La partita di Cristante, un nuovo clean sheet, Dybala che pesta l'area. 3 cose su Sassuolo Roma. E la Roma prima in classifica
Primi. Tanto lo stiamo pensando tutti, è inutile girarci intorno. Primi. Col Napoli, sì, e solo per il momento, ma intanto. Primi. Ed è la prima, guarda un po', cosa che abbiamo fatto: andare a guardare la classifica. E lassù ci siamo noi, lassù c'è la Roma. E forse è proprio per questa sensazione di temporaneità, questa certezza di essere di fronte a qualcosa di destinato a svanire, forse è proprio questo primo posto con data di scadenza che è tutto ancora più bello, tutto ancora più romanista.
Primi. E ce lo godiamo, finché c'è. Anche perché sono stati giorni difficili, dopo la sconfitta positiva contro l'Inter e quella colpevole contro il Viktoria Plzen. Ce lo godiamo perché la Roma è una squadra con tanti problemi, con un attacco ancora troppo sterile e una sofferenza che non può durare fino a maggio. Oppure sì, perché no. Finché siamo primi vanno bene anche questi 1 a 0, questa ansia anche a Reggio Emilia, questo guardare il cronometro sperando che acceleri. Questo guardare la classifica per vedere se è vero. E sì, primi. E ha un bel suono.
E finché c'è lo ripetiamo. Insieme ad altre 3 cose su Sassuolo Roma.
Pestare l'area
"Deve iniziare a pestare l'area di rigore, a fare gol e assist. È un attaccante, non serve che giochi a centrocampo". Gian Piero Gasperini aveva parlato così di Dybala alla vigilia della partita con il Sassuolo. Pestare l'area, farla tua, occuparla, presenziarla, farne uscire qualcosa di buono. Qualcosa di utile a vincere. E il gol di oggi è decisivo. Da attaccante rapace, animale da rete. Dybala ripaga così la fiducia del tecnico e ha iniziato a sbloccarsi. Se la Joya continuerà a pestare l'area, a pensare all'attacco e non alla difesa o all'impostazione, la Roma avrà trovato il suo centravanti titolare. In attesa di Ferguson, al primo allenamento buono da inizio stagione secondo Gasperini, e di un Dovbyk entrato oggi a Reggio Emilia con concentrazione e voglia di fare.
Intanto, però, c'è Paulo Dybala: 201 gol in carriera, 130 in Serie A, 44 con la Roma. E no, Dybala non può essere un problema.
Chiudere la porta
Miglior difesa del campionato, con 3 reti subite in 8 giornate. Miglior difesa in trasferta di tutto l'anno solare tra i cinque maggiori tornei europei, secondo i dati di OptaPaolo, con 9 clean sheet. La Roma ha di nuovo chiuso la porta e lo fa grazie alla sua difesa titolare: Ndicka, Mancini, Çelik. E quando c'è un cambio da fare, ecco Hermoso. I quattro moschettieri della retroguardia giallorossa sono loro e quando ci sono loro non si segna.
La partita di Cristante
Quando si vince è tutto bello, o quasi. Quando si vince è difficile fare un nome su tutti gli altri. Dybala è stato decisivo, Mancini è sempre più leader, Celik è sempre più in crescita. Wesley è stato la classica spina nel fianco che la retorica giornalistica vuole, Pellegrini è stato ispirato e sfortunato, El Aynaoui ha corso dappertutto. A voler parlare di cose negative potremmo citare Ndicka, ancora in stato confusionale dalla partita contro l'Inter, e Tsimikas, nuovamente bocciato da Gasperini. Poi, su tutti, c'è lui: Bryan Cristante. Oggi trequartista, oggi ispiratore del gol decisivo. Perché è bene sottolinearlo: senza di lui, oggi la Roma non avrebbe vinto. Si fa trovare ovunque, inserendosi in area e ripiegando sulla trequarti, aprendo varchi quando si deve segnare e chiudendoli quando si deve difendere. Trequartista, mediano, mezzala. Dove serve.
Oggi la Roma ha vinto grazie a lui. Ed è prima, forse ve l'eravate dimenticato.





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