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Per il sindacato dei calciatori Infantino è come l'imperatore Nerone

La FIFPRO attacca la FIFA dopo il Mondiale per Club: "Festival finto e senza rispetto per i calciatori. A rischio salute, diritti e dignità".

Il Mondiale per Club Fifa è terminato, ma le polemiche sulla sua organizzazione non finiscono. Pochi giorni fa la FifPro, il sindacato mondiale dei calciatori professionisti, ha rilasciato una nota in cui sottolineava la "profonda disconnessione con la vera realtà che la maggior parte dei calciatori del mondo sta vivendo".

A parlare è direttamente il Presidente del sindacato, Sergio Marchi, che non usa mezzi termini: "Quello che è stato presentato come un festival mondiale del calcio non è stato altro che una finzione messa in scena dalla FIFA, guidata dal suo presidente, senza dialogo, senza sensibilità e senza rispetto per chi sostiene il gioco con il suo impegno quotidiano. Una messa in scena magniloquente che richiama inevitabilmente il "panem et circenses" della Roma di Nerone, intrattenimento per le masse, mentre dietro le quinte si aggravano le disuguaglianze, la precarietà e la mancanza di tutela dei veri protagonisti".

Il sindacato si sofferma sulle condizioni di lavoro della maggior parte dei calciatori che, si legge nella nota, "non percepisce l'intero stipendio, gioca solo pochi mesi all'anno e lo fa senza le minime garanzie di stabilità, copertura sanitaria o condizioni di lavoro dignitose". A essere criticate sono anche le condizioni in cui si è svolto il torneo, con temperature estremamente calde che hanno messo a rischio l'integrità fisica dei giocatori. "Da parte della FIFPRO abbiamo denunciato la saturazione del calendario, la mancanza di riposo fisico e mentale per i giocatori e la mancanza di dialogo da parte della FIFA – si legge ancora nella nota - Questo modo di organizzare tornei, senza ascoltare la federazione che riunisce le associazioni di giocatori in tutto il mondo, è unilaterale, autoritario e basato esclusivamente su una logica di redditività economica, non di sostenibilità umana".

L'accusa del FifPro, insomma, è quella di voler "giocare con la salute dei calciatori per alimentare una macchina del marketing". Una macchina dove conta il profitto, senza pensare all'anima del calcio: dentro al campo e sugli spalti. 

Il Governo ha inasprito le pene per chi aggredisce...
Sergio Campana, il calciatore avvocato
 

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