L'Inter un millefoglie crema e cioccolato, il Milan un bignè, la Roma un pan di Spagna con tanta panna, il Napoli? Un babà, of course.
Confesso in premessa che l'idea di paragonare i dolci alle persone è venuta a persona ben più nota, prestigiosa e autorevole del modesto articolista. Il compianto Fabrizio Mengoni (che ho avuto il privilegio di conoscere) architetto e docente di Urbanistica presso l'Università degli studi di Napoli "Federico II", esperto gastronomo, autore e conduttore di programmi televisivi con Raffaella Carrà ed Enza Sampò, è a lui che si deve la straordinaria teoria della "fisiognomica dei dolci". Da diversi anni, infatti, dal 1964, Mangoni, geniale studioso, è stato l'autore della sopracitata teoria con la quale si possono comparare i caratteri umani ai dolci.
Nel suo libro "Di che dolce sei?", Fabrizio Mangoni ha illustrato la sua teoria della quale è senza ombra di dubbio il padre fondatore. "Il carattere dei dolci come quello delle persone – scrive Mangoni – si distingue in struttura, indole profonda, propensioni verso l'esterno e gli altri. Questi i 'criteria' del metodo comparativo tra umani e dolci. La struttura è fatta di paste, creme e decorazioni. La pasta è il 'corpus caratterialis' della personalità; abbiamo, ad esempio, caratteri solidi di pasta frolla e morbidi e accoglienti di pan di Spagna, oppure fragili di pasta sfoglia. Le creme sono le passioni; avremo persone con passioni nascoste o assolute e incontenibili come la mousse. Poi ci sono le decorazioni, e qui troveremo personalità timide, sobrie o vanitose".
Ora il quesito è semplice: perché non applicare la teoria anche alle squadre di calcio?
Crema, cioccolato e amarene: il millefoglie Inter
E utilizzando immeritatamente (rubandole indegnamente) le tesi dolciarie del prof, le riflessioni che ne escono fuori, sono, per esempio, che l'Internazionale Milano di mister Chivu di queste primissime giornate di pallone somiglia ad una torta millefoglie con crema e cioccolato. La sfoglia è "sfiziosa", meno robusta della frolla, ma anche più consistente di un dolce al cucchiaio. La presenza sia della crema che del cioccolato in strati distinti e precisi, segno che l'Inter ha "sapori classici" e consolidati, nei vari reparti, poi se si aggiunge il fatto che per la ricetta originale si ama mettere all'interno qualche amarena, il paragone con la classica ciliegina metafora dell'aggiunta per raggiungere la perfezione è presto fatta.
Bignè fritto o ripieno ma è comunque il Milan
Il nuovo Milan di Ruben Amorim è un bignè. Per coloro i quali sono abituati a consumare in pasticceria e a tavola ma senza averne grande conoscenza si tratta di pasta dolce di forma tonda, a volte allungata. Per bignè si intendono due varianti completamente diverse, i bignè fritti e i bignè ripieni. Nel primo caso si tratta spesso di un dolce tipico di Carnevale, e il nuovo Milan sembra poter tirare qualche scherzetto, ad onor del vero, considerando che senza troppi pronostici a favore, si sta proponendo come una delle possibili forze trainanti del campionato 2026/2027. Ma il Milan anche come bignè ripieno, ovvero morbido, che piace a molti, e con varie e gustose creme a renderlo succulento e dolce completo, da leccarsi i baffi, insomma.
La Roma una torta tutta panna
Mister Gasperini sta indubbiamente "preparando" una Roma che somiglia a un pan di Spagna. Una torta soffice, un dolce caratterizzato da una crosta esterna ma con una consistenza spugnosa. Leggerezza e leggiadria, come il calcio fantasia che sta mettendo in mostra la "Magica", guarnito con la panna montata, meglio se fresca, tipica proprio delle pasticcerie romane che la usano in modo sublime per farcire i "maritozzi" e va da sé che la panna montata in chiave calcistica all'Olimpico è senza dubbio impersonificata da Paulo Dybala che anche con la chioma dei suoi capelli e il ciuffo oltre che con le sue sublimi giocate richiama alla sensazione della panna.
Il babà Napoli, ma senza "bagna" è troppo asciutto
E il Napoli di Max Allegri partito non esattamente con il piede giusto, considerando che all'ombra del Vesuvio uno dei re della pasticceria è il babà, il paragone con il Napoli ha tutti i motivi d'essere. E questo perché il babà è dolce semplice e gustoso al contempo, come il gioco proposto dal tecnico livornese che siede da questa stagione sulla panchina partenopea. Il babà servito in un piattino da dessert, ammettiamolo, sembra poco più di un tozzo di pane, e, invece, poi quando lo portiamo alla bocca ci rendiamo conto che celava molto ma molto di più in fatto di bontà e risultato. Ma come il Napoli, anche il babà necessita dell'aggiunta di "bagna" per non mostrarsi troppo asciutto, quasi secco. E, poi, come il babà, a volte è meglio se arricchito con crema o fragoline, o entrambe. Non si può avere la presunzione, infatti, che può bastare un babà privo di qualsiasi "supplemento" per vincere a tavola.
Il tortino Lazio lo apri ed esce una crema che sorprende
La Lazio di Gattuso partita a razzo, e soprattutto a sorpresa, appare come un fondente al cioccolato, chiamato in francese fondant au chocolat. Si tratta di un dessert che sempre più si trova nei menù dei ristoranti. Lo vedi e sembra un semplice tortino, anche secco, poco "bello" da vedere, immagini un dolcetto povero, di quelli che restano indigesti senza un litro d'acqua e, invece, si scopre che ha un ripieno morbido e cremoso. In una delle varianti più note il fondant è farcito di crema ganache, ma occorre un forno ad alte temperature per una lievitazione perfetta e un "cuore caldo". Il cuore a Ringhio Gattuso non manca, se la sta giocando con immensa passione, caricando i suoi come fossero sempre alla finale dei mondiali, per la lievitazione perfetta occorrerà capire tra il presidente Lotito e la tifoseria che "ricetta" potrà farli (eventualmente) convivere. Buon dolce (calcio) a tutti!
P.S.: Mancano la Juventus, l'Atalanta, il Como, e altre ancora, ma se finiamo il "ricettario" in un pezzo solo, è meno divertente, e il dolce, si sa, deve essere gustato con calma…






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