Da nazionale a esubero, la parabola assurda di Alessio Riccardi, che per molti era l'erede di Totti
Riccardi, il nuovo Pjanic
Fuori però, sui social e a Trigoria, impazza la polemica. Alessio Riccardi, classe 2001, è il fiore all'occhiello della Roma Primavera. Ha chiuso la stagione con 31 presenze tra Campionato e Youth League, arricchite di 9 reti e 10 assist. "E' il nostro futuro, giù le mani dall'erede di Totti" è la leitmotiv dei commenti, dei messaggi, delle opinioni.
Gol e assist, fascia da capitano al braccio, visione di gioco e leadership innata. Alessio Riccardi era sulla cresta dell'onda. Una stagione entusiasmante, che era seguita ad un'altra, quella 2017/18, ancora più positiva: colonna dello scacchiere di Alberto De Rossi, titolare inamovibile, fulcro del gioco. Per questo ad aprile 2019 Roberto Mancini lo chiama per uno stage con la nazionale maggiore, a Coverciano. "Alessio ha grande tecnica, anche se è ancora molto giovane e dobbiamo capire di preciso quale ruolo è più adatto a lui". Il ruolo, di Riccardi, è quello della fantasia: mezzala ma anche regista, grande dribbling, capacità di dettare i tempi. Un piccolo Pjanic, secondo alcuni, un nuovo Totti, per molti altri.
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Riserva, titolare, gregario poi dirigente, segretario, allenatore addirittura traduttore. Giorgio Carpi, per la "sua" Roma, avrebbe fatto di tutto.
Dal Pescara al ritorno alla Roma
Così arriva il rinnovo di contratto fino al 2023, lo stipendio adeguato, le 13 panchine con Di Francesco in campionato, un paio con Fonseca tra Europa League e Serie A, di nuovo una stagione da protagonista in Primavera, con 23 presenze, 13 reti e 6 assist nella stagione 2019/2020. Quella prima del salto, del prestito per farsi le ossa, per l'esperienza. Lo vuole il Pescara, nell'estate 2020, e Alessio Riccardi scende di categoria. Sembra la piazza perfetta per far vedere il proprio talento. Invece con gli abruzzesi Alessio Riccardi mette insieme solo 211 minuti, divisi in 8 presenze in campionato e 1 in Coppa Italia. Solo per 2 volte titolare.
Così ritorna a Roma, senza esperienza e con meno fascino. Torna a Trigoria da esubero. Un esubero ingombrante, visto lo stipendio che ha appena firmato, da 500 mila euro l'anno. Alcune squadre si avvicinano, ma poi scappano via. Così Alessio Riccardi torna a giocare con la Primavera. E per qualche giornata torna anche a splendere: viene convocato e mandato in campo per tre parte, arrivano tre vittorie, un assist e due gol, di cui uno decisivo contro l'Inter. Ma era un momento, Riccardi finisce di nuovo ai margini e a gennaio arriva la rottura.
Secondo Il Tempo la Roma aveva trovato l'accordo con la Spal, che sarebbe stata pronta ad accoglierlo. Sembrava fatta, poi la retromarcia del classe 2001, che ha fatto saltare tutto. Separato in casa, un peso per il bilancio, il contratto che scadrà nel 2023. C'è anche lui tra gli esuberi Coric, Bianda, Bouah, Diawara che Tiago Pinto sta provando a piazzare. E stavolta, di sicuro, non ci sarà nessuno ad opporsi.




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