Se n'è andato Alex Zanardi, l'uomo che ha riscritto i confini dello sport e della disabilità.
Della vita, che è già storia, anzi delle vite di Alex Zanardi si è scritto tanto in queste ore. E ancora tanto si scriverà.
Pilota, campione paralimpico, conduttore televisivo. La prima volta che lo sentivo parlare è stato proprio in televisione, mentre raccontava le Sfide del calcio e dello sport. Il tono pacato, il sorriso contagioso, lo sguardo profondo."Alex Zanardi è stato una figura che ha cambiato il modo in cui guardiamo la disabilità - ha scritto - Ha tolto l'uomo senza gambe dal recinto della pietà e lo ha riportato dentro lo sport, dentro la competizione, dentro la vita pubblica, non come un'eccezione da applaudire con imbarazzo, ma come un atleta da battere e da temere."
Alex Zanardi ha cambiato il modo in cui si guarda e si parla della disabilità, ha cambiato il modo in cui si vive lo sport paralimpico. Lo ha fatto con l'esempio, con una vita passata con le mani in pasta, nel suo garage-palestra-laboratorio. Lo ha fatto parlando ai giovani, entrando nelle scuole. Lo ha fatto correndo. E quando si è dovuto fermare poi è ripartito. Fino all'ultimo stop, l'ultimo scontro. Fino a oggi.
Ma una cosa è certa: la sua corsa non è finita. E chissà quali altre strade troverà, quali altri campioni o campionesse, quali altri bambini o bambine ispirerà.
Perché certe corse non finiscono. E ce l'ha insegnato proprio Alex Zanardi.



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