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L’Under 21 italiana, una nuova generazione da crescere

Silvio Baldini un pastore di anime calcistiche, uomini prima che fenomeni. 

Italia Under 21 contro la Svezia un poker, prima a punteggio pieno ma soprattutto in panca Silvio Baldini da Massa. Toscano, ruspante ma non rude, uomo capace di commozione e tenerezze, il classico orso buono si direbbe. E soprattutto un patriota, ma del calcio per carità, la politica lasciamola agli altri. qui siamo gente seria, parliamo di sport. "Una generazione di persone che non sanno più cos'è la bandiera italiana, cosa vuol dire indossare la maglia azzurra. La nazionale vera è quella dell'82". Fulmini e saette, moniti e anatemi di Silvio Baldini da Massa, quando era ancora al Pescara, terra abruzzese, pastori, gente dura e orgogliosa, abituata a fatica e sacrificio. E Silvio Baldini da Massa viene chiamato alla Capitale, dell'Italia, qualcuno dice anche del calcio, ma stiamo sulla Nazionale e non distogliamo l'attenzione. La convocazione di colui che deve convocare i nuovi talenti del calcio nostrano arriva da Gigi Buffon. Capitano e uomo tutto di un pezzo anche lui. Icona della selezione azzurra, ci ha messo la faccia anche nei momenti peggiori. Poi quando una bandiera che di lì a poco si trasforma in mito come Gigi Riva lascia il suo ruolo di dirigente accompagnatore, si diceva un tempo, team manager per chi ama inglesizzare tutto, anche quando non serve, a Gigi Buffon. E l'ex guardiano dei pali dell'Italia e della Juventus si è trovato subito sotto un tetto pericolante e le tegole che ti cadono in testa, si rischia di restare a casa, dopo Luciano Spalletti che si fa? Si fa che Buffon ha detto che ci mette la faccia e se va male ad andarsene sarà lui. 

La cifra richiesta per la panca tricolore è un mix di orgoglio e grinta, sacrificio e umiltà, testa bassa e pedalare. Ringhio Gattuso eroe del 2006 alla guida della Nazionale Maggiore e, appunto, Silvio Baldini su quella della Under 21. Alla ricerca di attaccamento alla maglia e di capire cosa significa giocare con la casacca dell'Italia, basta con la nuova generazione che non conosce riti e valori, tradizioni che fanno storia. Ci vuole lui Silvio Baldini da Massa. in carriera alti e bassi, cose buone, altre meno, ma la certezza è che il Silvione è onesto, pane al pane (con salame please), vino al vino. E così quando ha visto nella sua carriera che le cose non andavano per il verso che diceva lui, dimissioni subito, rinunciando a stipendio e privilegi. O si va dove si deve andare o meglio tornare a casa. In famiglia, altro valore inamovibile e indiscutibile per Silvio Baldini da Massa che ha sempre fatto della famiglia il Valore, quello con la maiuscola per antonomasia.

La sua Valentina è diversamente abile, come ha confessato, infatti è papà di quella che ha definito il suo angelo e che doveva vivere sei mesi e invece ha superato quota trentasette anni. Non sta in piedi e non parla Valentina, Silvione senza di lei non avrebbe forza però. Ha imparato cosa significa la sofferenza vera e cosa è veramente importante nella vita. Da uno così si può veramente apprendere quale valore dare alle cose e quale scala si deve applicare nelle varie situazioni del percorso umano. Silvio Baldini da Massa nonostante una serie di successi, vedi Palermo, vedi Empoli, ogni tanto è sparito dal calcio ma lo ha fatto con onestà intellettuale. Sparito "da un mondo di falsi e di ipocriti" ha detto, un mondo nel quale non si riconosce, solo stress. "Salivo per le montagne con il mio bastone, i miei cani, me ne andavo con i pastori". Forse amarezza per la lontananza ma anche la serenità e poi il pastore che ritorna nella sua vita, pastore come lo è ora dei giovani talenti del calcio italiano che sarà. E Silvione ha dedicato più tempo ad analizzare gli allenamenti dei suoi giovani, il loro atteggiamento nei giorni che precedono la partita, e soprattutto la loro voglia di sorridere e stare insieme, vivere la vita, semplice e vera, niente di sofisticato, come dicono i mister di provincia "divertiti, gioca semplice non fare il fenomeno".

E la partita con la Svezia lo ha dimostrato con un poker d'assi messo sul tavolo, verde come il prato del campo di calcio. Non si sa dove arriverà l'Under 21 di Silvio Baldini ma sicuramente il pastore saprà lasciare il segno, trasmettere i valori. Un eretico vincente capace di far capire concetti come "gruppo" e "stare insieme" a una generazione di sdraiati come li chiama Michele Serra, che sprofondano tra solitudine e cellulare, incapacità e poca volontà di condividere in compagnia quegli straordinari e magici momenti di semplice e autentica amicizia. Ma Silvione può, ha preso sempre di petto le cose, talvolta sbagliando, una volta addirittura prendendo a pedate un collega in campo e in mondovisione, ma è un orso buono si scusa e si dispiace. Si tratta di persone vere e le persone vere sono fatte così. Ma sono le uniche che sanno parlare al cuore, e con i suoi giovani ci sta riuscendo, si vede da come scendono in campo, il risultato della partita è importante ma non è sempre l'unica cosa che conta...

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