L'academy del Brighton & Hove Albion pubblica l'immagine del soldato Hiroo Onoda e scatena l'indignazione in Cina. Il club si scusa: "Non volevamo offendere"
A volte basta un'immagine per trasformare una buona notizia sportiva in un incidente diplomatico. Un post dell'academy del Brighton & Hove Albion, pubblicato su X per celebrare un successo giovanile, ha scatenato una violenta reazione in Cina e costretto il club inglese a presentare scuse ufficiali nel giro di poche ore.
Nella foto comparivano Kaoru Mitoma, esterno della prima squadra, e un giovane calciatore dell'Under 12 del club. Tra le mani, non una classica figurina calcistica, ma quella raffigurante Hiroo Onoda, tenente dell'esercito giapponese e figura storica estremamente controversa della Seconda guerra mondiale.
Onoda fu l'ultimo soldato nipponico ad arrendersi formalmente, nel 1974, quasi trent'anni dopo la fine del conflitto. Sopravvisse nella giungla delle Filippine convinto che la guerra non fosse mai terminata. Al suo rientro in Giappone venne accolto come un eroe, nonostante fosse ritenuto responsabile dell'uccisione di 30 persone sull'isola di Lubang. Un personaggio che, fuori dal contesto giapponese, rappresenta una ferita ancora aperta.
In Cina, dove l'esercito giapponese si macchiò di atrocità sistematiche durante il conflitto, quell'immagine è stata vissuta come un insulto. Il malcontento si è riversato soprattutto su Weibo, con centinaia di commenti carichi di rabbia e delusione.
Nel giro di poche ore è arrivata la presa di posizione ufficiale del club:
«Il Brighton si scusa sinceramente per qualsiasi offesa causata in Cina da un recente post relativo alla partecipazione della nostra academy al Premier League Christmas Truce Tournament. Apprezziamo enormemente i nostri tifosi in Cina e non avevamo alcuna intenzione di arrecare offesa».
Il post celebrava in realtà un traguardo sportivo: la vittoria dell'Under 12 nel Premier League Education Project, che consentirà alla squadra di partecipare in Belgio al Christmas Truce Cup. Il torneo, promosso dalla Premier League, unisce competizione sportiva ed educazione storica, ispirandosi alle tregue spontanee del Natale 1914 tra soldati britannici e tedeschi durante la Prima guerra mondiale.
Secondo quanto riferito a BBC Sport, si sarebbe trattato di «un errore genuino». Né il club né la Premier League avrebbero compreso in anticipo la portata simbolica dell'immagine utilizzata. La lega ha inoltre precisato di non essere stata a conoscenza delle specifiche figure storiche inserite nei materiali.
Resta però il cortocircuito, sempre più frequente, tra sport globale e memoria storica. Un post pensato per raccontare un torneo giovanile si è trasformato in un caso internazionale, dimostrando quanto il calcio, oggi più che mai, cammini su un terreno che non è solo sportivo ma anche culturale, politico, identitario.
E quando la storia rientra in campo senza essere mediata, l'autogol comunicativo è sempre dietro l'angolo.



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