Un torneo per bambini, una raccolta fondi per FISH Lazio e un mosaico collettivo: il club giallorosso porta lo sport al centro della comunità.
Il calcio può essere competizione, spettacolo e risultato. Ma può anche diventare uno spazio di incontro, educazione e inclusione. È questa la direzione scelta dall'AS Roma, che con il progetto "Let's Play Together" ha portato lo sport direttamente nel cuore del IV Municipio della Capitale.
L'iniziativa si è svolta presso la Parrocchia S. Atanasio, trasformando un semplice pomeriggio di calcio giovanile in un evento di comunità. Protagonisti sono stati i bambini delle scuole elementari provenienti da diverse parrocchie della città, coinvolti in un torneo all'insegna della partecipazione e della condivisione.
Accanto al campo, però, c'era molto di più. L'evento è stato infatti pensato come un momento di sensibilizzazione sui diritti delle persone con disabilità, anche grazie al sostegno alla FISH Lazio (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie). Durante la giornata è stata organizzata una raccolta fondi attraverso l'assegnazione di maglie della Roma autografate.
La presenza delle istituzioni locali ha sottolineato il valore sociale dell'iniziativa: erano presenti il Presidente del IV Municipio Massimiliano Umberti e la Vice Presidente Annarita Leobruni, insieme ai rappresentanti del Forum del Terzo Settore del Lazio.
Uno dei momenti più significativi è stato l'intervento di Daniele Stavolo, presidente di FISH Lazio, che ha condiviso la propria esperienza personale di vita in carrozzina, offrendo ai più piccoli un'occasione concreta di ascolto e consapevolezza.
Il progetto ha coinvolto attivamente anche le famiglie e le parrocchie del territorio, costruendo un percorso educativo fatto di gesti semplici ma simbolici. A ogni bambino è stato consegnato un cartoncino a forma di pallone su cui scrivere un pensiero o disegnare un'immagine. Tutti i contributi sono stati poi raccolti in un grande mosaico collettivo a forma di porta da calcio, accompagnato dal motto "Costruiamo insieme il goal più bello".
Un gesto che ha trasformato il torneo in qualcosa di più profondo: non solo una partita, ma un'esperienza condivisa di partecipazione e inclusione.
L'iniziativa rientra nel programma di sostenibilità della Roma "Equality and Inclusion", che punta a rafforzare il legame con il territorio attraverso progetti sociali, educativi e culturali. L'obiettivo è chiaro: usare il calcio come strumento per costruire comunità, abbattere barriere e creare consapevolezza.
In un calcio sempre più globale e professionale, iniziative come questa riportano l'attenzione sulla sua dimensione più autentica: quella che nasce nei quartieri, tra le persone, dove il gioco diventa linguaggio comune e occasione di crescita.



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