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Racconti di vita e storie di calcio al bar: Passala a Zico

Una chiacchierata al bar tra amici diventa viaggio tra ricordi, frasi celebri del calcio e un racconto dimenticato: Passala a Zico. 

È una calda e afosa mattina di metà luglio nella provincia toscana.

Io e il mio collega, nonché amico, Andrea decidiamo di incontrarci al bar per scambiare due chiacchiere. Un caffè e un dolce per me, un cappuccino e un dolce per lui.

I primi cinque minuti sono completamente dedicati alla colazione, che spolveriamo senza proferire parola alcuna. Poi iniziamo a parlare, fluttuando da un argomento all'altro, collegando tra loro sport, musica, letteratura, vite vissute, esperienze personali, storia, filosofia, cibo.

Tutto questo camminare tra i pensieri, come due filosofi peripatetici, ci porta a fermare l'attenzione su un argomento.

«Ma sai che ho sentito nominare un calciatore, credo anche abbastanza famoso da quel che ho letto, nella raccolta C'era una volta?» dice Andrea.

Ignoro cosa sia questa raccolta C'era una volta, ma, in prima battuta, la mia curiosità cade nel desiderio di sapere il nome giocatore di cui sta parlando Andrea.

«Non saprei... ti ricordi il nome?» domando io.

«Eh... bella domanda. Mi pare che inizi con la "Z"».

«Zanetti?».

«No, non è lui. Mi pare che sia Zi...».

«ZIDANE!» rispondo io a gran voce senza nemmeno dargli il tempo di finire il nome.

«No... Non è lui! Aspetta un attimo... ecco sì, mi è tornato in mente: ZICO».

«Ahhhhh certo, lo conosco. Non l'ho visto giocare ma ne ho sentito parlare molto. È stato un grande giocatore».

«Ho capito. Come ben sai, Marco, non sono un grande appassionato di calcio. Dimmi qualcosa in più su di lui».

«Zico è stato un centrocampista brasiliano che ha calcato il campo dal 1971 al 1994. Per più di un ventennio ha deliziato il mondo del calcio con le sue giocate. Ha vestito le maglie del Flamengo, in Brasile, dell'Udinese, in Italia, del Sumitomo Metals e del Kashima Antlers, in Giappone. Inoltre, ha vestito la maglia 'verdeoro' della nazionale brasiliana. Terminata la carriera da calciatore, dal 1997 al 2017 ha intrapreso quella da allenatore, durante la quale ha girato mezzo mondo. Nella sua carriera, Zico ha vinto numerosi trofei, sia da giocatore sia da allenatore, e premi individuali».

«Ti ringrazio, non ne conoscevo la storia. Poi vado ad approfondirla».

«Di nulla, figurati. Ma senti un po', Andrea... Prima hai parlato di C'era una volta: che cos'è? Non ne ho mai sentito parlare».

«Non lo conosci? Bene allora, te ne parlo brevemente. È un lieto ricordo della mia infanzia. C'era una volta è la seconda di due raccolte di audiocassette, corredate da fascicoli illustrati; la prima si chiama, invece, Raccontastorie. Io ho iniziato ad appassionarmi a queste perché mi hanno accompagnato nel periodo in cui stavo imparando a leggere».

«Ho capito. Ma dimmi qualcosa in più, per esempio: perché ricordi queste raccolte con così tanto affetto e come erano strutturate?».

«Il fine di Raccontastorie e di C'era una volta era quello di aiutare i bambini e le bambine a imparare a leggere attraverso racconti conosciutissimi e altri meno. Per esempio: Il meraviglioso Mago di Oz e I tre porcellini, racconti conosciuti da tutti; oppure Passala a Zico, il racconto che mi ha fatto venire in mente il nome del giocatore e che è decisamente sconosciuto. Inoltre, queste raccolte, uscite negli anni Ottanta del Novecento, puntavano molto su un aspetto, ripreso dalle edizioni originali pubblicate in Australia e Nuova Zelanda, ossia far leggere le storie da personaggi dello spettacolo».

«Ahhhh… ma pensa un po'! Come se oggi le leggessero, che ne so... Denzel Washington o Anne Hathaway, tanto per fare due nomi di personaggi dello spettacolo».

«Sì, esattamente!».

«Avevi qualche lettore preferito o al quale sei un po' più affezionato?».

«Mmmmm fammi pensare... Direi Ottavia Piccolo e Silvano Piccardi per alcune loro somiglianze o coincidenze onomastiche con i miei genitori. Piccardi, fra l'altro, è il narratore di Passala a Zico, ossia il titolo del 'nostro' racconto».

«Di cosa parla questo racconto? Della storia di Zico?».

«Sì, più o meno. Nella storia si parla di un suo provino al Santos, ma prima mi hai detto che Zico non ha giocato nel Santos, quindi non so se il racconto sia veritiero o se, invece, sia caricato di aneddoti inventati, oppure se si parli addirittura di un altro Zico o di uno Zico inventato».

«Aspetta... quasi dimenticavo. In effetti, Zico ha giocato nelle giovanili del Santos! Siamo nella prima metà degli anni Sessanta. Questo aneddoto non è così noto, in effetti, ma è vero. In un'intervista è lo stesso Zico a confermarlo».

«Ah sì? Nel racconto, inoltre, si dice anche che lui abbia sostenuto il provino con il Santos giocando a piedi scalzi: è vero anche questo aspetto?»

«Mmmmm... questo non saprei sinceramente, devo documentarmi meglio».

«Va bene. Nel frattempo, ascolta le audiocassette del racconto: Passala a Zico è uscito negli ultimi due numeri, il 25 e il 26, della raccolta C'era una volta. Si trova facilmente anche su YouTube».

«Certo, lo farò. Accidenti... è già passata un'ora. Devo andare!».

«Hai ragione... avevo perso la cognizione del tempo anche io. Devo andare pure io».

«Continuiamo la conversazione la prossima volta, magari scopriremo anche altre tematiche interessanti di cui parlare. Questa volta offro io la colazione, la prossima tocca a te, almeno abbiamo la scusa per ritrovarci a breve».

«Vai, ci sto. A presto!».

Ringrazio l'amico e collega Andrea Filippetti per una delle tante piacevoli chiacchierate, dalle quali emergono sempre interessanti spunti di riflessione.



Marco Fontanelli

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