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Balotelli e il sindaco di New York, dal "postino" a "Why Always Me?": come nasce il loro legame

Zohran Mamdani ha citato più volte Mario Balotelli come esempio durante i preparativi per i Mondiali 2026. Poi l'incontro a Gracie Mansion tra calcio, beneficenza e una maglia del Ghana. 

Tra Mario Balotelli e il sindaco di New York, Zohran Mamdani, c'è molto più di una semplice fotografia o di una partita di beneficenza. Il rapporto tra i due, emerso nelle scorse settimane durante i Mondiali 2026, nasce infatti da una sincera ammirazione del primo cittadino della Grande Mela nei confronti dell'ex attaccante della Nazionale italiana.

La dimostrazione è arrivata durante una conferenza stampa dedicata all'organizzazione della Coppa del Mondo. Mamdani, chiamato a illustrare i preparativi della città in vista delle partite che si disputeranno negli Stati Uniti, ha scelto di citare proprio Balotelli, definendolo «uno degli attaccanti più forti dei tempi recenti».

Il sindaco ha ricordato una delle dichiarazioni più celebri di Super Mario: «Quando faccio gol non esulto perché sto solo facendo il mio lavoro. Un postino festeggia quando consegna le lettere?». Una frase utilizzata come metafora per spiegare il ruolo delle istituzioni. «Quando New York organizzerà un Mondiale sicuro, efficiente e senza problemi non festeggeremo, perché staremo semplicemente facendo il nostro lavoro», ha spiegato Mamdani.

La citazione non è casuale. Il sindaco è infatti un grande appassionato di calcio, come vi avevamo raccontato qui: tifa Arsenal fin dall'adolescenza, ha giocato come difensore nella squadra amatoriale dei Talking Headers di Brooklyn e negli ultimi mesi ha persino promosso una petizione contro il sistema dei prezzi dinamici introdotto dalla FIFA per i biglietti dei Mondiali 2026.

Pochi giorni dopo quella conferenza, i due si sono incontrati a Gracie Mansion, la residenza ufficiale del sindaco di New York. Balotelli ha partecipato a una partita di beneficenza insieme a Mamdani e ad alcuni studenti, consolidando un rapporto nato proprio dalla comune passione per il calcio.

Secondo i media ghanesi, l'incontro è proseguito seguendo insieme una partita del Mondiale. Al termine della serata l'ex attaccante di Inter, Manchester City e Milan ha regalato al sindaco una maglia della Nazionale del Ghana personalizzata con il suo nome. Accompagnato dal fratello Enoch, Balotelli ha poi salutato New York con un messaggio pubblicato sui social: «Grazie di tutto, il calcio unisce, è stato un piacere», prima di fare ritorno a Brescia.

Durante l'incontro è riaffiorato anche un altro simbolo della carriera di Super Mario. Mamdani ha scherzato con lui ricordando il celebre "Why Always Me?", la scritta mostrata sotto la maglia nel derby di Manchester del 23 ottobre 2011, dopo il gol nel 6-1 del City sullo United a Old Trafford. Un gesto nato come risposta ai tabloid inglesi e diventato una delle immagini più iconiche del calcio moderno.

A quasi quindici anni di distanza, Balotelli continua a essere un personaggio capace di lasciare il segno ben oltre il rettangolo di gioco. E il rapporto nato con il sindaco di New York dimostra come il suo impatto culturale, tra citazioni, aneddoti e ricordi, resti ancora oggi sorprendentemente attuale.

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