La svolta di Gasperini, il talento di Soulé e l'impatto devastante di Wesley. 3 cose da Roma Sassuolo (e uno sguardo a Bove in tribuna e Angelino in panchina)
Più forte dell'emergenza, più forte delle assenze, più forte degli infortuni che le portano via anche l'ultimo centravanti disponibile. La Roma, stasera, è stata più forte anche del suo destino, che sembrava aver già scritto la partita: un primo tempo spento, in cui rischia, in cui non crea, in cui appare, ancora una volta, senza bussola. Poi, la svolta. E una partita che viene mangiata in tre minuti.
Tre come i punti che si porta a casa, tre come i giorni che mancano alla prossima sfida, tre come gli acquisti che ha chiesto Gasperini.
Tre come le cose che abbiamo scelto di Roma-Sassuolo.
Il momento della svolta: la mossa di Gasperini
La Roma continua a giocare senza punta, proprio adesso che Ferguson aveva iniziato a dare segnali positivi arriva un nuovo infortunio. Eppure è lì uno dei momenti chiave della partita, e il merito è tutto di Gasperini: con l'uscita dello scozzese, l'allenatore è costretto a cambiare il volto dell'attacco giallorosso. In campo El Shaarawy, Dybala davanti, Soulé più centrale, più dentro al gioco.
"Soulé in quella posizione è una soluzione che ho provato ad inizio campionato e dopo un po' di giornate si era prospettata questa possibilità – ha detto il mister a fine partita –. Ha capacità di farlo, è resistente e in quella zona di campo può dare fantasia e creatività. Non sempre è possibile, ma stasera è stato molto bravo".
Come è stato possibile vedere una Roma così diversa tra primo e secondo tempo? Come può una squadra essere così impalpabile nella prima frazione e così straripante nella seconda? Come può accendersi così una squadra?
Il segreto, forse il più grande, siede in panchina: Gasperini sta portando fuori dalla palude dell'emergenza il vascello della squadra, sta trasformando in oro il materiale umano a sua disposizione, sta coltivando il sogno quarto posto che, con questa rosa, sarebbe veramente un'impresa.
Matías Soulé, un diamante grezzo
C'è la sua firma sulla vittoria della Roma. Un assist e un gol, ma soprattutto una partita (anzi: un secondo tempo) giocata con carattere, fantasia, idee.
Il dato di OptaPaolo dice che tra i giocatori nati dal 2003 in avanti, Matías Soulé è soltanto uno dei due, assieme a Lamine Yamal, ad aver preso parte ad almeno 10 gol (6G+4A per lui) in ciascuna delle ultime tre stagioni dei cinque maggiori campionati europei.
Una gemma, un diamante grezzo, che Gasperini sta provando a lavorare, levigare, perfezionare:
"A lui chiedo di avere maggiore lucidità, in allenamento fa cose straordinarie vicino alla porta, mentre in partita deve conquistare ancora quei dieci metri".
Deve, soprattutto, trovare continuità e spessore nei big match. La grande lacuna dell'argentino, il grande problema della Roma. E forse non è un caso che le due cose siano collegate.
Buoni propositi per il girone di ritorno? Non servono suggerimenti.
Uno, cento, mille Wesley
L'altro momento di svolta: minuto 63', fuori Tsimikas, dentro Wesley. Recuperato in extremis, inserito nella lista dei convocati solo questa mattina, il brasiliano entra e spacca la partita. Veloce, tecnico, agguerrito, spina nel fianco, pendolino imprendibile.
Un'immagine su tutte: Gasperini che lo prende, lo abbraccia, gli prende la testa tra le mani e lo bacia. Il più classico dei calciatori gasperiniani.
Godiamocelo, perché in Premier League si sono già accorti di lui.
Bonus Track: Svilar
Un altro, l'ultimo, momento decisivo: sullo 0-0, quando Koné arriva a tu per tu con Svilar. Che non trema, non cade, aspetta. E para. E salva una partita che, con la Roma in svantaggio, sarebbe finita lì.
Il portiere più forte della Serie A.
Bonus Track 2: un tifoso in più
Sugli spalti, per questo Roma-Sassuolo, c'era anche Edoardo Bove, che sembra vicinissimo a tornare in campo, con la maglia del Watford, in Inghilterra. A lui un grande abbraccio.
Bonus Track 3: Angeliño
"Questo è un argomento medico e sul quale io devo mantenere il massimo riserbo. Le notizie le possono dare solo i medici. Noi ci auguriamo che possa stare bene e possa giocare", così ha parlato Gasperini in conferenza stampa pre partita.
Vedere comunque Angeliño tra i convocati e seduto in panchina, però, fa bene. Un altro abbraccio, ancora più grande, va a lui.







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