Il Catenaccio - Web Magazine Sportivo
Menu
Post Image

Coppa Quartieri arriva a Ostia: calcio, inclusione e fair play

Da ottobre a novembre il progetto di OPES aps coinvolgerà ragazze e ragazzi tra gli 11 e i 15 anni in un torneo dove il comportamento conterà quanto il risultato. 

Nel calcio siamo abituati a pensare che alla fine vinca chi ha fatto più gol. A Ostia, però, da ottobre la regola sarà un po' diversa.

Il progetto "Coppa Quartieri – Ostia", promosso da OPES aps e sviluppato sulla base del format della Fondazione Carlo Enrico Giulini, porterà nel territorio romano un'idea di sport in cui il risultato sarà soltanto una parte della competizione.

Il progetto, già sperimentato a Milano e Cagliari, coinvolgerà ragazze e ragazzi tra gli 11 e i 15 anni attraverso le scuole e il territorio. Il cuore dell'iniziativa sarà un torneo di calcio a 5 con squadre miste, formate da tre ragazzi e due ragazze, per almeno otto formazioni e quaranta giovani direttamente impegnati sul campo.

Ma il vero elemento innovativo sarà la classifica.

Non basterà vincere le partite. Il punteggio terrà conto anche del comportamento delle squadre, del rispetto delle regole e del modo in cui giocatori e giocatrici si rapporteranno con compagni, avversari e arbitri.

La condotta sarà valutata sia attraverso questionari realizzati a scuola sia durante le attività sportive, grazie a una commissione dedicata. In questo modo il calcio diventa parte di un percorso educativo nel quale il fair play non è soltanto una parola da pronunciare prima della partita, ma un elemento concreto della competizione.

È una prospettiva interessante soprattutto perché riguarda una fascia d'età in cui lo sport può rappresentare un importante spazio di socialità. E a Ostia il progetto vuole andare oltre i ragazzi che scenderanno in campo: famiglie, insegnanti, allenatori e altri studenti saranno coinvolti attraverso incontri formativi e momenti di confronto.

Il progetto partirà a ottobre e terminerà a novembre con un evento finale. Ma anche il premio sarà diverso da quello a cui siamo abituati.

Non sarà infatti destinato a un singolo giocatore o alla squadra vincitrice. Il riconoscimento sarà utilizzato a beneficio dell'intera comunità o del quartiere, per esempio attraverso una festa pubblica o la realizzazione di un'attrezzatura sportiva collettiva.

A rendere possibile l'iniziativa saranno, insieme a OPES e alla Fondazione Carlo Enrico Giulini, la società Ostiamare e gli istituti scolastici coinvolti.

L'idea di fondo è semplice: se il calcio riesce a insegnare ai ragazzi che rispettare l'avversario vale quanto batterlo, allora la partita non finisce con il fischio dell'arbitro.

E forse è proprio questo il senso di Coppa Quartieri: portare lo sport fuori dalla semplice logica del risultato e restituirgli una funzione che conosciamo da sempre, ma che non sempre ricordiamo. Costruire comunità.

Fonte: OPES Italia

San Siro compie 100 anni: la storia della Scala de...
Calcio paralimpico, Viterbo accoglie 200 atleti: l...
 

Commenti (0)

  • Non ci sono commenti. Inserisci un commento per primo.

Lascia un commento

Immagine Captcha

Accettando accederai a un servizio fornito da una terza parte esterna a https://il-catenaccio.it/

Like what you see?

Hit the buttons below to follow us, you won't regret it...