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Dal Bayer Leverkusen al Genoa. Chi è Nadiem Amiri?

Tra i talenti arrivati in Italia nella vulcanica sessione del calciomercato invernale c'è Nadiem Amiri, centrocampista del Genoa proveniente dal Bayer Leverkusen. Nato in Germania, è il più forte giocatore vivente di origini afghane. Scopriamolo insieme.

  Il profilo umano di Nadiem Amiri

 Le origini  

Nadiem nasce in Germania, a Ludwigshafen am Rhein, il 27 ottobre 1996. La famiglia è di origine afghana. I suoi genitori emigrano dal paese asiatico molto giovani, durante la guerra afghana degli anni '80; percorrono più di tremila miglia per raggiungere le rive del Reno in Germania, cercando accoglienza e un luogo sicuro dove vivere e insediare la famiglia. Nonostante la cittadinanza tedesca, e sebbene sia nato in Germania, Amiri è rimasto legato alla sua terra di origine e alla sua gente. Parte della famiglia è ancora in Afghanistan. Suo cugino Zubayr, ad esempio, nato a Kabul, gioca nella nazionale maggiore del suo paese.

 Amiri e la solidarietà

In Germania, soprattutto con l'Hoffenheim, Amiri ha partecipato a numerosi progetti umanitari e programmi di accoglienza e supporto per rifugiati e richiedenti asilo. Ha attivamente collaborato – non solo come testimonial delle campagne lanciate – anche con associazioni di volontariato e con la Croce Rossa stessa. Inoltre, come raccontato da Giorgio Susi per Tuttosport, Amiri ha ottenuto grazie alla Federcalcio tedesca (la Deutscher Fußball-Bund) di poter invitare allo stadio 170 rifugiati politici afghani, ad assistere al match tra Germania-Armenia in sua compagnia. Un impegno lodevole il suo, fuori dal campo.

 Amiri vittima di razzismo?

L'episodio risale al gennaio 2021. In occasione di Union Berlino-Bayer Leverkusen, match inaugurale del sedicesimo turno di Bundesliga, vinto dai padroni di casa col minimo risultato, Florian Hübner – difensore dell'Eisern (Eisern Union, cioè unione di ferro, soprannome del Club di Berlino) – insulta Amiri proferendo parole, pare, xenofobe e legate alle origini della sua famiglia. Il centrocampista delle Aspirine, visibilmente scosso, si scaglia contro l'avversario minacciandolo. Li dividono. Jonathan Tah, compagno di Amiri, racconta il retroscena a fine partita. Nel post gara l'accaduto sembra essere confermato anche da Urs Fischer, tecnico della squadra locale; l'allenatore unionista si scusa a nome del gruppo con il Club rivale e con tutti i tifosi in conferenza stampa stigmatizzando il gesto del proprio giocatore, ingiustificabile, per quanto legato – a suo avviso – alla foga e alla fatica mentale degli ultimi scampoli di partita. L'episodio suscita clamore e indignazione anche al di fuori dei confini teutonici, e la Federcalcio tedesca apre un'inchiesta. Nel dopo partita, come ammesso dai diretti interessati, Hübner (oggi in forza al Norimberga) si reca visibilmente dispiaciuto da Amiri, nello spogliatoio degli ospiti e chiede perdono. L'indagine della DFB si conclude nell'impossibilità di fornire alcuna prova di atti discriminatori o di matrice razzista. Nadiem riconosce ai giudici di non esser certo che l'offesa sentita fosse legata al movente xenofobo, e di aver contribuito ad inasprire il clima. Inoltre, i due si sono riappacificati fin da dopo la partita. Pronte le scuse, ancor più la loro accoglienza. Il difensore unionista Hübner se la cava con due turni di stop e 20 000 € di sanzione, inflitti per condotta antisportiva.

Nadiem Amiri con la maglia della Germania. Fonte foto: Tuttomercatoweb
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Intervista ad Andy Selva: "Da Roma a San Marino, tra le sfide con Puyol e la maglia di Raul" - Il Catenaccio - Web Magazine Sportivo

Per scrivere la storia bisogna fare delle scelte. Strane, inaspettate, inattese. Scelte di vita, oltre che di carriera. Scelte come quella di Andy Selva, che nella storia c'è entrato con la maglia del San Marino, con cui è primatista di presenze, 73, e reti, 8. Tra queste anche la firma sull'unica vittoria della nazionale del Titano, nel 1 a 0 contro il Lichtenstein. "Eppure non è stata quella la partita più emozionante" ci racconta in questa intervista che era nata, in realtà, con la scusa della sfida tra Roma e Sassuolo.

  Caratteristiche tecniche di Amiri 

Amiri si considera per sua stessa ammissione un po' giocatore di strada, per l'agonismo e la mentalità vincente oltre che per la fantasia. Calcia con entrambi i piedi pur prediligendo quello destro. Pur nascendo come giocatore offensivo ricopre al meglio la posizione di mezzala (preferibilmente sinistra), dove può rincorrere i centrocampisti avversari oltre che offrire il proprio contributo in fase di palleggio e costruzione della manovra. Arretrando la sua posizione produce maggiori benefici per la squadra, perché gode di un'ottima visione di gioco, è intelligente e abile negli inserimenti senza palla. In particolare, Amiri è un ottimo rifinitore in grado di dettare passaggi decisivi, mandando a vuoto la pressione avversaria, innescando ripartenze, o lanciando gli attaccanti verso la porta. La confidenza con la conduzione del pallone e la rapidità di esecuzione lo rendono temibile nelle sortite offensive. Tra le sue caratteristiche, spiccano il senso della posizione e la tecnica, abbinata a fisicità e dinamismo. Amiri negli anni è migliorato: ha risolto i limiti relativi all'indisciplina tattica e all'eccessivo individualismo. Oggi lavora molto per la squadra e garantisce un generoso apporto in fase difensiva, motivo per cui ha ampliato il suo raggio d'azione in campo. Alto 180 centimetri, si rivela prezioso anche nel gioco aereo. Il tedesco, a quasi 26 anni, rappresenta indubbiamente un profilo di centrocampista moderno piuttosto completo.

L'idea, tuttavia, è che questo ragazzo non abbia ancora sprigionato tutto il suo potenziale e non è dato ancora sapere se ci riuscirà. Limiti? Sicuramente ci sono margini di miglioramento, ad esempio in fase realizzativa. In passato, Amiri è stato accusato di compiacersi eccessivamente, finendo per risultare inconcludente o poco incisivo. A volte sono le aspettative irrealistiche dei tifosi e degli opinionisti a fungere da cassa di risonanza, quando la crescita di un atleta non appare costante. Soprattutto se, come nel caso di Amiri, subentrano gli infortuni a minarne la continuità nelle prestazioni. Nadiem non è fragile fisicamente, ma dopo la frattura che lo ha tenuto fuori per l'intero girone di andata nel 2018 ha avuto diversi fastidi fisici che ne hanno condizionato il rendimento. Ad oggi, Amiri costituisce un buonissimo giocatore, che forse non ha compiuto il salto di qualità decisivo, ma che può continuare il suo percorso di crescita. L'augurio è che possa riuscirci proprio a Genova, contribuendo alla salvezza del Club più antico d'Italia.

Gol di tacco di Amiri (Fonte: Footballstation)

 Carriera di Amiri

Inizia a giocare molto giovane nel Club della sua cittadina, il Ludwigshafener SC. Arriva all'Hoffenheim nel 2012, dopo aver vestito le maglie di Kaiserslautern e Waldhof Mannheim. Fino al 2014 gioca con nel settore giovanile della squadra di Sinsheim. In questa stagione, esordisce nel massimo campionato tedesco contro il Wolfsburg, dopo essere sceso in campo anche con la seconda squadra. L'esordio si risolve in una netta sconfitta, ma la prima stagione (2014-2015) è da ricordare: Amiri contribuisce ad una cavalcata mozzafiato dalle zone calde della classifica, in ottica retrocessione, all'inattesa qualificazione ai play-off di UEFA Champions League, garantita dal quarto posto raggiunto.

A lanciarlo tra i professionisti è Markus Gisdol. Ma Amiri deve gran parte dei propri progressi sportivi a Julian Nagelsmann (attuale allenatore del Bayern), che rileva la panchina dell'Hoffenheim a febbraio 2016, mentre il Club staziona al penultimo posto in classifica, portandolo ai vertici del campionato tedesco. Il rapporto tra il tecnico e Amiri non nasce in questa circostanza, perché i due si sono già conosciuti tempo fa, nelle giovanili. Il capo scout dei tedeschi, all'epoca, è un certo Johannes Spors, attualmente conosciuto come dirigente del nuovo Genoa a conduzione tedesca, che lo ha fortemente voluto lo scorso gennaio come rinforzo in chiave salvezza per i rossoblù. Nel Baden-Württemberg, Nadien rimane sette stagioni, considerando il biennio trascorso con la primavera.

Nell'estate 2019, passa al Bayer Leverkusen per una decina di milioni di euro. A Leverkusen, lavora agli ordini del talentuoso Peter Bosz. Il risultato è che Amiri si afferma come stella della squadra e conquista una finale di Coppa di Germania.

Questa fase della carriera è impreziosita da un'altra grande soddisfazione. A ottobre dello stesso anno, Amiri debutta con la nazionale teutonica contro l'Argentina. È lui stesso a rivelare un simpatico aneddoto legato a quell'occasione: "mi stavo allenando quando mi hanno detto di chiamare Mister Löw perché non aveva il mio numero e già in quel momento le mie speranze sono aumentate. L'ho chiamato dopo l'allenamento di giovedì e mi ha detto che sarei stato nella Nazionale maggiore. È un sogno che si realizza". Prima del 2019 Amiri militava nell'Under 21 tedesca, di cui è stato punto fermo. Con le nazionali teutoniche, oltre ad un bottino di 6 gol in 24 presenze, può fregiarsi della vittoria del titolo continentale nel 2017 e del secondo posto conquistato nel 2019.

Il periodo a Leverkusen non è tutto luminoso per Nadiem. Dopo l'esonero di Bosz, con Gerardo Seoane in panchina, perde minutaggio e centralità. La più classica delle storie. In questo campionato, poi, Amiri ha giocato appena tre partite da titolare. Viene lasciato partire solo dopo l'arrivo dallo Zenit di Azmoun, che lo rimpiazza numericamente nel reparto offensivo delle Aspirine. Dopo tre anni lascia il Bayer ma soprattutto, per la prima volta, lascia la Germania. 

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Meteore del calcio: Pablo Daniel Piatti - Il Catenaccio - Web Magazine Sportivo

Sbarcato in Europa come il nuovo Messi de la Plata, è stato per anni accostato ai più grandi Club d'Europa. Nel 2010 è stato inserito nella lista dei migliori calciatori nati dopo il 1989 di Don Balón. 77 gol in Carriera, di cui 48 gol in Liga, e 60 con la maglia di Club spagnoli. Ha vinto un campionato mondiale Under 20 con l'albiceleste, guidata da Banega, Di Maria e Agüero. Dove è finito El plumero, El duende Piatti? 

  Amiri al Genoa. L'arrivo in Liguria 

Amiri in palestra - Fonte: Pianeta Genoa 1893

Arriva a Genova a gennaio '22, nella sessione del calciomercato invernale. Amiri sbarca in prestito, con l'obbligo di riscatto fissato a nove milioni, legato automaticamente alla salvezza. Sceglie la maglia numero 8. Sarebbe potuto arrivare prima se non fosse stato per il Covid, recentemente contratto. A Roma, una prima mezz'ora abbondante di impiego, per lui, nel pari a reti bianche con i capitolini. Sufficiente ad avere un primo impatto con i nuovi compagni, con un nuovo campionato e un nuovo modo di giocare. Una punizione guadagnata da ottima posizione e un gran tocco di palla: questo è quanto visto fino ad ora. Nello scacchiere di Blessin (tecnico intrigante), Amiri diventa una pedina fondamentale, visto che è un giocatore incline a difendere, generoso, che può fungere da equilibratore nonostante la vocazione offensiva. Sulla trequarti può essere devastante innescando Yeboah, Ekuban, o Portanova, ma soprattutto Destro e Piccoli, altro talento arrivato in Liguria a gennaio (da Bergamo), per sostituire Pandev diretto al Parma di Buffon. La squadra con l'allenatore tedesco crea molte più occasioni, rispetto ai predecessori, nonostante gli 0-0 arrivati con Udinese e Roma. Manca, adesso, qualche realizzazione in più. Intanto, Amiri mette nel mirino la Salernitana. Nel prossimo turno di campionato il Genoa ospita i campani, trasfigurati dall'impronta impartita dopo il recente avvicendamento societario e soprattutto dal mercato del maestro Sabatini.

 Futuro in Serie A per Amiri?

Il giovane e ambizioso progetto della nuova proprietà rossoblù, al netto di qualche incertezza iniziale nella gestione sportiva, merita il palcoscenico della serie A. Il Genoa per il centrocampista di origini afghane rappresenta un'ottima vetrina, oltre che una grande occasione di crescita in uno dei più importanti campionati del mondo. Lo teneva d'occhio, e potrà farlo con maggiore continuità e attenzione in serie A, anche il Sassuolo. Va per i ventisei anni, può ancora crescere. I neroverdi lo sanno e lo tengono in considerazione in caso di partenza di Raspadori. Su di lui anche la Lazio per il post Milinkovic-Savic. In passato è stato cercato anche dal Milan. Se riuscirà ad imporsi con il Genoa, offrendo un contributo solido e determinante alla causa della salvezza, aumenteranno le attenzioni da parte delle squadre di serie A, più e meno grandi. Anche i Big Club seguiranno con attenzione i suoi eventuali progressi. Il futuro del centrocampista è legato alla salvezza dei rossoblù, che vorrebbero tenerlo in caso di esito positivo. Se la stagione invece finisse con la peggiore delle ipotesi, cioè con la retrocessione, sarebbe più probabile l'approdo in un'altra squadra della penisola.

Dove andrà Amiri? Fonte: Genova24

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