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Respinto l’emendamento contro le discriminazioni nello sport: “Una scelta vergognosa”

Il governo ha bocciato l'emendamento Soumahoro-Berruto che promuoveva inclusione, parità di genere e lotta alla discriminazione negli eventi sportivi. Scoppia la polemica. 

 Il Parlamento dice no all'inclusione nello sport: bocciato l'emendamento Soumahoro-Berruto

Il mondo dello sport italiano perde un'occasione importante per riaffermare i valori di inclusione, eguaglianza e rispetto. Con 146 voti contrari, la maggioranza ha respinto un emendamento al decreto Sport che promuoveva il principio di non discriminazione, pluralismo e uguaglianza di genere durante lo svolgimento di grandi eventi sportivi.

L'emendamento era stato presentato dal deputato Aboubakar Soumahoro e sottoscritto da Mauro Berruto, responsabile Sport del Partito Democratico. Il testo riprendeva i principi del Codice etico del CIO, chiedendo al Ministero per lo Sport e i Giovani di farli valere nei principali appuntamenti sportivi nazionali e internazionali ospitati in Italia.

Il governo: "Formula troppo generica"

A giustificare il voto contrario è intervenuta in Aula la sottosegretaria ai Rapporti con il Parlamento Matilde Siracusano, definendo il testo "troppo generico", simile "più a un ordine del giorno che a una norma" e privo di una definizione chiara dei "grandi eventi".

Una spiegazione che Mauro Berruto ha liquidato come "vergognosa", come si legge qui, denunciando l'atteggiamento della maggioranza: "In un contesto in cui razzismo e sessismo sono ancora diffusi nello sport, questo voto è un chiaro passo indietro".

Il razzismo nello sport: una piaga ancora aperta


Parlare di discriminazione nello sport significa affrontare una questione sistemica, che va oltre il campo da gioco. Nonostante i protocolli ufficiali – come le tre fasi FIFA contro il razzismo – la realtà degli stadi italiani e internazionali è ben diversa. Spesso le partite vengono interrotte solo temporaneamente, e le sanzioni restano sulla carta.

Lo dimostra anche l'ultimo Mondiale per club negli Stati Uniti, dove – sotto la spinta politica di Donald Trump – le campagne FIFA contro il razzismo sono state completamente oscurate. Il silenzio delle istituzioni in questi contesti manda un messaggio inequivocabile: la lotta alla discriminazione non è considerata una priorità.

Olimpiadi Milano-Cortina: nuove polemiche

Il clima teso attorno al decreto Sport è aggravato da un altro fronte polemico: la proposta della Lega di prorogare fino al 2033 la società di scopo per Milano-Cortina 2026. Secondo i deputati del Movimento 5 Stelle in commissione Cultura, si tratterebbe dell'ennesimo "baraccone" utile solo a distribuire denaro pubblico e posti di potere ben oltre la fine dell'evento olimpico.

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