Le scelte sbagliate di Gasperini, un attacco inesistente ma anche la crescita di Ziolkowski e il ritorno di Bailey. Un'analisi su Roma Inter
Ci sono partite che giochi male ma vinci e altre in cui le provi tutte ma perdi. Ci sono vittorie che ti lasciano dubbi e incertezze e sconfitte che ti danno qualcosa in più su cui sperare. E forse Roma-Inter di questa sera è proprio una di queste. Una sconfitta immeritata, una sconfitta che fa comunque male per quello che lasci sul campo e in classifica. Una sconfitta in cui, però, non è tutto da buttare.
Lo ha detto lo stesso Gasperini: "Da queste sconfitte esci con qualcosa in più a livello di convinzione". Certo, è difficile parlare di bicchiere mezzo pieno quando la Roma perde. È difficile e non mi piace nemmeno farlo, anche perché il secondo grande impegno stagionale è stato perso e la prima vera occasione per capire di che livello è questa squadra ti dice che, in realtà, c'è ancora tanto su cui lavorare.
E allora cerchiamo di capire insieme dove lavorare, ragionando su alcuni aspetti. Su tre cose di questo Roma-Inter che, come sempre, qualche risposta in più l'ha data. Sia negativa che positiva.
Le scelte iniziali
Partiamo dalle cose negative: le scelte iniziali di Gasperini sono state, come già successo contro il Torino, sbagliate. Wesley a sinistra al posto di Angeliño e Tsimikas, Çelik alzato a destra, una difesa con Hermoso a sinistra e Ndicka a destra, Dybala di nuovo falso nove. Una scelta che, ancora una volta, non ha pagato. E sarà anche vero che le alternative in attacco non danno garanzie, ma gli esperimenti fatti nel resto del campo lasciano perplessi.
Difende le sue mosse il tecnico della Roma: "La difesa ha funzionato bene anche questa sera. Wesley a sinistra ha fatto un'ottima partita, Çelik a destra anche. Abbiamo avuto spinta sulle fasce, in altre partite ne abbiamo avuta meno. Ndicka ed Hermoso sono due mancini, preferisco sia Hermoso a uscire alto. Ci sono tanti destri che giocano a sinistra, noi, avendo due sinistri su tre, uno doveva per forza giocare a destra. Ma non c'entra niente con il gol".
Acqua sul fuoco, come è logico che sia. Magari la prossima volta, però, è meglio non rischiare. Soprattutto contro una squadra forte come l'Inter.
Una Roma senza attacco
Senza gol non si vince, senza attacco non si va lontano. E, soprattutto, non si va in Champions. La Roma continua ad avere gravi problemi nella fase offensiva, al di là degli interpreti: con Dybala centravanti non c'era nessuno che occupasse l'area; con l'ingresso di Dovbyk qualcuno c'era, ma non riusciva a incidere; con la doppia punta non si è riusciti a creare nulla.
Eppure le statistiche di Roma-Inter parlano di 15 tiri totali, di cui 5 in porta e 1,61 gol attesi. Invece i giallorossi escono dal campo ancora una volta a bocca asciutta. Fondamentale intervenire a gennaio con il mercato di riparazione. Ma a gennaio mancano ancora più di due mesi.
Due speranze: Ziolkowski e Bailey
Aggrappiamoci allora alle cose positive. La prima proprio in attacco: il ritorno di Bailey, insieme a quello di Dybala, può essere una svolta. Il giamaicano è entrato bene in partita, portando vivacità ed estro in una trama offensiva latente e confusionaria.
"È un giocatore con caratteristiche diverse – ha detto Gasperini –. L'ho buttato dentro un po' così: ieri ho ricevuto l'ok dei medici e oggi ha fatto uno spezzone. È un giocatore che va inserito, ma le sue caratteristiche ci saranno utili. Non ha ancora fatto una partitella insieme a noi in allenamento, ma siamo convinti che ci darà una mano".
Pochi minuti, ma convincenti, anche quelli di Ziolkowski, che ha scalato le gerarchie e ora è il primo cambio in difesa. Veloce, tecnico, con personalità. Gasperini inizia a usarlo sempre di più.
Un altro aspetto positivo di questo Roma-Inter è proprio nella conferma di alcuni piccoli tasselli in più nella rosa, che si allarga e si struttura. In attesa di risolvere il problema dell'attacco. Che, chissà, potrà aiutare a risolvere proprio Bailey.





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