Due FIFA Arena mini-pitches sorgeranno in Cisgiordania nel 2026 grazie al sostegno del governo svizzero, primo passo di un progetto più ampio di inclusione e sviluppo sociale attraverso il calcio
Il calcio torna a farsi strumento di speranza e inclusione in Medio Oriente. FIFA, con il co-finanziamento del governo svizzero, ha annunciato la costruzione di due FIFA Arena mini-pitches in Cisgiordania, previsti per il 2026, grazie a un contributo di oltre 120.000 euro da parte del Dipartimento Federale Svizzero degli Affari Esteri.
L'iniziativa rappresenta il primo passo di un programma più ampio che prevede la realizzazione di ulteriori otto mini-campi, destinati a creare spazi sicuri per bambini e ragazzi di FIFA Member Association Palestine e FIFA Member Association Israel. Lo scopo non è solo sportivo: i campi saranno accompagnati da programmi di allenamento dedicati, promuovendo inclusione, sviluppo personale e coesione comunitaria.
Il presidente della FIFA, Gianni Infantino, ha sottolineato il valore sociale del progetto in occasione del Sharm El-Sheikh Summit for Peace lo scorso 13 ottobre: «Il ruolo del calcio deve essere quello di supportare, unire e dare speranza nella regione. Aiuteremo a ricostruire tutte le strutture calcistiche a Gaza e in Palestina. Riporteremo il calcio in ogni angolo del paese.».
Infantino ha definito storica la partnership con la Svizzera: «I primi due campi in Palestina, che costruiremo con il supporto del Dipartimento Federale Svizzero degli Affari Esteri, segnano un momento storico in questo percorso. Rappresentano non solo infrastrutture, ma anche un messaggio di solidarietà e la fiducia nella capacità del calcio di unire le comunità, anche nei contesti più difficili.».
Il progetto FIFA Arena, lanciato con l'obiettivo di realizzare almeno 1.000 mini-campi entro il 2030, ha già lasciato il segno in tutto il mondo. Dallo scorso marzo sono stati inaugurati 30 mini-campi in 15 paesi, e ulteriori installazioni sono previste nei prossimi mesi. Ad oggi, 59 associazioni membri FIFA hanno aderito all'iniziativa, ricevendo le strutture e il materiale necessario per avviare subito attività di calcio significative, dai palloni ai pettorine e kit di allenamento.
Questi campi sono progettati per essere spazi sicuri e durevoli, soprattutto in contesti in cui l'accesso allo sport è limitato. In molte nazioni, la presenza dei mini-campi ha stimolato miglioramenti più ampi: scuole e strutture comunitarie sono state potenziate, la frequenza scolastica incentivata e sono nate opportunità economiche legate alla costruzione e alla manutenzione dei campi.
L'iniziativa in Medio Oriente conferma come il calcio possa essere molto più di un gioco: diventa strumento di inclusione sociale, sviluppo personale e dialogo tra comunità, portando speranza in aree segnate da conflitti e difficoltà. La collaborazione tra FIFA e governo svizzero segna un esempio concreto di come sport e politica possano lavorare insieme per creare opportunità reali per i più giovani.



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