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Pagare moneta, vedere partita

Aumentano i prezzi per vedere il calcio in tv, con tanti saluti alle partite in chiaro e all'idea che il calcio sia della gente.

Di chiaro nella vita non c'è mai nulla. Nemmeno le partite di calcio. Questa stagione (2024-2025) vedrà una drammatica evoluzione che farà infelici milioni di italiani. Vi ricordate i martedì di Champions su Canale 5 e i giovedì di Europa League su TV8? Quelle dolci serate sul divano dove ci si riuniva anche solo per il gusto di ordinare una pizza, bere una birra e guardarsi una partita in televisione senza pagare nemmeno uno spicciolo? Ecco, quei giorni sono finiti. Adesso, anche per tutte le partite delle competizioni europee (Champions League, Europa League e Conference League), vige la regola del "Pagare moneta vedere cammello".

Nessuna squadra italiana verrà trasmessa in chiaro. Sia in campionato che nelle coppe europee. Sky, infatti, come si legge nel sito ufficiale, "ha acquisito i diritti in esclusiva per il triennio 2024/2027 di 185 delle 203 partite della Champions League e di tutte le 342 partite di Europa League e Conference League". DAZN, invece, come ogni anno, avrà l'esclusiva sulla Serie A (salvo tre sfide a settimana in co-esclusiva SKY) e della Serie B. Per poter guardare la propria squadra del cuore in televisione, quindi, ogni italiano dovrà obbligatoriamente sborsare centinaia di euro. E i prezzi, invece di calare drasticamente per favorire il culto dello sport, aumentano a dismisura da mesi. Fortunatamente, la Coppa Italia e la Supercoppa non subiranno lo stesso trattamento. Verranno infatti programmate in chiaro sulle reti Mediaset.

Vedere il calcio in televisione costa sempre di più

 "E io pago!".   

Il Calcio, come da tradizione popolare, dovrebbe essere accessibile a tutte le classi sociali. Non lo si può trasformare in uno sport elitario, fruibile solo da chi riesce a spendere più di trecento euro di abbonamento ogni anno. Togliendo le partite in chiaro e aumentando il prezzo degli abbonamenti si rende il Calcio un bene inarrivabile per le famiglie con redditi bassi. In questo modo, si crea una forte disuguaglianza sociale che rende questo meraviglioso sport meno rappresentativo della società.

Ridurre il costo medio annuo per seguire tutte le partite di Serie A dovrebbe essere una priorità per i vertici del calcio italiano. Tuttavia, chi è al potere sembra concentrarsi più sul cambiare le date di inizio e fine del calciomercato, dato che, per qualche motivo oscuro a noi comuni mortali, il campionato non può più iniziare mentre il mercato è ancora aperto. Nel frattempo, i dirigenti della Lega Calcio, discutono nuove strategie per combattere la pirateria streaming, che rimane l'unica opzione plausibile per chi non può permettersi di spendere centinaia di euro al mese. Tutto quel piagnisteo generale della Serie A riguardo allo Stop Piracy sembrerebbe quasi una scusa per distogliere l'attenzione da questioni ben più rilevanti che richiederebbero una vera analisi.

È ora che qualcuno alzi la voce. Bisogna fare qualcosa per il bene del calcio. Ma ultimamente la stampa sembra essere sempre più servilista. Nessuno intende alzare un polverone per una causa, purtroppo per molti, persa in partenza. Certo, se DAZN e SKY nei prossimi anni, o addirittura mesi, cominceranno ancora a rialzare i prezzi le acque di certo si smuoveranno. Perché non si può continuare a rendere il calcio qualcosa di estremamente costoso. E se ci mettiamo anche errori tecnici e di connessione… Totò avrebbe qualcosa da ridire!

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