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3 cose su Roma Como

La classifica, la partita di Hermoso e quella di Soulè e Rensch. Tre cose su Roma Como. 

"Ce li siamo mangiati". Gianluca Mancini commenta così Roma-Como di ieri sera. E non lo diresti, a guardare soltanto il risultato: 1-0, Wesley. Eppure è andata veramente così: la Roma ha messo in campo una prestazione di grande qualità, di intensità, di voglia.

È stata la miglior partita casalinga del campionato, è stato uno scontro diretto vinto: questo dice la classifica. È stata la partita che ha certificato la fine di una mini-crisi, quella delle sconfitte contro Napoli, ammissibile ma neanche troppo, e contro il Cagliari, assolutamente inaccettabile. È la partita che permette alla Roma di tornare a sognare, che offre di nuovo certezze e buoni propositi, che certifica la forza di un gruppo che crede sempre di più nel suo allenatore.
"Stasera farei fatica a fare distingui", dice Gasperini quando gli chiedono dei singoli.

Lui fa fatica, noi invece proviamo a fare qualche nome. E mettiamo insieme tre cose su Roma-Como.

 La rinascita di Hermoso

Il miglior giocatore, ieri sera, è stato lui: Mario Hermoso. L'esempio perfetto di giocatore rigenerato da Gasperini. Prestazione maiuscola, resa difficile da due aspetti passati in secondo piano.
Il primo: il cliente della serata era Nico Paz, uno dei talenti più cristallini di questa Serie A, reso innocuo per oltre 90 minuti. Il secondo: il peso sulle spalle di giocare con una diffida.

Hermoso ha messo in campo tutta la sua esperienza, tutta la sua tecnica, tutto il suo carisma. E meritano di essere ricordate le parole della vigilia di Celtic-Roma, quando lo spagnolo raccontò l'estate che aveva passato:
"In vista della nuova stagione, era chiaro che, alla luce dei precedenti negativi avuti nella prima parentesi alla Roma, era difficile per me poter pensare di continuare. Mi sembrava anche che il club stesse cercando dei profili diversi e più interessanti per il progetto che avevano intrapreso, ma quando è iniziata la nuova stagione, grazie al mister, grazie a un colloquio che abbiamo avuto già dal primo giorno, in cui io avevo chiesto di avere l'opportunità di fare un precampionato normale, una preparazione, cosa che non avevo potuto fare nella stagione precedente, il mister mi ha dato questa opportunità. Mi ha detto che mi avrebbe giudicato sulla base del lavoro fatto quotidianamente in campo. Gli sono molto grato".
E ora quella riconoscenza la sta dimostrando in campo, dove è un titolare inamovibile. Rinato.

 Un Soulé da far invidia

Anche ieri sera il talento dell'argentino ha brillato. Ed è risultato decisivo con l'assist per Wesley. Qualità, estro, tecnica, creazione ma anche tanto sacrificio. Si becca i complimenti di Fabregas ("Complimenti alla Roma, buona partita e tanta fisicità. Hanno un giocatore fortissimo come Soulé, sarà un grande calciatore in futuro. Godiamocelo in Italia, è un giocatore di alto livello. Ha fatto la differenza") e quelli di Gasperini ("Soulé ha fatto una grande partita"). Si prende la scena, gli abbracci, i tre punti. 

Con una statistica particolare, riportata da OptaPaolo: con 21 gol e 11 assist in Serie A è diventato il quinto giocatore nato nel 2003 a contare più di 20 reti e 10 assist nelle ultime cinque stagioni nei big five campionati europei, dopo Elye Wahi, Jamal Musiala, Florian Wirtz e Jude Bellingham. Mica male, no

 La classifica della Roma

L'ultimo aspetto della partita di ieri sera è forse quello più importante: la classifica. La Roma sfrutta i passi falsi di Napoli e Milan, allunga sul Bologna, si riporta a tre lunghezze dal primo posto ma soprattutto vince uno scontro diretto per l'Europa e si mantiene a distanza di sicurezza dalla Juventus, a +4.
E ora la prossima è proprio a Torino, dove la Roma andrà più leggera, più decisa, più consapevole. C'è un altro scontro diretto da vincere. In una partita che non è mai stata come le altre.

Bonus Track: Devyne Rensch. C'è un'azione, ricondivisa anche dai profili social del club, che parla della partita dell'olandese: la rincorsa vero l'area di rigore giallorossa, dopo il calcio di rigore non fischiato su Ndicka, a proteggere la porta, a ribattere il tiro dell'attaccante del Como e a evitare anche il calcio d'angolo. Aggiornate la gerarchia, il primo cambio a sinistra è lui. E chissà, forse anche di più. 

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