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Gli insulti al calciatore della Lazio Pedro per una foto del figlio con una tiara in testa

Pedro, attaccante della Lazio, bersaglio di insulti per una foto del figlio con una tiara. Sui social esplodono odio e solidarietà. 

L'attaccante della Lazio, Pedro, ha dovuto limitare i commenti su uno dei suoi ultimi post su Instagram dove, insieme alla compagna Patricia Magna, festeggiava il compleanno del figlio Marc. Il motivo? Il bambino indossava una tiara in testa, un vestitino e aveva davanti a sé una torta a tema Lilo e Stitch.

Sono oltre 5 mila i commenti sotto il post, pieni di odio, di omofobia, di sessismo. "Quindi un padre che fa vestire suo figlio da donna va bene e bisogna applaudirlo? Il mondo è sottosopra", "omosessuale", "sei ancora in tempo per riavere indietro tuo figlio", "il peggior incubo dei papà", "cancella finché puoi". Da qui la scelta di limitare i commenti, che una volta che si è iniziato a parlare del post si sono riempiti anche di attestati di stima e di solidarietà. Gli scatti sono dello scorso 23 giugno, ma le foto sono diventate virali nelle ultime ore.

La violenza verbale non ha comunque spinto Pedro a cancellare il post rimasto, giustamente, online. Un momento di gioia e di condivisione che viene inondato di odio verso una famiglia, un padre, un bambino.

La foto di Pedro con il figlio Marc. Fonte: Instagram


Sui social sono state diffuse delle parole attribuite al calciatore della Lazio che però non trovano conferma. Le riportiamo comunque qui sotto, dal momento che siamo d'accordo con il loro significato:

"Marc è un bambino fantastico, con una sensibilità fuori dal comune. Ha un modo tutto suo di vedere il mondo, e io ogni giorno imparo qualcosa da lui. Per il suo compleanno ha voluto una festa a tema Lilo & Stitch, con una tiara in testa e un vestitino. Mi ha guardato e mi ha detto: 'Papà, posso?' E io gli ho detto sì, ovviamente. Perché dovrebbe esserci qualcosa di sbagliato nel voler essere felice nel proprio giorno speciale? A

Le foto le ho pubblicate con orgoglio, com'è giusto che sia. Poi ho visto i commenti, alcuni davvero pesanti. Non tanto per me, ma perché mi fa rabbia pensare che ci siano ancora persone che non sanno vedere oltre i loro pregiudizi. Marc è mio figlio, e io lo amo esattamente per com'è. Non mi interessa se qualcuno storce il naso: io so quanto è speciale, quanto è amato, e quanto è libero. E se c'è qualcosa che voglio insegnargli è proprio questo: che può essere chi vuole, senza paura".

Come riporta l'Ansa, il presidente di Gaynet e Coordinatore del Progetto Outsport, Rosario Coco ha ringraziato "di cuore Pedro per aver fatto felice il proprio figlio anche a costo di scontrarsi con i pregiudizi e l'odio degli adulti. Mi piacerebbe invitarlo alle iniziative di formazione che abbiamo in programma sull'inclusione nel calcio con l'Odg Lazio e la Lega Dilettanti".

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