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Il solito fine settimana fascista degli ultras di Roma e Lazio

Tra saluti romani, simboli delle Waffen-SS e riferimenti all'estrema destra, l'ultima giornata di campionato riporta al centro il tema della presenza fascista negli spalti di Roma e Lazio.

L'ultima giornata di campionato si è conclusa con Roma e Lazio in vetta alla classifica, a pari merito con l'Inter. Ma le partite contro Atalanta e Udinese non sono entrate nelle cronache solo per i gol di Soulé e Frattesi, ma anche per le foto, i simboli e i saluti di una parte delle tifoserie biancoceleste e giallorossa.

Sono 14, ad esempio, i tifosi romanisti identificati dopo la gara del 6 settembre, durante la quale sono stati ripresi nell'atto del saluto romano. Come si apprende da RomaToday, il gruppo, la cui foto è circolata sui social, era composto in tutto da 17 persone. Per 14 sono già scattate le contestazioni per la violazione del regolamento d'uso dell'impianto sportivo e la denuncia all'autorità giudiziaria per la violazione della legge Mancino. È stata inoltre avviata l'istruttoria per l'emissione del Daspo.

A occuparsi degli accertamenti sono gli agenti del commissariato di pubblica sicurezza Prati e della Digos della Questura di Roma. Gli ultras indossavano tutti maglie nere con la scritta "Boys Roma - Uber alles", riferimento alla prima strofa dell'inno tedesco: "Deutschland über alles, über alles in der Welt", "Germania sopra a tutto, sopra a tutto nel mondo", che il nazismo aveva interpretato letteralmente nel suo progetto razzista, antisemita e di oppressione.

I Boys, invece, sono tra i più antichi gruppi della Curva Sud giallorossa, nati negli anni Settanta e con una forte connotazione di estrema destra. Intanto, sempre durante Roma-Atalanta, sventolava ancora imperterrita la bandiera "Roma marcia ancora", che avevamo già denunciato su Il Catenaccio.

Il post di Lazio e Libertà sulla coreografia della Lazio a Udine

Più visibile, anche se meno eclatante, è stata invece la scelta dei tifosi della Lazio che, in piena contestazione contro Lotito, disertano lo Stadio Olimpico ma riempiono i settori ospiti. Nella trasferta di Udine, sopra la scritta "A tua difesa finché il cuor mi batte", campeggiava uno stemma che, come denuncia Lazio e Libertà APS, rimanda alla SS Charlemagne, una divisione delle Waffen-SS formata da volontari francesi che hanno combattuto per la Germania nazista durante la Seconda guerra mondiale e divenuta simbolo anticomunista per la sua partecipazione alla Battaglia di Berlino, in difesa del bunker di Hitler e della capitale tedesca.

"Non c'entra il tifo: due facce della stessa squadra(ccia)", hanno scritto ancora da Lazio e Libertà.

Così nazisti e fascisti riprendono spazio in Italia e in Europa. Anche a partire dagli spalti di uno stadio.

Tra loro, la Roma
Reggersi agli appositi sogni
 

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