Le foto che mostrano ultras del Maccabi Tel Aviv armati a Gaza. Simboli, ideologia e legami politici tra calcio, guerra e propaganda.
La foto è stata postata da un profilo Instagram legato ai tifosi, insieme ad un altro scatto, senza persone, ma con ancora la sigla dei Maccabi Fanatis e la scritta "Gaza Away". Nella storia precedente, invece, si leggeva "Jabalia On Tour". Jabalia era una città palestinese a 4 chilometri a nord di Gaza, il suo campo profughi è stato distrutto a gennaio.
Sulla storia e sull'identità dei Maccabi Fanatics ha scritto Valerio Moggia su Il Manifesto: politicamente di estrema destra, razzisti e xenofobi, sono legati a Netanyahu, che li usava, insieme agli ultras del Beitar, come contromanifestanti quando qualcuno contestava il suo governo.
Mercoledì 30 luglio il Maccabi Tel Aviv è stato eliminato dal Pafos nel secondo turno di qualificazione per la Champions League. Un'eliminazione provvidenziale, dal momento che un eventuale passaggio del turno avrebbe potuto regalare un sorteggio con il Celtic, la cui tifoseria è notoriamente su posizioni filopalestinesi (e cinque tifosi sono stati puniti con il Daspo per aver sventolato la bandiera, in occasione dell'amichevole contro l'Ajax a Como).
Il Maccabi non è nuovo a questo tipo di ostentazioni. Il profilo X della squadra di basket aveva postato, nel gennaio 2024, la foto di un soldato israeliano che esibiva la sciarpa del Maccabi Basketball Club sulle macerie di Khan Younis. "Grazie eroi" si leggeva nella descrizione. Sempre gli ultras del Maccabi erano stato protagonisti di violenze e cortei xenofobi ad Amsterdam, nel novembre 2024 (ne aveva scritto per noi Calcio e Rivoluzione).





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