Dalla mascolinità tossica al coraggio di chiedere aiuto: come il progetto della Juventus "Stories of Strength" sta cambiando le regole del gioco.
La salute mentale è un argomento delicato e importante, di cui però si parla ancora troppo poco.
Se poi a dover parlare di salute mentale sono gli uomini, la questione diventa ancora più difficile. Lo dicono i dati: il 63% di chi rifiuta la psicoterapia è uomo, il 37% degli uomini non parla mai della propria salute mentale e il 47% percepisce ancora uno stigma nei confronti della terapia.
Per questo è fondamentale parlarne e normalizzare il tema. E se a farlo è una squadra di calcio — un ambiente che troppo spesso si fa vettore di una mascolinità tossica — allora qualcosa può cambiare davvero.
Lo ha dimostrato la Juventus che, in occasione della Giornata Internazionale della Salute Mentale, ha lanciato una proposta: chiedere ai propri tifosi di raccontare le loro storie, soprattutto quelle più difficili e personali.
Da qui è nata la nuova edizione di "Stories of Strength", un percorso che ha portato all'incontro con tre tifosi che avevano condiviso online le proprie fragilità, spiegando come il calcio e la Juventus li avessero aiutati a superarle.
A raccogliere queste testimonianze è stato Giuseppe Bertuccio D'Angelo, fondatore di Progetto Happiness, che ha viaggiato tra Canada, Colombia e Italia per parlare con Hani, Johan e Pietro.
Sono storie di chi ha dovuto lasciare tutto, di chi ha perso la famiglia, di chi ha subito bullismo o ha sofferto di depressione. Storie di chi ha trovato il coraggio di ripartire, anche grazie allo sport.
"La salute mentale è un tema che non si può ignorare - ha raccontato Johan - Pensiamo che noi uomini siamo più forti mentalmente, ma ti dico che non è così. Noi siamo un po' più deboli. Abbiamo forza fisica, ma mentalmente siamo fragili. Quando qualcosa ci colpisce, andiamo a terra. Perdiamo 3-0 in casa. Ma possiamo sempre recuperare il risultato nel modo migliore: cercando aiuto."
Perché chiedere aiuto non è mai un segnale di debolezza, anzi, è l'esatto contrario. "Storie di forza": così si chiama il progetto della Juventus. Una forza nascosta che tutti, finalmente, devono scoprire.



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