, ma ancora di più del suo allenatore. E anche di queste tre cose belle viste all'Olimpico da Roma Cagliari.

 1. Don Malen, il centravanti che serviva

La vittoria contro il Cagliari porta inequivocabilmente la firma di Don Malen.
La doppietta dell'olandese lo porta a quota 3 gol, raggiungendo Dovbyk e Ferguson, con una differenza sostanziale: loro hanno avuto molto più tempo, Malen ci ha messo tre partite per dimostrare cosa significa avere una punta vera.

Il primo gol è pura classe: lo scatto in profondità, il controllo in corsa, la freddezza davanti al portiere. Un gesto tecnico sopraffino, da attaccante di livello.
Il secondo nasce per l'80% dal lavoro di Çelik, ma Malen fa quello che deve fare un numero 9: si fa trovare pronto.

Era esattamente ciò che mancava alla Roma: un giocatore che spacca le difese, che crea occasioni, che dialoga con i compagni, che occupa l'area e resta sempre imprevedibile. Gasperini, a fine partita, se l'è coccolato: "Ero straconvinto delle sue doti, segnerà tanti gol in questo campionato".  

Il fotogramma del cucchiaio (davanti a Totti) di Malen in Roma Cagliari. Fonte Foto: Roma English su X

2. Pisilli e Ghilardi, crescita certificata

Le probabili formazioni parlavano di El Aynaoui al posto di Koné accanto a Cristante. Invece no: Gasperini ha scelto ancora Nicolò Pisilli, confermando una fiducia che ormai non è più una sorpresa.

Pisilli l'ha ripagata con una prestazione completa: tanti palloni giocati (qualcuno anche sbagliato), inserimenti continui, passaggi verticali, presenza costante nel vivo del gioco. Sta crescendo e sta diventando un centrocampista a immagine e somiglianza del suo allenatore: bravo nel ripiegamento, efficace nell'interdizione, intelligente nella prevenzione offensiva. Un centrocampista di quantità, ma anche di qualità.

Stesso discorso per Ghilardi, chiamato a sostituire Hermoso e ancora una volta impeccabile. Gli attaccanti del Cagliari messi a tacere, personalità da veterano e gerarchie ormai chiare: dopo i "tre moschettieri" Mancini, Ndicka e lo spagnolo, il primo nome è il suo.

 3. Una Roma giovane, più forte delle assenze

C'è un dato che forse non viene sottolineato abbastanza.
La Roma vince senza tre titolari, uno per reparto: Hermoso, Koné, Dybala.
E in realtà manca anche Angeliño, il vero titolare a sinistra, ormai un'assenza talmente lunga da non fare più notizia.

Eppure questa è stata una Roma più forte delle assenze, e soprattutto giovanissima.
La squadra che inizia Roma-Cagliari in campo schiera:

  • Ghilardi (2003)
  • Pisilli (2004)
  • Soulé (2003)

Dalla panchina arrivano:
Zaragoza (2001) alla prima in giallorosso, Venturino (2006) e persino Antonio Arena, classe 2009, all'esordio assoluto in Serie A.

È una Roma che allarga le maglie della rosa, che costruisce basi solide per il futuro.
Un futuro che, però, passa inevitabilmente da lì: dalla Champions League.

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