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Calcio paralimpico, Viterbo accoglie 200 atleti: lo sport che premia tutti

Juventus, Milan, Lazio, Napoli e altre grandi società protagoniste a Viterbo del Torneo Nazionale della Tuscia Viterbese, tra calcio, inclusione e valorizzazione del territorio. 

 Due giorni in cui il calcio ha scelto di non lasciare nessuno indietro

Ci sono tornei in cui alla fine si guarda la classifica per capire chi ha vinto. E poi ce ne sono altri in cui la classifica conta, ma non è la cosa più importante.

È successo a Viterbo, dove nel fine settimana si è svolta la seconda edizione del Torneo Nazionale della Tuscia Viterbese di calcio paralimpico, organizzato dall'Associazione Lo Zucchero Filato APS.

Circa 200 atleti, accompagnati da staff e familiari, hanno raggiunto il capoluogo laziale per due giornate dedicate al calcio, ma anche alla socialità, all'inclusione e alla scoperta del territorio.

In campo sono scese le squadre special di alcune delle principali società del calcio italiano: Juventus, Milan, Hellas Verona, Udinese, Parma, Bologna, Lecce, Lazio, Napoli e Frosinone, insieme al Don Puglisi Nettuno e ai padroni di casa dell'ASD Lo Zucchero Filato.

Le partite si sono disputate negli impianti del CUS e al campo Don Armando Marini. Ma il torneo non si è fermato al rettangolo verde.

Dopo le gare del sabato, atleti, familiari e staff hanno attraversato il centro di Viterbo, portando per le strade della città i colori delle diverse società. Un modo per trasformare una manifestazione sportiva in un'occasione di incontro con il territorio.

Tra le tappe anche la Chiesa di Santa Rosa, dove gli ospiti hanno potuto assistere all'accensione straordinaria di Dies Natalis e conoscere la storia del trasporto della Macchina di Santa Rosa, tradizione riconosciuta dall'UNESCO come patrimonio culturale immateriale dell'umanità.

All'interno della manifestazione si è svolta inoltre la seconda edizione del premio "Una Rosa in campo", dedicato a persone che hanno contribuito a promuovere inclusione e solidarietà attraverso lo sport e nella società.

Ma il messaggio più forte è arrivato probabilmente dalle modalità con cui sono stati assegnati i riconoscimenti finali. Le squadre non sono state premiate soltanto sulla base del risultato sportivo. Sono stati infatti valorizzati anche principi come inclusione, fratellanza, solidarietà, fair play, allegria e amicizia.

È una scelta che cambia la prospettiva.

Perché nel calcio siamo abituati a dividere tutto tra vincitori e sconfitti. In un torneo come quello di Viterbo, invece, il risultato può diventare soltanto una parte della storia.

Il resto sono gli incontri, le persone conosciute, le famiglie sugli spalti, le maglie diverse che si ritrovano nello stesso campo.

E così, per due giorni, Viterbo ha dimostrato che il calcio paralimpico può essere contemporaneamente competizione, inclusione e comunità.

Alla fine, forse, la vera vittoria era proprio questa: fare in modo che nessuno tornasse a casa sentendosi escluso.

Fonte: Associazione Lo Zucchero Filato APS 

Fonte foto in copertina: Civonline

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