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La UEFA potrebbe veramente sospendere Israele dalle sue competizioni

UEFA sotto pressione: l'Italia si mobilita mentre USA e Trump difendono Israele dalla possibile esclusione dai Mondiali.

Una notizia che è circolata per giorni, che è stata smentita e che invece adesso trova nuove, e forti, conferme: la UEFA potrebbe decidere la prossima settimana di sospendere Israele dalle sue competizioni.

A riportarlo è il Times e a seguito anche il Guardian e altre importanti testate internazionali: il comitato esecutivo della UEFA avrebbe potuto indire una votazione per determinare la partecipazione di Israele alle qualificazioni per la Coppa del Mondo e quella del Maccabi Tel Aviv all'Europa League, prima dell'inizio della pausa per le partite internazionali, il 6 ottobre. A oggi la UEFA ha dichiarato che non sono previste riunioni per la prossima settimana, mentre il prossimo meeting del comitato esecutivo è previsto per il 3 dicembre. Tuttavia, fonti interne alle federazioni nazionali affermano che la situazione sembra stia precipitando e che ci si aspetta sempre più che la UEFA e il suo presidente, Aleksander Ceferin, prendano provvedimenti.

E' questo il primo risultato di proteste che si fanno sempre più forti e sempre più unanimi. Martedì, un gruppo di diplomatici di alto livello ha chiesto a UEFA e FIFA di emanare un divieto dopo la pubblicazione di un rapporto della commissione d'inchiesta internazionale indipendente delle Nazioni Unite che ha sottolineato come Israele stesse commettendo un genocidio a Gaza. La scorsa settimana, il gruppo di attivisti Game Over Israel ha preso possesso di un cartellone pubblicitario a Times Square a New York per chiedere alle federazioni di boicottare qualsiasi partita con il Paese. Inoltre sempre più esponenti del mondo del calcio, sia a livello di nazionali che di club, stanno prendendo posizione.

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Come si legge sul Guardian, tra i paesi in cui la pressione è più forte c'è proprio l'Italia. La mobilitazione prevista per il 14 ottobre a Udine, quando gli Azzurri sfideranno Israele, si preannuncia massiccia e partecipata anche se il presidente della FederCalcio, Gabriele Gravina ha spiegato che qualsiasi boicottaggio "non farebbe altro che favorire Israele, che in teoria potrebbe essere favorito nel suo percorso di qualificazione al torneo", salvo poi dire che "non c'è nessuno che possa essere indifferente a questo sentimento di sofferenza e dolore" a Gaza.

La palla, anzi il pallone, potrebbe quindi passare al comitato esecutivo della UEFA dove, secondo fonti interne, la mozione avrebbe ottime probabilità di essere approvata con appena tre o quattro astensioni o voti contrari. Per questo si sta muovendo in prima persona Donald Trump e poi di riflesso tutto il governo degli Stati Uniti, pronto a opporsi a qualsiasi decisione del genere, in quanto Paese che ospiterà la Coppa del Mondo la prossima estate. "Ci impegneremo al massimo per fermare completamente qualsiasi tentativo di escludere la nazionale di calcio israeliana dalla Coppa del Mondo", ha dichiarato a Sky News un portavoce del Dipartimento di Stato americano.

Ancora una volta il mondo del calcio si intreccia a quello della politica. Ancora una volta il calcio può fare la sua parte. Basta scegliere la parte giusta di questa storia. 

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