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Il Bologna e il progetto per i tifosi sordi: un passo in più verso l'inclusione

In occasione di Bologna-Como, il club rossoblù ha introdotto i nomi-segno dei giocatori nelle grafiche del Dall'Ara, grazie alla collaborazione con i tifosi non udenti. 

Il Bologna ha compiuto un altro passo importante verso l'inclusione, avviando un progetto dedicato alla comunità sorda che segue con passione i colori rossoblù e vive con entusiasmo le emozioni delle partite allo stadio Dall'Ara.

Il debutto è arrivato in occasione di Bologna-Como, prima gara casalinga della stagione: nelle grafiche su maxischermo che hanno accompagnato la lettura delle formazioni sono stati inseriti anche i video coi nomi-segno dei giocatori, affinché il Dall'Ara diventasse sempre più la casa di tutti, senza barriere.

I nomi-segno non sono soltanto una traduzione: rappresentano un modo unico con cui le persone sorde si identificano all'interno della loro comunità. Ogni segno è legato a caratteristiche fisiche, tratti della personalità o episodi particolari, diventando parte integrante dell'identità di chi lo porta.

Questi segni facilitano la comunicazione, ma hanno anche un valore sociale e culturale profondo: quando le persone udenti scelgono di usarli e rispettarli, riconoscono la lingua dei segni come una lingua a tutti gli effetti e contribuiscono a creare un ambiente inclusivo, dove le differenze sono un valore.

Il progetto è stato realizzato in collaborazione con un gruppo di tifosi rossoblù non udenti, che hanno individuato le caratteristiche di ogni singolo calciatore e creato segni in grado di rappresentarli al meglio.

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