Il Catenaccio - Web Magazine Sportivo
Menu
Post Image

Antimafia e San Siro: le ombre sulla vendita dello stadio che dividono Milano

Il via libera alla cessione dello stadio e dell'area circostante scatena critiche e allarmi: dal Comitato Antimafia guidato da Nando dalla Chiesa agli strappi nella maggioranza, fino al ruolo decisivo di Forza Italia. 

Il futuro di San Siro non sarà più lo stesso. Nella notte del 30 settembre, dopo un acceso dibattito e una votazione fiume, il Consiglio comunale di Milano ha approvato la delibera che autorizza la vendita dello stadio e dell'area circostante a Milan e Inter per 197 milioni di euro. Un passaggio cruciale in una vicenda che dura da anni, tra stop, ricorsi e progetti rivisti, e che ora apre la strada alla costruzione di un nuovo impianto da 71.500 posti firmato dagli architetti Norman Foster e David Manica.

Ma dietro l'apparente vittoria amministrativa si nascondono crepe profonde. La delibera è passata con 24 voti favorevoli e 20 contrari, grazie all'uscita dall'aula di Forza Italia, scelta che ha abbassato il quorum. Senza quella mossa, la maggioranza di centrosinistra non avrebbe avuto i numeri, complice la defezione di sette suoi consiglieri.

A preoccupare non sono soltanto le divisioni politiche, ma soprattutto i rilievi del Comitato Antimafia del Comune, presieduto da Nando dalla Chiesa. L'organismo aveva segnalato rischi legati alla mancanza di trasparenza nella delibera, sottolineando possibili vulnerabilità al riciclaggio di denaro illecito. Nonostante queste raccomandazioni, la maggioranza ha deciso di andare avanti, approvando il provvedimento senza un passaggio in giunta e facendo decadere oltre 200 emendamenti con la cosiddetta "tagliola". Unica concessione: un emendamento sulle "white list" per i fornitori, giudicato però insufficiente dagli esperti.

Il voto ha scatenato reazioni dure anche all'interno del fronte progressista. Sette consiglieri hanno scelto di opporsi apertamente: tra loro, Carlo Monguzzi, Alessandro Gorini e Francesca Cucchiara dei Verdi, Enrico Fedrighini del gruppo misto, oltre ai democratici Giungi, Pantaleo e Turco. Una frattura che rischia di lasciare strascichi duraturi nella coalizione guidata dal sindaco Giuseppe Sala, rimasto in silenzio durante la seduta e sostituito dalla vicesindaca Anna Scavuzzo nella conduzione dei lavori.

Sul fronte opposto, il centrodestra è uscito a sua volta diviso. Forza Italia ha giustificato l'uscita dall'aula come una scelta di responsabilità verso la città, ma Lega e Fratelli d'Italia hanno denunciato un vero e proprio tradimento. «Non faremo mai da stampella al centrosinistra», ha tuonato la leghista Silvia Sardone, mentre da Fratelli d'Italia è arrivata l'accusa di aver indebolito l'intera coalizione.

Oltre alla politica, anche il mondo dell'antimafia civile ha preso posizione. L'associazione WikiMafia ha annunciato la fine di ogni collaborazione con la giunta e con i partiti che hanno votato a favore, accusandoli di aver tradito gli impegni presi in campagna elettorale con l'iniziativa "Milano Capitale Antimafia".

Resta ora da capire se le inchieste e gli esposti pendenti rallenteranno il percorso verso la firma del rogito, prevista prima del 10 novembre, data in cui scatterà il vincolo storico sul secondo anello dello stadio. Se tutto dovesse filare liscio, il Meazza potrebbe essere demolito, lasciando spazio a una nuova cittadella sportiva e commerciale.

Ma la domanda sollevata dal Comitato Antimafia rimane: a quale prezzo, e con quali garanzie di legalità, Milano sta cedendo uno dei suoi simboli più riconoscibili?

Bernardeschi e la libertà di essere sé stessi: il ...
​La Lega Calcio ha multato il Livorno per "cori id...
 

Commenti (0)

  • Non ci sono commenti. Inserisci un commento per primo.

Lascia un commento

Immagine Captcha

Accettando accederai a un servizio fornito da una terza parte esterna a https://il-catenaccio.it/

Like what you see?

Hit the buttons below to follow us, you won't regret it...