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Il saluto di Scarface

Franck Ribery appende le scarpe al chiodo dopo una gloriosa carriera, a causa dei continui infortuni. 

La consapevolezza di riconoscere i propri attuali limiti ed il coraggio di prendere una decisione tanto difficile quanto sofferta, ben conscio del fatto per cui probabilmente non si è più ad un livello tale da poter competere al massimo, negli anni dell'esasperata competitività fisica.

Talento puro, cristallino. Una stella luminosa, talmente brillante da vivere di luce propria nel cinico firmamento calcistico.

La madrepatria transalpina come input mediante il quale iniziare un percorso bellissimo, meraviglioso, sicuramente da ricordare come uno dei migliori dell'era moderna.

La fascia sinistra come nido in cui schiudersi, una porzione di campo dove metter in mostra tutte le sue enormi potenzialità.

Dribbling ispirato da un'innata leggiadria di movimento, con classe ed eleganza scaturite dal gran bagaglio tecnico del quale può fregiarsi di possedere.

L'uomo dell'ultimo passaggio, colui il quale serve l'assist preciso e pulito per il compagno di squadra, mettendolo nelle migliori condizioni possibili davanti al portiere avversario.

Abile finalizzatore altresì agevolato dal poter calciare indifferentemente con il destro o il sinistro.

L'esplosione definitiva in Baviera, con la maglia del Bayern Monaco.

All'ombra dell'Allianz Arena incanta e regala spettacolo con le sue giocate, ragion tale per cui si afferma come uno dei migliori della sua generazione.

Il 2013 come annata magica, culminata col prestigioso treble (Bundesliga, DFB Pokal, Champions League), in seguito alla quale sfiora il Pallone d'Oro che avrebbe meritato senza dubbio alcuno.

Poi lo sbarco in Italia, nel nostro calcio, dove seppur accingendosi al viale del tramonto, riesce talvolta ad allietare i tifosi nostrani con le sue magie, tra l'Artemio Franche di Firenze e l'Arechi di Salerno.

Quello stesso Arechi che oggi assume i contorni del palcoscenico su cui esibirsi nel passo d'addio.

Frank Ribery dà l'addio al calcio giocato.

LA CARRIERA DI RIBERY 

Ribery esplode nel Marsiglia, guadagnandosi l'approdo al Bayern Monaco in quella che è la parentesi simbolica della sua esperienza calcistica. Dopo dodici anni con i bavaresi, firma con la Fiorentina, con la quale giocherà per due anni prima di arrivare alla Salernitana, l'ultima squadra della sua carriera.

Nel suo palmares si contano tra gli altri nove campionati tedeschi, una Champions League, una Supercoppa Europea e un Mondiale per Club.

Per quel che concerne la Francia spicca l'argento nei Mondiali del 2006 in Germania.

In totale vanta 713 presenze e 163 gol nei club e 81 presenze e 16 gol con la nazionale transalpina.

PER GLI AMANTI DELLE STATISTICHE…

Il giocatore con cui Ribery ha più presenze nella sua carriera è Thomas Muller, con 295 partite disputate insieme.

Fonte: Football Discoverer 

 

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