Il Catenaccio - Web Magazine Sportivo
Menu
Post Image

Sprofondo viola

Tra centenario amaro, errori dirigenziali e smarrimento identitario: la Fiorentina affonda lontano da Firenze e dalla propria storia. 

La Fiorentina sta apprestandosi a celebrare il suo centenario nel peggiore dei modi: gioca in uno stadio trasformato in un cantiere e rischia seriamente la retrocessione in serie B. In più, è stata colpita dalla scomparsa del presidente Rocco Commisso, perdita che lascia una profonda incertezza sul futuro della società. Il figlio Joseph, però, nel corso della messa in suffragio del padre, tenutasi nella cattedrale di Santa Maria del Fiore, ha ribadito l'impegno della famiglia e urlato un "forza Viola!" non proprio consono alla sacralità e alla storia del luogo che l'accoglieva. 

Il duomo di Firenze, nel corso della sua storia, ha ospitato predicatori di ben altro livello come Girolamo Savonarola o più recentemente Papa Francesco che nel 2015, nel corso della sua visita pastorale nel capoluogo toscano, invocò «una Chiesa italiana inquieta, sempre vicina agli abbandonati, ai dimenticati, agli imperfetti». Commisso junior, che è stato nominato nuovo presidente viola, è volato più in basso. In compenso, ha promesso che starà vicino ai tifosi della Fiorentina, ricordando soprattutto ai presenti che suo padre ha lasciato alla città la meraviglia delle meraviglie: il Viola Park, rinominandolo Rocco B. (B sta per Benito) Viola Park, il più grande centro sportivo d'Europa. Se il neopresidente conoscesse il calcio saprebbe che i gol li fanno gli attaccanti, e la Fiorentina ne ha avuti di grandissimi come Petrone, Virgili, Hamrin, Batistuta, Toni, i numeri 10, e anche qui i gigliati hanno avuto campioni come Antognoni, Baggio e Montuori, spesso i difensori e anche qui i viola possono annoverare difensori goleador come Cervato e Passarella, o altri campionissimi come Julinho e Amarildo

Tutti nomi che, eccetto Antognoni e forse Baggio, il buon Joseph probabilmente non conosce perché non sa nulla della storia della squadra della quale è diventato presidente. I gol non li fanno certo i centri sportivi seppur bellissimi e ultramoderni. Così questo continuo ricordare ai tifosi che grazie alla famiglia Commisso la Fiorentina può usufruire di questa fantascientifica struttura appare fuori luogo, ridondante, scioccamente autocelebrativo in una situazione come questa dove la proprietà non ha ben capito che la nave sta affondando. Ma come si è arrivati a questo punto? Nulla è casuale, né si può imputare alla sfortuna. La Viola è dove si merita per una campagna estiva scellerata e costosissima guidata da Daniele Pradè, il primo responsabile insieme al resto della dirigenza di questo scempio. L'ex direttore sportivo, che almeno ha avuto il buon senso di dimettersi, ha sbagliato tutti gli acquisti estivi, sottolineiamo tutti nessuno escluso, e la scelta dell'allenatore Pioli, apparso la controfigura di quello campione d'Italia col Milan nel 2022. 

Un Pioli arrivato dopo le inaspettate dimissioni di Palladino, stufo quest'ultimo del rapporto conflittuale con Pradè, che nella stagione precedente lo criticava pubblicamente e con cattiveria in ogni occasione utile. Pioli, inoltre, si è presentato con una presunzione che prima non gli apparteneva, promettendo grandi piazzamenti, quando era abbastanza evidente che la rosa allestita non aveva né capo né coda. L'avevano capito in molti, non il duo Pradè-Pioli. Gli errori si pagano e la Fiorentina li sta pagando a caro prezzo sulla sua pelle e su quella dei tifosi.

Riconosciamo al compianto Rocco Commisso l'ultimo gesto, deciso in un momento delicatissimo per lui quando aveva sicuramente cose più serie a cui pensare, individuare prima di morire in Fabio Paratici l'uomo giusto per cercare di salvare prima la squadra dalla retrocessione e risollevarla poi una volta raggiunto questo obiettivo. Riuscirà l'ex dirigente di Juventus e Tottenham nell'impresa? È presto per dirlo. Ma se la Fiorentina, inteso come proprietà, non cambierà modo di agire il destino appare già segnato. L'ostracismo della società verso la stampa non appiattita non è più accettabile. Così come le interviste delle massime cariche societarie concesse solo ai giornalisti "amici" o con domande concordate in precedenza per evitare quelle scomode. Sono stati anni, quelli della presidenza Commisso, probabilmente la peggiore della storia viola, di chiusura verso la stampa, con i giornalisti sgraditi che non potevano nemmeno entrare al Viola Park. Una precedente gestione della squadra viola, quella di Vittorio Cecchi Gori, fallì quando aveva sede in piazza Girolamo Savonarola con la statua del grande predicatore che guardava severa verso il portone della società. Ora verso l'ingresso del Viola Park non guarda nessuno ma forse è proprio l'isolamento di questa cattedrale sportiva il motivo della crisi. La Fiorentina, come dicono i suoi tifosi, è Firenze, è dentro le città. Vive nei locali, nelle piazze, nei banchini dei trippai e soprattutto nei bar dove campeggiano immancabili le foto dei simboli della Fiorentina, quelle vincitrici dei due scudetti nel 1956 e nel 1969 e su tutte quella dell'Unico 10, Giancarlo Antognoni. Il Capitano che fu usato da Rocco Commisso come specchietto per le allodole (i tifosi) il giorno del suo arrivo e poi gettato via come carta straccia, senza il minimo rispetto per quello che rappresentava e per quello che poteva dare in termini di competenza calcistica, sicuramente superiore, senza offesa per nessuno, a quella dei vari dirigenti che si sono succeduti: Joe Barone, il braccio destro di Commisso mancato tragicamente due anni fa, il citato Daniele Pradè e l'ineffabile Ferrari.

"Chi non ricorda (o non conosce il passato) è condannato a ripeterlo" diceva il filosofo spagnolo George Santayana. Questa dirigenza della Fiorentina non sa nulla del suo passato, anzi vive solo della glorificazione di sé stessa. Poi, molti critici, tutti di fuori Firenze, diranno che il tifo viola è troppo critico e incontentabile. Forse non conoscono Firenze che dà e pretende, ma se dai ti rende il doppio. 

Inter e Twinning Project: quando il calcio diventa...
Il Lanerossi Vicenza pronto a conquistare il calci...
 

Commenti (0)

  • Non ci sono commenti. Inserisci un commento per primo.

Lascia un commento

Immagine Captcha

Accettando accederai a un servizio fornito da una terza parte esterna a https://il-catenaccio.it/

Like what you see?

Hit the buttons below to follow us, you won't regret it...