Il gesto del Cava United Football Club e di Garrincha Edizioni trasforma ogni partita di Prima Categoria in un incontro tra sport, storie vere e umanità
In un calcio che spesso si nutre solo di classifiche, polemiche e cori rabbiosi, c'è una squadra di Prima Categoria che ha scelto un linguaggio diverso. Prima di ogni partita, invece della consueta stretta di mano distratta, i giocatori del Cava United Football Club consegnano agli avversari una "figurina letteraria". Un piccolo libro, una storia vera, una vita raccolta e restituita sotto forma di racconto. Un gesto semplice, ma potentissimo.
L'idea nasce dall'incontro con Garrincha Edizioni, casa editrice indipendente di cui avevamo già parlato qui, che da anni scova e racconta storie di sport e umanità. «Gli amici di Garrincha ci hanno fatto un regalo che ci ha toccato profondamente – scrive il club – una serie di figurine letterarie, tutte diverse, da donare ai nostri avversari prima di ogni partita fino alla fine del campionato». Fino a maggio, su ogni campo visitato il Cava United porterà un racconto.
Per la prima gara la scelta è caduta su una storia dal peso specifico enorme: quella dei fratelli Jaber, scritta da Raffaele Trito. «Una storia che parla di legami, di coraggio e di ciò che resta quando tutto intorno si fa difficile. Una storia che oggi risuona ancora di più, con Gaza così presente nei nostri pensieri», spiegano dal club. Letteratura e attualità che si incontrano su un campo di provincia, prima ancora che il pallone inizi a rotolare.
Il progetto durerà fino alla fine della stagione nel campionato di Prima Categoria, Girone G, Campania. Le figurine sono state messe gratuitamente a disposizione dalla casa editrice, che ha sposato senza esitazioni lo spirito dell'iniziativa: «Fino alla fine della stagione sportiva il Cava United donerà le nostre figurine, messe a disposizione di questo progetto di calcio popolare tra i più genuini d'Italia. Siamo felici di essere al vostro fianco», si legge nel messaggio condiviso dagli editori.
Per il Cava United questo gesto è perfettamente coerente con la propria identità. Nato come community club, il progetto è fondato sulla governance partecipata, gestito dal basso dalla propria comunità, lontano da padroni e proprietà private. «Un calcio popolare, inclusivo e indipendente. Il calcio è della gente», rivendicano con orgoglio. E allora regalare una storia, anziché uno slogan, diventa un atto politico nel senso più nobile del termine. «Il calcio per noi è questo: un gesto semplice, un incontro tra persone, qualcosa che passa di mano in mano e dice chi siamo molto più di qualsiasi parola», scrivono ancora. Non un'operazione di marketing, ma una dichiarazione di identità. «Da qui alla fine della stagione porteremo queste figurine in ogni campo, come segno di rispetto e come invito a far convivere calcio e umanità, sempre».
In un sistema che spesso svuota il calcio di significato, il Cava United fa l'opposto: lo riempie di storie, di memoria, di relazioni. Prima del fischio d'inizio, mentre tutti pensano alla partita, qualcuno apre già un libro. Anche solo per un attimo. Anche solo per ricordarsi che dall'altra parte non c'è un avversario, ma una persona. E che, a volte, il risultato più importante nasce prima ancora del primo pallone toccato.
Foto in copertina: Facebook Cava United




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