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Nicolas Viola, il diez mancato

A volte erroneamente si pensa che per arrivare ai vertici del calcio basti essere un talento cristallino ma purtroppo non è così, basta chiedere a Nicolas Viola, 10 del Benevento che con il suo mancino si prende carico di tutti i calci piazzati dei sanniti. Arrivato in Campania nella sessione di mercato invernale del 2017 fu subito chiaro il motivo per cui Vigorito ci puntò: "vuole la Serie A", frase che oggi giorno ci appare normale poiché il Benevento nelle ultime 4 stagione ha giocato 2 campionati di Serie A e 2 campionati di B dove si è classificato al terzo e al primo posto, ma all'epoca non era così il Benevento nella stagione 2016/2017 prendeva parte alla sua prima apparizione nel campionato cadetto. Per circa 550mila euro dunque decise di assicurarsi le prestazione del suo dieci, capace in 3 stagioni e mezzo di collezionare 115 presenze e 23 goal. Senza nulla togliere al primo anno e mezzo di Benevento Viola ha però ottenuto la sua consacrazione nelle ultime 2 annate sotto la guida di Filippo Inzaghi, l'ex Milan lo mise al centro del suo progetto tecnico e i risultati furono subito chiari con la serie B dominata dall'inizio alla fine; con tanto entusiasmo Benevento si appresta ad affrontare la sua seconda stagione in A ma succede il fattaccio, la storia si rovina sul più bello per Nicolas che a 31 anni aveva la possibilità di dominare nella sua seconda stagione di A da titolare, non sarà così perché la sua grande maledizione è tornata, i problemi fisici lo costringeranno a saltare più della metà dei match e il suo esordio lo farà addirittura solo alla giornata, nonostante ciò a livello personale la sua stagione è da incorniciare: 17 partite 5 gol e 3 assist, tutto da centrocampista centrale. Per capire il perché un giocatore della sua classe abbia avuto solo in età così avanzata la possibilità di giocare in serie A da protagonista bisogna fare un tuffo nel passato

GLI ANNI NELLA SUA REGGIO CALABRIA

Nicolas muove i primi passi da calciatore nelle giovanili della Reggina, indimenticabile per lui la stagione 2006-2007, da capitano trascinò con i suoi 10 goal gli amaranto fino alle Final-Eight scudetto dove si arresero solo all'Inter di Balotelli futuri campioni in carica. In prima squadra esordirà l'anno successivo ma la prima stagione importante in maglia amaranto sarà la 2010-2011, a 21 anni con i suoi 5 gol contribuisce al sogno reggino di tornare in A ma dovranno arrendersi in semifinale play-off contro il Novara. La stagione successiva si conferma a buoni livello e viene notato da Zamparini, all'epoca presidente del Palermo che militava in A.

PALERMO: LA SCELTA SBAGLIATA

Zamparini lo conosciamo, il vizietto di stravolgere tutto l'ha sempre avuto, ma nella stagione 2012-2013 fu uno scempio, 3 tecnici 2 dei quali richiamati per un totale di 5 cambi in una stagione. Palermo ne risentì, fu retrocessione a fine stagione nonostante che in campo schierasse gente del calibro di Ilicic, Dybala, Miccoli. Nicolas in rosanero trova pochissimo spazio, difficilissimo inserirsi in un contesto del genere e la scelta sbagliata lo porta a sprecare la prima occasione di farsi notare in A, a 24 anni si ritrova con il cartellino diviso tra Reggina e Palermo ma senza una vera squadra che credesse davvero in lui.

TERNI & NOVARA: LA RINASCITA

Estate 2013, Nicolas dopo la delusione in rosanero deve ripartire ma non essendo stato convocato per il ritiro dovrà farlo in un'altra destinazione, il1º agosto arriva la svolta, la Reggina cede alla Ternana la metà del cartellino in suo possesso, e il Palermo cede sempre alla Ternana, in prestito, il diritto alle prestazioni sportive: il giocatore quindi diventa in compartecipazione fra Palermo e Ternana. Debutta in maglia rossoverde nella prima partita utile, cioè il secondo turno di Coppa Italia persa per 4-2 in casa contro il Lecce e disputata l'11 agosto 2013, giocando titolare e colpendo una traversa. Viola a Terni si trova bene, torna a far vedere la sua classe e dimostra che giocatori come lui non si arrendono. Chiude la prima stagione con 25 presenze e 1 gol, una punizione perfetta contro il Padova. La stagione 2014-2015 rimane a Terni grazie al prestito rinnovato e si migliorerà ulteriormente collezionando 39 presenze e 3 gol. Dopo però questa ottima stagione in B lascerà Terni causa la scadenza delle comproprietà, il Palermo riscatta il suo cartellino per poi rescindere e liberare Viola. Estate 2015 viene ingaggiato dal Novara dove disputerà il suo settimo campionato di Serie B, che lo vedrà protagonista della cavalcata dei piemontesi fino ai playoff, ottima la prima anche a Novara dove ripete il 39/3 del secondo anno in Umbria, però la buona parentesi con i novaresi termina nel gennaio del 2017, il centrocampista classe '89 lascia così il Novara, squadra della quale era un elemento importante, per tentare fortuna in Campania, con la maglia di una delle squadre sicuramente più interessanti del campionato cadetto.

E quindi cosa è effettivamente mancato a Viola? Con un pizzico di onestà si può dire che gli è mancata la fortuna, quella stessa fortuna che in parte ha ritrovato a Benevento dopo 3 anni e qualche mese è ancora lì, ha trovato una dimensione importante del calcio italiano dove potersi esprimere al meglio, ha avuto la fortuna di aver trovato una tifoseria calda e sana, la fortuna di aver incontrato Inzaghi sul suo percorso, la fortuna di aver avuto Vigorito che l'ha cercato e gli ha affidato il suo centrocampo. Benevento non ha fatto altro che restituirgli, in parte, quello che il calcio e uomini poco legati a quest'ultimo gli hanno tolto. 

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