La convinzione della squadra, il gol di Celik, l'esultanza di Pellegrini. 3 cose da analizzare su Udinese Roma.
Senza Dybala, senza Ferguson, senza Bailey, a un certo punto anche senza Dovbyk. Una Roma senza attacco, senza punte, ma che trova comunque il modo di segnare, di colpire, di vincere. E lo fa con una gara di grande sostanza e qualità, forse tra le migliori della stagione fino a questo punto. Ottava vittoria in undici giornate, 5 reti subite, seconda partita di fila vinta per 2 a 0. La Roma è apparsa una squadra solida, compatta, sicura. Sblocca la gara con un rigore, poi la chiude nella ripresa e la amministra, la governa, la gestisce. Roma-Udinese regala ai giallorossi la vetta, forse in solitaria, forse con l'Inter, approfittando dei passi falsi di Napoli, Milan e Juventus. Ma soprattutto regala consapevolezza. E due settimane di sogni.
E allora sogniamo insieme, guardando queste tre cose su Roma-Udinese.
Una Roma convinta
Per tutto il giorno ho pensato la stessa cosa: non riusciremo mai ad approfittare di questo turno. La Juventus era stata fermata dal Torino, il Parma aveva recuperato due gol al Milan, il Napoli aveva perso, dopo di noi si sarebbero scontrate Inter e Lazio. Chi segue la Roma lo sa: certe partite sembrano scritte in partenza, finite ancora prima di iniziare. Ed è proprio questo che Gasperini e la sua squadra stanno cambiando. Certe inerzie, certi pensieri, certi timori. La Roma, oggi, è una squadra convinta, sicura, che sa quello che fa. Lo si legge in tutti i movimenti: dalla marcatura a uomo che porta i centrali fino alla trequarti avversaria ai cambi di gioco di prima, dalle triangolazioni sulle fasce al pressing asfissiante quando riparte l'altra squadra.
«Sono soddisfatto, è una squadra che cresce, gioca e ci crede – ha detto il mister – abbiamo acquisito delle convinzioni diverse e riusciamo ad essere pericolosi con più giocatori e questa è una cosa che mi sta piacendo molto».
È una Roma che sa come muoversi, che sta entrando sempre di più nei meccanismi che vuole il tecnico. È una Roma che sa essere più forte della sfortuna, vedi il palo di Cristante, e degli infortuni. È una Roma sicura, convinta, sempre più consapevole di quanto vale. È una Roma che vince. E non c'è modo migliore per essere ancora più consapevoli della propria forza.
Finalmente Çelik
Contro i Rangers ci aveva messo del suo per non segnare, stasera invece il gol arriva davvero. Zeki Çelik corona l'ennesima prestazione di sostanza con il primo gol in Serie A.
«È un ragazzo eccezionale, all'interno del gruppo è sempre stato fantastico – ha raccontato Pellegrini – è un lavoratore incredibile e tutti gli vogliono bene. Come giocatore può giocare bene o male, ma come ragazzo è eccezionale. Si sacrifica e non ha mai detto una parola fuori posto. Sono contento il doppio per lui».
Anche qui la mano di Gasperini è palese: su Pellegrini, su Cristante, su Çelik. Un calciatore ritrovato, titolare inamovibile, sempre nel vivo della manovra. Forse è il caso di rinnovare il contratto.
L'esultanza di Pellegrini
Dentro l'esultanza di Lorenzo Pellegrini c'è un po' di tutto. C'è l'ansia cancellata per il fantasma del calcio di rigore, c'è la felicità per aver sbloccato una partita fondamentale, c'è la voglia di gridare a tutto lo stadio, a tutta la città, a tutta Italia l'amore per quella maglia. E per quello stemma che non bacia: lo stringe in pugno, lo mette in mano, lo mantiene.
«Il giocatore è molto bravo, è un ragazzo veramente per bene, maturo, calcisticamente è un giocatore forte – ha detto Gasperini – gli andava data fiducia, perché se la merita, non è gratis».
E Pellegrini se la sta conquistando sul campo, la fiducia. Un calciatore che doveva partire, che non doveva giocare. Un calciatore che stasera è uscito con tutto l'Olimpico in piedi ad applaudirlo. Un calciatore in più. Un capitano senza fascia. E, forse, il segreto di questa rinascita è anche qui.
Bonus track. C'è sempre Svilar: lo diciamo ogni volta, senza aver paura di essere ripetitivi. La Roma ha il portiere più forte d'Europa. E anche stasera è stato decisivo. Perché la parata su Zaniolo, che tira a botta sicura dopo l'erroraccio di Ndicka, è fondamentale per la partita.






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