Il calcio paralimpico e sperimentale in Italia vive una crescita senza precedenti. Ecco dati, società affiliate e sfide future di un movimento che sta rivoluzionando lo sport per tutti.
C'è un'Italia del calcio che non fa notizia per gol e campioni, ma per inclusione e cambiamento. È il mondo della Divisione Calcio Paralimpico e Sperimentale (DCPS) della FIGC, un universo che cresce con costanza, entusiasmo e impatto sociale. I numeri parlano chiaro: nella stagione 2024-2025 si registrano 4.297 tesserati, di cui 3.307 atleti e ben 990 dirigenti e operatori sportivi, con un aumento del 17% rispetto all'anno precedente.
Fondata nel 2019 con l'obiettivo di offrire un contesto sportivo strutturato per atleti con disabilità, la DCPS rappresenta oggi una delle più innovative espressioni del calcio italiano, capace di coniugare sport, socialità e crescita personale.
Numeri in crescita e partecipazione in aumento
Negli ultimi cinque anni, i numeri del movimento sono più che raddoppiati: dai 2.347 tesserati della stagione 2020-2021 si è arrivati ai 4.297 attuali. A dirlo è l'ultimo Report Calcio 2025 della FIGC, che mette in luce un trend che riguarda non solo gli atleti, ma anche chi lavora dietro le quinte: dirigenti, staff, volontari.
Allo stesso modo, le società affiliate sono passate da 82 a 171, distribuite in 17 regioni italiane, con una forte presenza in Lazio (17), Sicilia (16) e Puglia (16). Le province più attive sono Roma (16 società), Milano (9), Palermo (9), Napoli (7) e Torino (7).
Nel 2024-2025 sono state organizzate oltre 1.300 partite ufficiali, con un'attività suddivisa in 3 livelli di gioco, inclusa la nuova categoria "Fun&Play Sperimentale", pensata per i nuovi ingressi o per chi ha bisogni educativi specifici. Sono 150 le ore di formazione tecnica previste per allenatori e dirigenti, mentre 43 squadre sono state "adottate" da club professionistici per favorire l'inclusione.
Per quanto riguarda i profili dei protagonisti, la DCPS è un mosaico di storie e provenienze: il 91% dei tesserati è italiano, ma sono ben 65 le nazioni rappresentate dagli stranieri (vs 29 dello scorso anno). Le principali nazionalità straniere sono Romania, Brasile, Marocco, Ucraina e Colombia.Per quanto riguarda l'età:
- il 14% ha meno di 18 anni,
- il 25% tra 19-25 anni,
- il 31% tra 26-35 anni,
- il 23% tra 36-50 anni,
- il 7% ha più di 51 anni.
Le province con più tesserati sono Torino (296), Milano (271), Roma (268), Genova (143), Napoli (134). Questo dimostra una diffusione ampia e capillare, ma anche l'importanza delle grandi città nel trainare il movimento.
Un calcio per tutti: tra sport e cambiamento culturale. Inclusione, diversità e nuovi paradigmi sociali
Nel 2030, Millennials e Gen Z costituiranno i 2/3 della forza lavoro, e l'80% di loro considera fondamentale il tema della diversità nella valutazione di un'organizzazione. La DCPS si inserisce perfettamente in questo nuovo paradigma, offrendo un modello di sport accessibile, educativo e inclusivo, che va oltre la performance agonistica.
Prospettive per il futuro: dove può arrivare la DCPS?
Il calcio paralimpico e sperimentale non è solo un progetto sportivo, ma un vettore di cambiamento sociale, capace di abbattere barriere culturali, economiche e infrastrutturali.
Oggi in Italia le persone con disabilità sono 3,5 milioni (dati ISTAT), e solo l'1,5% di loro pratica regolarmente sport. Questo significa che il potenziale di crescita è ancora enorme. La DCPS rappresenta una risposta concreta al bisogno di inclusione, ma anche una sfida ambiziosa per tutto il sistema sportivo nazionale.
La strada è tracciata. Serve solo continuare a correre — insieme.




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