Il talento di Pablo Daniel Osvaldo, tra gol spettacolari, eccessi e demoni personali. L'augurio che l'ex attaccante possa ritrovare la serenità e tornare a volare.
Avete presente quando versate dello champagne in una coppa e ne fuoriesce troppo? Ecco, il talento sprecato di molti calciatori talentuosi è simile a quello champagne che viene buttato inutilmente, mentre nella coppa ne rimangono un paio di dita che permettono di gustarne la qualità ma lasciano una profonda delusione per quello disperso sulla tovaglia.
Questa immagine mi è venuta in mente pensando a un giocatore al quale sono molto affezionato e che sta vivendo un momento delicato: Pablo Daniel Osvaldo. L'ex attaccante argentino naturalizzato italiano aveva delle qualità straordinarie, disperse, a differenza dello champagne sulla tovaglia o il pavimento, su un campo di calcio o su una pista da ballo o ancor peggio su altre piste. Troppo talento, troppi interessi, troppe donne, troppi vizi, troppo tutto. Ma siccome tutto non si può avere, Osvaldo ha buttato via molto, quasi tutto. Amante dei gol in acrobazia (faceva quasi solo gol belli) ha passato la vita tra la fine di un'acrobazia e l'inizio di un'altra come se il suo sogno fosse quello di stare sempre in volo, forse perché tenere i piedi per terra gli risultasse troppo pesante. Così lasciò, a soli 30 anni, il campo di calcio ancora giovane. "È un mondo che mi fa schifo disse", prima di buttarsi a capofitto nella musica per fondare il gruppo rock Barrio Viejo, dove chiaramente era il frontman. Ma il problema non era il calcio, anzi forse il calcio era la soluzione ai suoi demoni che busseranno sempre più forte in un crescendo distruttivo. Dipendenze da droghe e alcool e alla fine nel 2024 un video con una sua disperata dichiarazione di essere affetto da una grave depressione che l'ha portato in uno stato di abbandono e d'incuria totale. Al punto che per una banale carie non curata è ricoverato da settimane in terapia intensiva e il ricovero è stato garantito solo dalla generosità di un amico perché Osvaldo non era nemmeno in grado di pagarsi l'assicurazione sanitaria. Dall'ospedale Daniel ha mandato un saluto ai suoi ammiratori "sto meglio – ha detto – non fumo da due settimane" (da ricoverato in terapia intensiva era difficile ma lui ne sarebbe stato capace).
Il nostro augurio è di rivederlo quanto prima fuori pericolo. Non pensiamo allo champagne versato. È finito il tempo dell'alcool e delle bollicine, ci hai bagnato spesso il palato con le tue giocate.
Mi raccomando, Daniel, c'è ancora tempo per altre rovesciate.



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