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Lampi mondiali #4 | E se fosse la volta buona per l'Olanda?

Tra l'Olanda di Koeman in cerca di consacrazione e le nuove stelle di Undav, Yamal e Ueda, il Mondiale si conferma un laboratorio di sorprese e storie inattese. 

E se fosse la volta buona per l'Olanda? È la domanda che molti si fanno dopo l'inizio col turbo degli uomini di Koeman. Tra l'altro, i nipotini di quella che una volta fu soprannominata l'Arancia Meccanica, che cambiò per sempre le regole grammaticali del calcio, non perdono una partita dai Mondiali dal 2010, quando furono sconfitti in finale dalla Spagna. Una striscia di 14 risultati utili, record della competizione. Gli olandesi sono soprattutto in debito con la fortuna che li ha sempre voltato le spalle. In un Mondiale strambo e lungo come questo, con troppe partite e l'eliminazione diretta che partirà con i sedicesimi, molte strafavorite potrebbero lasciarci le penne prima del previsto, lasciando spazio alle sorprese. Certo, l'Olanda, per rispetto della sua nobile storia, non potrà mai definirsi una sorpresa, ma in questa edizione nell'ipotetica griglia di partenza non partiva in prima fila. Eppure, è piena di giocatori forti. L'attacco è potente, rapido e micidiale sotto porta col tridente Malen-Brobbey-Gakpo. Il centrocampo è sontuoso con De Jong, Gravenberch e Rejnders, mentre in difesa detta ancora legge Van Dijk.

Germania-Costa d'Avorio è stata, per ora, la partita più avvincente del torneo con gli africani che, dopo essere passati in vantaggio hanno mancato il colpo del KO. Tra gli ivoriani ha confermato tutto il bene che si dice di lui Diomande del Lipsia, ma anche una vecchia conoscenza del nostro campionato come Kessie è sempre un signore del centrocampo. Tra i tedeschi è nata una stella: Deniz Undav, autore di una doppietta. Il centravanti dello Stoccarda appare micidiale sotto porta. Undav è di origine curdo-yazida e si porta dietro una storia che merita di essere raccontata. È arrivato tardi al grande calcio e fino a 20 anni la sua vita era divisa tra il lavoro in fabbrica e il calcio dilettantistico. Dicevano che era troppo grasso e statico. Poi la svolta in terza serie tedesca dove è stato notato dal Saint-Gilloise, militante all'epoca nella B belga. Qui è diventato l'eroe locale dopo aver trascinato i suoi nella massima serie. Dopo poco lo sbarco in Premier League nel Brighton, senza però trovare troppo spazio. Il ritorno in Germania allo Stoccarda sarà la sua fortuna. Ora, alla soglia dei 30 anni è l'uomo copertina della Germania.

Altro bomber in vetrina è il giapponese Ueda, anche lui, come Undav, ha realizzato 2 gol nell'ultima partita alle spese di una disastrata Tunisia. L'attaccante nipponico ha vinto la classifica dei cannonieri col Feyenoord nel campionato olandese con 22 gol e curiosando su Transfermarkt abbiamo visto che è valutato solo 17 milioni, pochi per un bomber del suo livello, soprattutto se paragonato a tanti "pacchi" ultra costosi che girano in serie A. Ma perché nel nostro campionato non si comprano più calciatori giapponesi o ne sono sempre arrivati pochi?

Molti critici hanno evidenziato le carenze offensiva della Spagna dopo la prima partita. Le Furie Rosse hanno rimediato subito, maramaldeggiando contro l'Arabia Saudita grazie all'innesto di Lamine Yamal, al rientro dall'infortunio, e alla ritrovata vena realizzativa del centravanti Oyarzabal. A volte basta poco o tanto per cambiare gli equilibri e Yamal può sicuramente far saltare il banco in questi Mondiali.

A proposito di campioni, ha battuto il primo colpo Salah nella vittoria dell'Egitto contro la Nuova Zelanda. Nello stesso girone il Belgio è apparso stanco e privo di idee, non andando oltre lo 0 a 0 contro un Iran mai domo. In vetrina il portiere persiano Beiranvand autore di parate miracolose. Anche la storia di questo estremo difensore è particolare come quella di Undav. Beirandav viene da una famiglia poverissima e ha fatto, prima di diventare portiere, persino il mendicante. Ora è famoso per i suoi rilanci con le mani che possono arrivare fino a 60 metri, grazie al suo studio del lancio del disco.

Ha deluso l'Uruguay contro Capo Verde. 2 a 2 in un saliscendi di emozioni che complica la qualificazione per gli uomini di Bielsa. Divertente o deplorevole un episodio alla fine del primo tempo, quando un uruguagio (come amava dire Gianni Brera) si è fermato a soccorrere un avversario colpito da problema muscolare per poi abbandonarlo al suo destino quando ha visto che i suoi erano tornati in attacco per segnare il gol del momentaneo 2 a 1. Grandi proteste in campo da parte dei capoverdiani ma le nuove regole arbitrali impongono d'interrompere il gioco solo di fronte a infortuni gravi. Nell'ultima partita del girone Capo Verde potrebbe raggiungere una clamorosa qualificazione facendo punti contro l'Arabia Saudita. Prima del match un commovente siparietto tra Bubista, l'allenatore degli africani, e Marcelo Bielsa. Il primo ha consegnato al secondo, in segno di grande stima, due doni: un gagliardetto e una pergamena. Alla fine della partita, però, il tecnico di Capo Verde si è lamentato della scarsa sportività degli avversari in merito al citato episodio del 2 a 1, sottolineando il suo stupore nel vedere ciò in una squadra allenata da un maestro del fair play come El Loco.

Arrivederci alla prossima puntata… 

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