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Ennesima intimidazione mafiosa al Montespaccato Calcio: la risposta del quartiere e del club

Quando il calcio diventa presidio civile, ogni attacco è un messaggio. E ogni risposta, una scelta di campo. E a Montespaccato lo sanno bene.  

Nuova intimidazione mafiosa per il Montespaccato Calcio, ma c'è una certezza che resiste a ogni intimidazione: questo club, questo impianto, questo quartiere non arretrano. All'indomani della sentenza della Corte d'Appello che ha confermato la confisca definitiva dell'impianto sportivo Dino Puglisi – sottratto al clan Gambacurta – ignoti hanno devastato il bar del centro sportivo. Un gesto violento, simbolico, che parla il linguaggio della paura. Ma che ha trovato una risposta immediata e collettiva.

Un attacco che non è solo un furto

Non si è trattato di semplice criminalità predatoria. I malviventi sono entrati da una finestra del bagno clienti, portando via frigoriferi, una macchina del caffè professionale, generi alimentari, bicchieri di pregio, l'incasso e persino effetti personali dei dipendenti. Pesanti anche i danni strutturali: rete di recinzione divelta, porta finestrata sfondata, congelatori e frigoriferi danneggiati, tubature dell'acqua manomesse con conseguente allagamento dell'intera struttura.

Colpire il bar significa colpire uno spazio di lavoro, di socialità, di normalità. Un luogo oggi gestito dal progetto Talento & Tenacia di ASP Asilo Savoia, programma di inclusione sociale e lavorativa che rappresenta uno dei cuori pulsanti del nuovo corso del Dino Puglisi. La tempistica dell'assalto, a ridosso della conferma della confisca, rende il messaggio fin troppo chiaro.

La solidarietà come risposta politica


La reazione, però, è stata altrettanto chiara. Libera ha espresso immediatamente la propria solidarietà, definendo l'episodio "un gesto vile di intollerabile gravità". Tatiana Giannone e Gianpiero Cioffredi hanno ribadito che nessuna intimidazione potrà fiaccare "una straordinaria esperienza che coniuga legalità e responsabilità, sport e cittadinanza attiva".

Ma la risposta più forte è arrivata dal basso. Dal quartiere. Senza proclami, senza palchi.

Con un caffè in mano e lo sguardo dritto: così Montespaccato ha scelto di esserci. Persone diverse, storie diverse, alcune che non si erano mai incrociate prima. Poche parole, nessuno slogan. Un messaggio netto: qui la paura non è di casa.

Il quartiere conosce bene le proprie ferite: servizi che mancano, opportunità scarse, attenzioni istituzionali intermittenti. Proprio per questo non accetta che la criminalità provi a occupare i vuoti. La scelta è stata quella di stare dalla parte di chi educa, include, tiene aperti spazi e futuro.

Dal danno alla proposta: il "Monte della Solidarietà"

Da questa ferita nasce anche un rilancio. Dopo la "riffa solidale" e le oltre 200 donazioni di ENEL, il Montespaccato Calcio e Talento & Tenacia lanciano "Il Monte della Solidarietà": un mercatino solidale aperto a soci, tifosi e cittadini, per creare un fondo destinato a piccoli interventi di sostegno e microcredito per le famiglie del quartiere in difficoltà.

Non è una celebrazione. È una presa di posizione. Contro ogni mafia e ogni violenza.

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