La nona puntata di Lampi Mondiali racconta i verdetti degli ottavi: la Norvegia di Haaland manda a casa il Brasile, il Belgio travolge gli Stati Uniti, la Spagna elimina il Portogallo e sullo sfondo continuano le polemiche contro Trump e Infantino.
Con la revoca della squalifica di Balogun il Mondiale ha forse toccato il punto più basso. Sottolineiamo forse perché con personaggi come Trump e Infantino qualche brutta sorpresa è sempre dietro l'angolo. Non ci stupiremmo, infatti, se il giorno della finalissima il Presidente degli Stati Uniti si prendesse la coppa come souvenir o pretendesse di battere un calcio di rigore. Speriamo di non arrivare a tanto, anche se Trump ci ha fatto vedere ben di peggio in settori più delicati di una competizione sportiva. Il mondo del football, però, ha dato la sua risposta.Come sentenziava Maradona (come ci manca e come sarebbe stato bello vederlo ora combattere contro il magnaccia, pardon magnate a stelle e strisce) la parte migliore del calcio sono i calciatori, aggiungendo che la più pulita era il pallone.In molti hanno criticato il servilismo di Infantino. Le parole più giuste le ha dette Jurgen Klopp: "questi due personaggi (Trump e il presidente della FIFA) non sanno nulla di calcio e non dovrebbero avere niente a che fare con questo sport. Questo è il nostro gioco, non il loro". Di pari livello l'intervento sulla RAI di Marco Tardelli, subito rimbeccato dalla conduttrice Paola Ferrari che ha preso le distanze dalle sue dichiarazioni. L'urlo più famoso del mondo, ancor più di quello di Munch, ha anche fatto un lodevole mea culpa ricordando Maradona: "solo lui si schierò contro la Fifa, noi invece siamo stati tutti vigliacchi". Complimenti, Tardelli, grande uomo e campione infinito. A proposito di campioni, passiamo alle cose belle, ai nostri lampi mondiali. Dopo il lampo, sono arrivati 2 tuoni, uno più forte dell'altro per annunciare Erling Haaland. Chi vuole vincere il Mondiale dovrà fare i conti con lui. Il centravanti della Norvegia ha prima saltato sulla testa di Gabriel, non uno qualsiasi ma uno dei più forti centrali del pianeta, e poi ha lanciato un missile imparabile per qualsiasi portiere sulla terra. 2 a 1 per la Norvegia, inutile il rigore a tempo scaduto di Neymar, e Brasile a casa. La Norvegia, però, non è solo Haaland: ha un gioco, un gran centrocampo con Berg e Berge che hanno ridicolizzato Casemiro palleggiandogli sul muso e un portiere in gran forma come Nyland. Certamente, Haaland è un valore aggiunto e con la conquista di un Mondiale potrebbe consacrarsi come meriterebbe. Già ora il gigante è uno dei migliori centravanti di tutti i tempi e il suo ventiseiesimo posto nella classifica dello scorso Pallone d'oro rende solo ridicoli i giurati. La vittoria in questo Mondiale lo renderebbe eterno.
Il Brasile ha così abbandonato il torneo. Ancor peggio ne è uscito Ancelotti, vestito con un terribile e tristissimo completo grigio con gilet (ma non aveva caldo). I suoi sono stati lenti e prevedibili in tutte le partite disputate. Ultima passarella per Neymar, entrato nel finale portando più nervosismo che giocate. Ultima passarella mondiale anche per Cristiano Ronaldo. Il suo Portogallo ha perso la battaglia tattica contro la Spagna che ha vinto nel recupero grazie anche alla bravura del suo allenatore Luis de la Fuente, vero mago delle sostituzioni. L'ingresso di Ferran Torres e Merino (autore del gol vittoria) ha fatto girare la partita e regalato il match alle Furie Rosse, che non saranno ancora brillantissime ma solidissime sì.
Brillantissima, invece, è l'Inghilterra. Che sia la volta buona dopo 60 anni? Gli uomini ci sono e il mister pure. Tuchel è un profeta del gegenpressing ma sa anche adattarsi alla necessità e difendersi a 5 quando serve. Del selezionatore tedesco poi ci è piaciuto l'appello alle autorità inglesi: "fate vedere la partita ai bambini (in Inghilterra la partita era visibile a notte fonda) e il giorno dopo chiudete le scuole". L'appello è stato chiaramente ignorato. Confidiamo nella passione per il football dei genitori inglesi.
Chiudiamo col Belgio che ha distrutto gli USA. A nulla sono valsi i citati imbrogli tra Trump e Infantino. Anzi, forse hanno stuzzicato l'orgoglio dei Diavoli Rossi che hanno sbranato gli avversari (4 a 1 il risultato finale). Bellissimo il fine partita col balletto di Lukaku che ha scimmiottato la Trump dance. A proposito, il gigante belga, usato saggiamente dalla panchina per problemi fisici da Garcia, finora è stato sempre decisivo. Attenzione, perché il Belgio potrebbe essere una mina vagante e il suo allenatore ha capito come far ruotare la rosa.
Arrivederci alla prossima puntata…



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