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Il calcio italiano corre verso la sostenibilità: dati, modelli e sfide della Serie A

Dal Calcio Special all'ambiente, passando per scuola e comunità: cosa racconta il Community Soccer Report 2024/2025 sull'impegno sociale dei club di Serie A. 

Negli ultimi anni il calcio italiano ha iniziato a interrogarsi in modo sempre più strutturato sul proprio ruolo sociale. Non solo sport e risultati, ma anche inclusione, sostenibilità ambientale e impatto sulle comunità. A fotografare questo percorso è il Community Soccer Report – CSR in Serie A 2024/2025, uno studio che analizza l'impegno dei 20 club della massima divisione italiana tra governance, sociale e ambiente. Il quadro che emerge è quello di un sistema in movimento: diffuso, vitale, ma ancora disomogeneo.

Governance: la sostenibilità entra nei club, ma non ovunque allo stesso modo

Il primo dato significativo riguarda la strategia. Il 60% dei club di Serie A ha definito una formula riconoscibile per la sostenibilità, e nella maggior parte dei casi l'ha resa pubblica. È un segnale importante di trasparenza e maturità. Tuttavia, solo poco più di un terzo dispone di strategie realmente strutturate, con obiettivi chiari e ambiti di intervento definiti. Ancora più limitata è la rendicontazione: soltanto due società pubblicano un bilancio di sostenibilità completo. Il tema non è solo "fare", ma misurare e raccontare l'impatto in modo credibile.

Un passo avanti rilevante arriva invece sul fronte organizzativo. Quasi tutti i club hanno una figura interna dedicata alla Football Social Responsibility, spesso collocata vicino ai vertici aziendali. Questo rafforza il peso della sostenibilità nei processi decisionali, anche se la combinazione con altri incarichi e la formazione ancora discontinua indicano margini di crescita.

Sociale e inclusione: il cuore dell'impegno

È nell'area sociale che la Serie A mostra il volto più compatto. Tutti i club partecipano al movimento del Calcio Special, con squadre iscritte ai campionati della Divisione Calcio Paralimpico e Sperimentale FIGC. Non si tratta più di un'iniziativa simbolica, ma di un patrimonio condiviso: allenamenti congiunti, tornei dedicati, attività sul territorio e sperimentazioni come il blind football o il powerchair football.

Accanto al campo, cresce anche l'attenzione all'esperienza stadio. Dieci club hanno introdotto servizi di accessibilità per tifosi con disabilità: radiocronache dedicate, traduzioni in LIS, quiet room e trasporti assistiti. Qui la qualità delle soluzioni conta più del numero, e alcuni modelli sono già diventati esempi replicabili.

La beneficenza resta un pilastro: 17 club su 20 hanno promosso iniziative solidali, spesso legate a infanzia, inclusione e salute. Il dato più interessante è la continuità: oltre la metà delle attività fa parte di percorsi strutturati e non di singole azioni episodiche, spesso grazie al coinvolgimento di fondazioni, associazioni e sponsor.

Comunità e scuola: dal gesto simbolico al progetto

Il rapporto con il territorio è ormai una costante. Quasi tutte le società hanno realizzato iniziative di community engagement, soprattutto a favore dei giovani. Visite, incontri educativi e partecipazione a eventi locali sono le formule più diffuse. Tuttavia, solo una minoranza di club riesce a integrare queste attività in una visione strategica di lungo periodo.

Lo stesso vale per il mondo della scuola. Sedici club sono attivi con format come "calcio in classe" o "scuola di tifo", ma solo una parte limitata propone programmi continuativi ad alto valore educativo. Dove questo accade, il calcio diventa davvero uno strumento di formazione su temi come inclusione, parità di genere, salute e sostenibilità ambientale.

Ambiente: la sfida ancora aperta

Il fronte ambientale è quello più fragile. Crescono le iniziative, soprattutto legate all'economia circolare, ma solo pochi club dispongono di strategie green complete, con KPI e obiettivi misurabili. L'allineamento a standard internazionali e la rendicontazione restano eccezioni. Il potenziale, però, è enorme: infrastrutture, eventi e comunicazione rendono il calcio una piattaforma ideale per sensibilizzare sul tema climatico.

Un treno partito, da guidare meglio

Il Community Soccer Report – CSR in Serie A 2024/2025 restituisce l'immagine di un "treno della sostenibilità" già in corsa. I binari esistono, i passeggeri pure. La sfida ora è aumentare velocità e coerenza, trasformando iniziative diffuse in strategie integrate e misurabili. Perché solo così il calcio italiano potrà davvero coniugare passione sportiva e impatto sociale duraturo.


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