La Dea ha una storia gloriosa tra il Mondonico, Glenn Stromberg e Pippo Inzaghi capocannoniere.
1907, Bergamo, alcuni giovani decidono di fondare una nuova società, oltre a quelle già esistenti, la "Società di Ginnastica e Sports Atletici Atalanta". Atalanta era un'eroina della mitologia greca nota per le sue capacità agonistiche. Bella, dalla chioma fluente, che correva veloce come il vento, si sarebbe concessa in sposa solo a chi l'avrebbe battuta in una gara di corsa, mentre i perdenti sarebbero stati uccisi. Ippomene, in modo non proprio legittimo, si aggiudicò l'ambito trofeo, anche se grazie all'aiuto di Afrodite. Atalanta, "la dea", non riesce più a correre, e ora nelle mani dell'architetto Palladi..no cerca una nuova rinascita.
Raffaele Palladino nuovo allenatore al posto di Juric
Un cambio di scena dopo una partenza non proprio ideale del campionato in corso con Ivan Juric in panchina. Ecco, appunto, la scelta del croato fatta e rinnegata in pochi mesi, dopo poche giornate di una (ancora) lunga avventura tra torneo italiano e competizione europea, lascia andare al vento, come la chioma della Dea Atalanta, strani, pensieri. Ma non è che ci si illudeva di fare con Juric la medesima squadra dello scorso torneo con il suo mentore Gian Piero Gasperini? No, perchè nel caso si ricorda che la teoria dell'uno vale uno non ha fondamento scientifico, anzi ognuno è diverso dall'altro su questa terra. E Juric non è Gasperini, non si vuol entrare nell'equivoco, non ci si azzarda a fare paragoni, ci si esime dal dire se è più o meno bravo, ma il dato certo che si può semplicemente affermare è che Juric è Juric e non Gasperini. E l'Atalanta è l'Atalanta. Il tecnico di Grugliasco a Bergamo, sia Alta che Bassa, viene idolatrato e ne ha ben donde, considerando quanto ha portato in dote alla storia della squadra nerazzurra meno famosa dell'Internazionale Milano, ma più nota della compagine toscana all'ombra della torre di Pisa.
Gian Piero Gasperini, il mito di Bergamo
Gasperini Giovanni Pietro detto Gian Piero a Bergamo vuol dire quarto posto (2016-2017) e annessa qualificazione, dopo oltre un quarto di secolo, a una competizione internazionale, l'Europa League. E ancora Gasperini e Atalanta insieme significano tra il 2018 e il 2021 sempre il terzo posto in campionato e la prima qualificazione alla Uefa Champions League. Ma non solo. Dal 2019 al 2024 la compagine lombarda con Gasperini alla guida è stata tre volte finalista di Coppa Italia, e soprattutto, nella stagione 2023-2024 l'Atalanta si aggiudica per la prima volta una competizione continentale, l'Uefa Europa League, un tempo definita Coppa Uefa.
Il quasi scudetto dell'Atalanta
Una storia recente enorme, poderosa, incredibile, che fa onore ad una squadra cosiddetta provinciale che, invece, grazie ad un'accorta, attenta e competente dirigenza ha fatto sognare addirittura lo scudetto. E chissà che credendoci un pochino di più l'Atalanta del Gasp non avrebbe potuto fare come l'Hellas Verona del 1984/85 tanto per fare un paragone tra cose simili. Simili, appunto. Ma Gasperini e Juric che pure hanno lavorato insieme, gomito a gomito, il secondo come aiutante e braccio destro del primo, sono due allenatori diversi e la strana formula di sostituire un allenatore con colui che era stato il suo vice non ha funzionato. E, probabilmente, non poteva mai funzionare.
Palladio e Palladino gli architetti della rinascita
Andrea Palladio, pseudonimo di Andrea di Pietro della Gondola, cittadino della Repubblica di Venezia, è stato un architetto, teorico dell'architettura, in particolare di ispirazione greco-romana. A lui si deve un grande rilancio artistico italiano in epoca rinascimentale. Il suo stile ha ispirato un movimento di lunga vita chiamato "il palladianesimo". A Raffaele Palladi..no, ora, si chiede l'eventuale rilancio dell'architettura atalantina a lungo costruita nel suo passato fatto di tanti successi e patrimoni dell'umanità calcistica, di straordinarie opere d'arte del pallone e incredibili vittorie, inaspettate, fuori da qualsiasi pronostico. Una provinciale che si è seduta con orgoglio e a faccia alta al tavolo delle big, confermando per un cospicuo numero di tornei la propria vocazione alla parte importante della classifica con vista sull'Europa. Ma l'architetto Palladino se ci riuscirà sarà grazie alle proprie idee, alla propria visione, al proprio…stile, e non perché farà il clone di qualcuno (di assolutamente significativo per i tifosi, ovviamente, va detto sempre), che lo ha preceduto.
L'Atalanta ha avuto tanti altri momenti di gloria
La storia dell'Atalanta Bergamasca Calcio nasce nel 1907, non sempre fatta di trionfi, ma ci sono tanti momenti di gloria. La Dea di fine anni Ottanta, per esempio, ha raggiunto la finale di Coppa Italia, arrendendosi solo al Napoli campione d'Italia. La qualificazione della compagine partenopea alla Coppa dei Campioni liberò comunque un posto in Coppa delle Coppe. E un'Atalanta in serie B con Emiliano Mondonico in panchina segnò una pagina importante della storia del calcio: in Italia tra i cadetti ma in Europa sino alla semifinale. L'almanacco del calcio atalantino racconta, inoltre, tra le sue pagine più brillanti che la maglia nerazzurra in senso bergamasco è stata vestita da miti come Gaetano Scirea, da Glenn Peter Strömberg, centrocampista -libero, quantità e qualità, e soprattutto passione assoluta per una squadra della quale divenne anche capitano coraggioso, conducendola da buon "vichingo" ad approdi importanti, da Filippo Inzaghi che nella stagione 1996-1997 segnando ventiquattro reti in campionato diventa il primo giocatore dell'Atalanta a vincere la classifica marcatori della Serie A. Capitano e cannoniere, come prima di loro all'Atalanta sono stati Piero Gardoni e Angelo Domenghini. 2 giugno 1963: l'Atalanta vince la Coppa Italia battendo il Torino. Insomma da quando quei giovani vollero fondare una nuova società sportiva a Bergamo dedicandola all'eroina mitologica che faceva virtù delle sue capacità agonistiche, gloria ogni tanto vi è stata, così come gli esempi atalantini da seguire.
L'Atalanta deve guardare avanti e non al passato
Per correre al vento con la sua fluente chioma e la sua straordinaria capacità sportiva, dunque, l'Atalanta non deve pretendere che esistano cloni del suo recente passato, ma, semplicemente, guardare avanti. "Ad maiora, semper",per continuare ad essere agonisticamente l'invincibile dea verso cose più grandi, sempre.







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