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1996: il film della storia di vita di Andrea Novelli e della vittoriosa campagna europea della Juventus

Un viaggio tra autobiografia e memoria sportiva: Andrea Novelli intreccia il servizio militare con la storica stagione che riportò la Juventus sul tetto d'Europa. 

Scheda del libro

Autore: Andrea Novelli

Titolo: 1996. La grande cavalcata Champions della Juve e altre cose divertenti che non farò mai più

Casa editrice: Andrea Novelli

1a edizione: aprile 2026

N° di pagine: 264

Chi è Andrea Novelli?

Andrea Novelli è sceneggiatore, critico e scrittore. Ha pubblicato gialli e thriller, tra cui Soluzione finale (Marsilio), Per esclusione (Marsilio/Mondadori), Il paziente zero (Marsilio), la trilogia Manticora (Feltrinelli). Tra i suoi studi troviamo una laurea in Ingegneria, tra le sue passioni il calcio. Per più di dieci anni è stato arbitro dell'AIA; inoltre, è riuscito ad abbinare il suo lavoro da scrittore con la passione per il calcio e, in particolare, per la Juventus. Tra le sue pubblicazioni con Ultra si trovano: Il calcio come esperienza religiosa. 19 aprile 1989, il giorno che ha cambiato la storia del calcio italiano (2023), 101 gol che hanno fatto la storia della Juventus (2025), 1996: la grande cavalcata Champions della Juve e altre cose divertenti che non farò mai più (2026). Sempre in ambito sportivo e sempre con l'editore Ultra, Andrea Novelli ha scritto due libri sul tennis: Matchpoint. I campioni del tennis come fonte di ispirazione quotidiana (con Andrea Giudice, 2024), I sette principi del tennis. Allenare la mente dentro e fuori dal campo (con Andrea Giudice, 2026).

La struttura del libro

Il libro si apre con la prefazione del giornalista Darwin Pastorin e con una premessa dell'autore. Successivamente, si dispiegano i trentaquattro capitoli con cui Andrea Novelli ci racconta il suo 1996 e quello della Juventus. Lo scrittore chiude la sua opera con una breve conclusione e con un corposo capitolo in cui sintetizza la storia juventina di ciascun protagonista di quell'anno, il 1996.

Da sottolineare poi la presenza di una postfazione firmata Michelangelo Rampulla, portiere juventino per ben dieci anni (1992-2002).

In chiusura del libro, poi, si trovano i ringraziamenti da parte dell'autore e la bibliografia di riferimento.

Recensione

Andrea Novelli, a un anno di distanza dalla pubblicazione del libro 101 gol che hanno fatto la storia della Juventus, torna a raccontarci il legame che esiste tra lui e la "Vecchia Signora" e, questa volta, lo fa in modo ancor più personale. Lo scrittore scorre il rullino dei ricordi fino al 1996, un anno che ha rivestito un ruolo cruciale nella sua vita personale e che, ancora oggi, viene ricordato con nostalgia dai milioni di tifosi juventini sparsi per l'Italia e per il mondo. Il 1996, infatti, è stato l'anno in cui Novelli ha dovuto svolgere il servizio militare, un'esperienza della durata di circa un anno che, fino al 1° gennaio 2005 (anno in cui è stata sospesa la leva militare obbligatoria in Italia), ogni cittadino di sesso maschile avrebbe dovuto svolgere al raggiungimento dei diciotto anni. Per la Juventus, invece, quell'anno ha significato il trionfo in Champions League che, a trenta anni di distanza, resta ancora l'ultimo trionfo "bianconero" nella massima competizione continentale. In quell'anno, peraltro, la Juventus è salita addirittura sul tetto del mondo, conquistando la Coppa Intercontinentale contro il River Plate, sconfitto nella finale di Tokyo grazie al gol di un giovanissimo Alessandro Del Piero.

L'autore pare conversare continuamente con il lettore, palleggiando continuamente tra i due argomenti principe del libro: la sua esperienza militare e la cavalcata juventina di quella stagione. Novelli, però, non esita a intrecciare fili, e quindi connessioni, tra lui e la Juventus. Per prima cosa, non si può non menzionare il fatto che anche i calciatori erano obbligati a sottoporsi al servizio di leva, seppur con qualche agevolazione. Lo stesso Del Piero, sulla rampa di lancio del calcio mondiale, non fu esentato. Ecco quindi un primo punto di incontro tra Novelli e "Madama". Un secondo l'autore lo rintraccia nei metodi di allenamento "militareschi" portati alla Juventus da Gian Piero Ventrone, preparatore atletico che arrivò a Torino con Marcello Lippi nel 1994.

Il lettore, attraverso la lente dello scrittore e protagonista, potrà immergersi totalmente in quell'anno, rivivendolo quasi come se fosse un film. La capacità narrativa di Andrea Novelli, infatti, si integra perfettamente con quella artistica del disegno, grazie al quale l'autore riproduce fedelmente i gol delle partite della cavalcata bianconera in Champions League.

Il trionfo della propria squadra del cuore in una competizione internazionale è sempre un avvenimento che fa da spartiacque nella vita del tifoso, figuriamoci se questo va a sovrapporsi a un'altra tappa significativa per la sua vita, come lo è stata, appunto, per tanti anni la leva obbligatoria per gli uomini.

Novelli, quindi, ci racconta delle poche e preziose ore di sonno e poi della nascita e successiva consacrazione del "gol alla Del Piero".

Novelli ci presenta le difficoltà da lui incontrate a capire le lezioni di aerologia e poi la dicotomia tra il lacunoso cammino in campionato della Juventus e l'incessante avanzare juventino in Champions League.

Novelli rivive l'alienante turno di guarda alla polveriera, scandito da turni di guardia formali e dalla paura verso un fantomatico pericolo che non arrivava mai (nitido e quanto mai puntuale il richiamo ai temi centrali del grande classico di Dino Buzzati, Il deserto dei tartari), e poi passa a descrivere l'estenuante attesa di Vialli sia per un rinnovo di contratto, che non sarebbe arrivato al termine della stagione, sia per un gol in Champions, che sarebbe poi arrivato in un momento importante.

Novelli passa dal rivivere l'avarizia di emozioni dello 0-0, ininfluente per il cammino juventino, sul terreno innevato della Steaua Bucarest alla missione che ha dovuto compiere in Sardegna presso "Perdasdefogu".

Novelli parla del parallelismo esistente tra il sacrificio e lo spirito di squadra su un campo da calcio e sui terreni impervi in cui svolgeva le esercitazioni militari.

Novelli, infine, sottolinea come molti dei valori appresi durante la sua esperienza del servizio militare (per esempio, quando si è trovato a lottare tra la vita e la morte a causa di uno shock anafilattico) li abbia ritrovati nella filosofia della Juventus, motivo in più per abbracciare ancora più forte la "Vecchia Signora": capacità di soffrire, di non arrendersi anche quando tutto sembra andare contro di noi o perduto, di sapersi rialzare, di sacrificarsi per il bene del gruppo. Andrea Novelli ci vuol testimoniare che il famoso motto della Juventus, "Fino alla fine", non è soltanto uno slogan da stadio, ma una vera e propria filosofia di vita.

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